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Estratto dal libro "Medicina Tradizionale Cinese e Fiori Australiani"

di Anna Carla Golzi 6 mesi fa


Estratto dal libro "Medicina Tradizionale Cinese e Fiori Australiani"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Anna C. Golzi e impara le basi della medicina tradizionale cinese e il suo rapporto con i fiori australiani

La Medicina Tradizionale Cinese è una delle più antiche medicine conosciute ed è probabilmente una delle prime medicine psicosomatiche.

La sua origine si perde nella notte dei tempi, ma leggendo i testi che ci sono pervenuti si trova un continuo riferimento a un mondo naturale che osserva e interpreta i fenomeni consueti facendo uso delle leggi della natura.

Si parla, infatti, di un agricoltore che, piantato il suo bastone (gnomone) nel terreno, osserva come la sua ombra si modifica nel corso del tempo (giornata e anno) e ne trae una serie di osservazioni che, debitamente modificate, vengono applicate anche all'organismo umano.

Indice dei contenuti:

Le basi

Chi legge un testo cinese su questo argomento ha la sensazione di trovarsi in una società agricola, perché l'espressione del pensiero cinese è l'osservazione dei processi vitali e del rapporto tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda e in cui vive.

Il suo ragionamento diagnostico è basato su poche nozioni fondamentali che sono alla portata di tutti.

I concetti della medicina cinese non possono essere tradotti pari pari in termini occidentali: per penetrare questo pensiero, bisogna modificare il modo di pensare cartesiano che ci accompagna da sempre. La salute, per esempio, è considerata in rapporto alla malattia e si valuta sempre il delicato equilibrio tra queste due forze.

La malattia non viene considerata come fatto assoluto, ma come manifestazione nelle singole persone, dotata di una ricchezza di sintomi che noi quasi non riusciamo a concepire. Mentre da un lato questo tipo di ragionamento permette di anticipare il corso degli eventi e quindi di agire in maniera preventiva, dall'altro aiuta ad approfondire la diagnosi, il riconoscimento dei sintomi, fino ad arrivare al cuore del problema per potere poi prendere dei provvedimenti terapeutici mirati che possono essere di vario tipo: il più conosciuto è forse l'infissio-ne degli aghi, chiamato "agopuntura".

Esistono però anche altre forme di terapia: per esempio l'attività fisica, la dietetica, l'uso del massaggio e delle erbe, e molte altre ancora.

Oggi possiamo aggiungere l'utilizzo dei fiori australiani: l'essenza di un fiore può curare con una potenza straordinaria, proprio come un ago. In entrambi i casi possiamo parlare di "terapia vibrazionale", cioè di un procedimento che non fa uso della biochimica ma della biofisica, una delle più moderne scoperte dei nostri tempi, che va ad agire a livello delle vibrazioni dell'organismo.

In questo modo la MTC, così antica, può essere considerata una medicina veramente moderna proprio per la sua azione a livello vibrazionale e si può dire che le essenze floreali agiscano in maniera analoga. In questo libro vi porterò diversi esempi tratti dalla mia esperienza di come le essenze floreali, utilizzate a livello dei meridiani e dei punti di agopuntura, possono vedere aumentata la loro capacità di azione già così profonda.

Per fare questo è interessante conoscere le basi della MTC, cercando di seguire almeno per sommi capi il ragionamento che porta a una diagnosi e che inizia dal Tao, l'Universo stesso: quell'eterno, inesauribile "divenire", costantemente in movimento, il "continuo indifferenziato". Potremo capire cosa significa equilibrio Yin - Yang, quali sono le regole cibernetiche dei cinque movimenti e come questi ci possano aiutare a valutare anche i sentimenti e l'orientamento psichico di una persona.

Guardiamo le mani, che a loro volta ci guidano verso la preponderanza di uno degli elementi rispetto agli altri; osserviamo la persona nel suo insieme: la sua corporatura, la sua voce, le sue preferenze. Tutto questo semplificherà molto la nostra strada terapeutica.

