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Estrattori di succo: gusto, salute e... riciclo

  4 mesi fa


Estrattori di succo: gusto, salute e... riciclo

Le proprietà dei succhi vivi

Gli estrattori di succo sono macchinari sempre più diffusi nelle cucine degli italiani: essi sono un ottimo ausilio per un consumo maggiore - e migliore – di frutta e verdura, oltre a prestarsi a svariate ricette. Alcuni estrattori multifiltro permettono infatti di produrre in casa non solo succhi freschi da frutta e verdura, ma anche latti vegetali (come il latte di riso, di soia, di avena, di noci…), passate e vellutate, gelati e sorbetti di frutta.

Alcuni obbiettano che con l'estrazione si andrebbero a buttare grandi quantità di prodotto, ma è facile sfatare quest'idea, e persino proporre una “soluzione”!

Punto 1: la fibra residua dell'estrazione è la cellulosa, cioè la componente indigeribile di frutta e verdura.

Ciò significa che con questo prodotto di “scarto” non perdiamo nutrienti, semplicemente l'estrattore separa dal succo ciò che verrebbe naturalmente scartato anche dal nostro organismo.

Punto 2: altri puntualizzano che la fibra è importante.

Giustissimo! La fibra è indispensabile per mantenere pulito l'intestino e sarebbe un grosso errore eliminarla dalla propria dieta.

I succhi ottenuti con l'estrattore sono utilissimi come integrazione, non vanno intesi come sostituti della normale alimentazione. Insomma: bere succhi non significa eliminare il normale consumo di frutta e verdura fresche, ma ci aiuta ad assimilarne di più.

Inoltre i succhi, contrariamente al prodotto intero, sono immediatamente digeribili: un vantaggio “strategico” ad esempio prima dello sport o la mattina a colazione, quando si ha bisogno di una rapida carica di energia.

I succhi appena estratti sono poi ricchi di enzimi, le sostanze che scompongono i nutrienti contenuti negli alimenti per renderli disponibili al corpo, perciò favoriscono la digestione se consumati prima dei pasti.

Punto 3: non è assolutamente detto che la fibra ottenuta con l'estrattore vada buttata via!

Ci sono diversi modi per riutilizzarla, ad esempio come base per polpette di verdura, nell'impasto di ricette dolci (la fibra di carota, limone e arancia è ideale per i muffin), aggiunta a crackers e focacce, come concime naturale per piante, addirittura come maschera di bellezza.

A chi vuole riutilizzare la fibra consigliamo alcuni accorgimenti:

  • se sono presenti bucce (mele, pesche…) assicurarsi di aver scelto frutta biologica e non trattata in superficie;
  • la fibra di per sé è povera di nutrienti, perciò per le vostre ricette sarà necessario reintegrarli combinandola con nuovi ingredienti: ad esempio cereali e semi (chia, mandorle, noci, sesamo…), frutta fresca, verdure a foglia, spezie, germogli, legumi…

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