Tao - Yin - Yang

Il ragionamento logico che sottende la MTC appare semplice: sostiene, infatti, che qualsiasi cosa può essere compresa solo in rapporto a quanto la circonda e in particolare a ciò che è suo complementare; pensiamo per esempio alla luce in rapporto al buio. Anche il Tao, il continuo indifferenziato, per manifestarsi si individua in due componenti: Yin e Yang.

In origine Yin indicava il lato ombroso di una collina mentre Yang era il lato soleggiato: nessuno dei due può esistere se l'altro non lo definisce, cioè non possiamo dire che un lato è soleggiato se non conosciamo anche il lato in ombra. Ciò avviene per ogni cosa cui possiamo pensare: luce/buio, caldo/ freddo, espansione/contrazione... ma anche l'uomo rispetto alla donna: in questa logica essi non sono opposti bensì complementari tra di loro. Yin e Yang sono l'immagine della sorgente della vita, dell'inesauribile dono di energia e di calore con cui il sole-Yang nutre la terra-Yin sede della vita.

Yin e Yang sono sempre relativi l'uno all'altro e sono complementari. Yin e Yang sono i due principi che si fondono l'uno nell'altro senza che uno dei due perda la sua identità. La nascita è il momento in cui l'energia entra ad animare la materia, cioè quando lo Yang nutre lo Yin.

La morte è il momento in cui l'energia lascia il corpo (noi diciamo che diventa puro spirito) e la materia rimane inerte, puro Yin, cioè lo Yin genera lo Yang.

Cielo - uomo - terra

Yin è la Terra, Yang è il Cielo: tra la terra e il cielo c'è l'Uomo, punto di unione costituito da Cielo e Terra, da Yang e Yin. I suoi piedi sono ancorati alla terra, allo Yin, mentre la testa e le braccia si muovono verso il cielo, verso lo Yang. Dal cielo e dalla terra fluiscono le due energie complementari che lo fanno vivere, e scorrono in continuazione dentro di lui secondo regole ben r recise, percorrendo le linee invisibili dei canali energetici (Jing luo), che vengono chiamati "Meridiani", di cui ci occuperemo più avanti.

Abbiamo visto all'inizio che l'osservatore dell'energia ragiona come un agricoltore e collega le varie parti della giornata mettendole in relazione con i vari momenti dell'anno. In base all'andamento del giorno e delle stagioni egli mette a punto un'osservazione importante: tutto tende a ripetersi secondo gli stessi ritmi, quei ritmi che gli permettono di seminare, di coltivare e di raccogliere per potere vivere dei prodotti della terra.

Analogamente l'ordine e l'equilibrio vengono mantenuti da una gerarchia che regola ogni cosa: proprio come nello Stato l'Imperatore guida i suoi sudditi attraverso una gerarchia di ministri e di aiuti.

Queste due osservazioni, quella inerente al ritmo costante del giorno e delle stagioni e quella che si riferisce alla gerarchia dello stato, nella MTC sono applicate all'organismo umano per capire sempre meglio che cosa sta avvenendo e intervenire nel caso in cui l'ordine costituito venga sovvertito. Infatti, quando tutto si compie secondo le regole sia nel cosmo sia nell'organismo, si mantiene l'equilibrio; se invece le regole vengono disattese, ha inizio il disordine e la malattia.

Il Qi

L'idea di Qi (leggi "CI") è fondamentale nel pensiero medico cinese, e di solito questo termine viene tradotto come "energia". In realtà è molto difficile rendere nel suo completo significato questo concetto perché il pensiero cinese non distingue fra materia ed energia.

Il termine che lo rappresenta è indicato con un ideogramma in cui si vede una pentola di riso che bolle e il vapore che se ne libera: un modo semplice per spiegare che l'energia è costituita da una parte materiale, il riso insieme all'acqua che lo fa bollire, e da una parte "sottile ", cioè il vapore che ne deriva. Come sempre abbiamo due elementi per indicare una sola realtà. Un concetto simile lo ritroveremo nella medicina vibrazionale.

L'energia è una sola e continua a fluire incessantemente attraverso un organismo vivente, ma le vengono dati diversi nomi per avere dei punti di riferimento. Il Qi è la fonte di tutto: del movimento, del calore, del nutrimento, della protezione. Nella medicina cinese questa parola si accompagna di solito a un'altra che ne definisce la funzione. Per esempio l'energia difensiva è chiamata Wei-qi, quella che ci viene dagli alimenti si chiama Ying-qi, quella che scorre nei Meridiani è Jing-luo- zhi-qi... Un altro importante concetto, difficile a penetrare per la nostra mentalità, è quello del Sangue, che solo in parte è sovrapponibile al nostro concetto di sangue: basti pensare che non scorre solo nei vasi sanguigni, ma anche nei meridiani!

Molti altri concetti sono fondamentali per capire la medicina cinese: qui non parleremo di tutti, ma non possiamo tralasciare di accennare allo Shenn, che potremmo tradurre come "spirito", cioè la vitalità caratteristica dell'essere umano, la forza della personalità e la capacità di pensare e compiere scelte appropriate.

È proprio il concetto di Shenn che ci permette di considerare la MTC come una delle prime medicine psicosomatiche e che ci aiuterà nella scelta del fiore più appropriato alla situazione che vogliamo valutare.

I cinque movimenti

L'agricoltore che osserva, memorizza e confronta gli avvenimenti che lo circondano, concepisce l'idea di cinque passaggi successivi: i cinque movimenti, ciascuno dei quali, a turno, si trasforma in quello che lo segue. Il mattino il sole si alza a est, e la giornata inizia con la nuova energia recuperata durante il riposo notturno. Allo stesso modo a primavera la natura si risveglia dopo il riposo invernale. Perciò viene spontaneo dire che:

  • mattina = primavera, che a sua volta corrisponde all'est. Tutto ha inizio, e la vita si manifesta con energia e vigore, come un vento che non vuole essere fermato.

Man mano il sole continua il suo cammino, la vita procede verso il:

  • mezzogiorno = estate, che a sua volta corrisponde al sud. È la pienezza della giornata, il massimo dell'energia con il sole allo zenit; un punto di equilibrio tra mattina e pomeriggio.

Poi arriva la seconda parte della giornata, dapprima con la sera, che corrisponde al:

  • crepuscolo per la giornata, all'autunno per l'anno, e all'ovest come punto cardinale.

E il momento in cui si ripongono gli attrezzi (di metallo) e si ripensa con un po' di malinconia alla giornata e all'anno trascorsi, per prepararsi al nuovo riposo, alla:

  • notte e all'inverno, che equivale al nord. Questo momento, in un apparente senso d'immobilità, di freddo e di morte, permette la ricarica in vista del prossimo ciclo e la preparazione della nuova vita.

Seguendo le osservazioni che si riferiscono alla natura, però, la MTC inserisce una:

  • quinta stagione, chiamata fine-estate, che corrisponde al Centro, alla Terra che ci sorregge. La quinta stagione, la fine dell'estate, è un po' meno calda dell'estate e più umida; è il periodo in cui si raccolgono le messi e i frutti della terra maturati dal grande calore dell'estate che la precede.

Il percorso della vita

Questo "gioco" dei Cinque Movimenti ci permette di avere una visione dinamica della realtà che si ripete sempre costantemente per ciascuno e che coinvolge tutto ciò che ci circonda, dal nostro organismo a tutto il creato, per l'interferenza di ogni "movimento" reciprocamente su tutti gli altri. In questa luce consideriamo come si svolge il percorso di una vita. Essa nasce nel buio e nel silenzio del grembo materno, nei fluidi del corpo, che possono essere definiti "Acqua primordiale": come una forma di acqua sorgiva, ricca di energia potenziale, che, come dicono i cinesi, è in comunicazione con il Cielo Anteriore.

Tutta l'energia in essa contenuta serve per "in-formare", cioè per "dare forma" all'essere che si è iniziato a strutturare, e che può essere modificato da qualsiasi cosa con cui viene in contatto, proprio come la forma dell'acqua può essere modificata da qualsiasi contenitore e la sua sostanza da qualsiasi minuscola traccia che incontri sul suo percorso.

Come dico sempre ai miei pazienti, quando parliamo dei loro bimbi, queste nuove creature sono come un fiume e hanno bisogno di due genitori che con affetto e fermezza facciano da "sponde": se l'acqua non viene correttamente contenuta e guidata, si può disperdere, e non darà mai origine a una individualità ben distinta. Da quest'acqua primordiale inizia il ciclo dei cinque movimenti, cioè di cinque passaggi successivi di cui ciascuno è il preludio all'altro e lo può condizionare.

Il primo passaggio, quello del "Legno", è il momento della primavera. Essa corrisponde all'inizio della vita, al germogliare di nuove piante; dopo il riposo invernale appaiono le prime foglioline tenere su rami che parevano secchi, e ben presto appariranno i fiori, preludio a quei frutti che costituiranno la fase successiva.

Nel nuovo individuo, la fase del legno è quella dell'espansione, dell'esuberanza, del bisogno di affermarsi come entità indipendenti. Il corpo cresce a vista d'occhio, e si trasforma in continuazione per andare verso il suo sviluppo completo. Ogni individuo è convinto di avere inventato il mondo, e lo vuole esplorare proprio come fa il vento (l'elemento della primavera) che vuole procedere senza farsi fermare da nessun ostacolo.

Ecco dunque il ritratto di un ragazzino, di un adolescente normale, che fatica a riconoscersi nel suo rapido mutare fisico e mentale: la fisionomia, la voce, lo spirito si trasformano in continuazione. Se per caso la crescita e la metamorfosi non avvengono in questo modo, c'è da pensare che forse le cose non stiano andando per il verso giusto.

Quante volte sono dovuta intervenire in persone di quarant'anni con rimedi e fiori adatti agli adolescenti proprio perché la fase del "Legno" non si era svolta con regolarità, in quanto le circostanze non avevano permesso la manifestazione della propria espressione individuale e la persona si era trascinata lo squilibrio negli anni. In questo movimento prevale la funzione Fegato, insieme con quella delle Vie Biliari.

Fegato da un lato significa metabolismo che in questo periodo della vita è particolarmente vivace e dall'altro corrisponde alla sessualità, che va aprendosi e sviluppandosi sempre di più. Ricordiamoci che l'apparato ormonale non influisce solo sul desiderio sessuale e sulla procreazione, ma compenetra la persona, indirizzandone le scelte anche a livello mentale. Il sentimento collegato al Legno è l'espansività, la creatività, che al negativo si trasforma in collera.

Se questa fase si svolge correttamente, il corpo e la mente del ragazzo si cimentano con la realtà che c'è attorno. Anche l'eventualità di qualche errore aiuta il nuovo individuo a strutturarsi: i genitori sono lì presenti, per essergli d'aiuto a risollevarsi caso mai finisca a terra fisicamente o moralmente per le prove della vita, e per semplificargli l'individuazione della sua strada personale.

Vorrei ricordare che "in-dividuo" significa non diviso, cioè una persona completa nel suo manifestarsi corpo-mente.

La fase del legno si trasforma nella successiva, quella del "Fuoco", non appena si sia raggiunta la piena consapevolezza. Ormai l'albero è rigoglioso, è pieno di fiori, iniziano a maturare i frutti; fuor di metafora l'adolescente sta diventando un uomo con i suoi progetti ben precisi e la voglia di metterli in pratica, sia sul lavoro sia nell'ambito dei sentimenti. Grazie anche all'apparato ormonale maturato, si ha il desiderio di trasmettere la vita e di far parte a tutti gli effetti del mondo. Il "fuoco" si manifesta quindi in tutti i suoi aspetti.

Al fuoco corrisponde il Cuore, funzione estremamente complessa nella medicina cinese; per esempio, anche nel nostro linguaggio quotidiano cuore significa "coraggio" e impegno-totale ("per farlo ci ho proprio messo il cuore"). Corrisponde anche all'Intestino Tenue e a due funzioni interessanti di cui parlerò dettagliatamente più avanti, cioè il Ministro del Cuore e il Triplice Riscaldatore. Per i Cinesi si tratta del "Fuoco Imperatore" per i primi due, e del "Fuoco Ministro" per i secondi, che, quindi, sono al servizio dei primi. Molti accostano il Fuoco Ministro al Sistema Neurovegetativo Autonomo. Il sentimento collegato al Fuoco è la gioia di vivere, che al negativo è l'indifferenza affettiva.

Come un albero ben cresciuto potrà dare il meglio di sé da adulto, allo stesso modo succederà per l'essere umano: se avrà avuto una sua primavera pienamente realizzata, nella fase dell'età adulta sarà un individuo sicuro e completo. Tanto completo da maturare i propri frutti, e, infatti, questo è il passaggio detto "Terra". Da un lato questa è la stagione dei raccolti: si porta a compimento ciò che prima si è seminato e poi si è sviluppato. Dall'altro è il momento in cui si comincia a ripensare a ciò che abbiamo vissuto, a utilizzare maggiormente la memoria, perché il sentimento collegato alla Terra è pensiero.

L'importante è che questo pensiero non diventi negativo, cioè "circolare", ossessivo, come succede quando l'organo corrispondente, la Milza/Pancreas (o lo Stomaco) si trova in squilibrio energetico. Milza corrisponde a connettivo, ed è proprio il connettivo inquinato da una vita con qualche errore che porta agli squilibri metabolici e a quei doloretti di cui fino a quel momento non si conosceva l'esistenza. Proprio come il raccolto dipende da quanto abbiamo seminato e da come l'abbiamo fatto crescere (oltre che naturalmente dalle circostanze concomitanti), anche la nostra piena maturità sarà almeno in parte la naturale conseguenza del nostro stile di vita precedente.

A questo punto arriva l'età del "Metallo", cioè quel passaggio della vita che corrisponde all'autunno dell'anno: momenti ancora bellissimi ma qualche volta pieni di malinconia, in cui la luce comincia a scemare perché le giornate sono più brevi.

È il Polmone, insieme con il Colon, la funzione di questo periodo della vita: questo ci dice l'importanza di corretti scambi metabolici sia a livello respiratorio sia intestinale per tenere tutto in ordine; quando questi scambi non sono corretti, in modo banalmente biochimico il nostro organismo non riesce a godere pienamente della vita e ne derivano forme appunto di malinconia e di nostalgia, che sono i sentimenti collegati al Metallo.

Quante volte ho visto che migliorando l'equilibrio acido-base e l'ossigenazione dell'organismo (magari facendo un po' più di attività fisica all'aria aperta) questo periodo diventava molto più piacevole per le persone.

La vita non è finita qui. Il ciclo deve chiudersi, e, infatti, ritorniamo all'"Acqua", che però è ben diversa da quella primordiale. Lo vediamo quotidianamente: l'acqua non è mai uguale a se stessa; un ruscello che scorre in montagna appena formatosi è ben diverso da un grande oceano, o da una palude ristagnante. Nella palude però c'è una quantità di vita veramente incredibile, che non si lascia scorgere a un'osservazione superficiale.

Quest'acqua dunque ha un significato davvero interessante: da un lato permette la manifestazione di numerose forme di vita, dall'altro si mescola con altra acqua o si perde nella terra e pone così fine all'esistenza individuale. Ma la vita non è finita: è pronta per una nuova rinascita proprio come spiega il Taoismo che è alla base di queste riflessioni. L'energia non cessa mai e la vita continua a manifestarsi tramite l'incessante susseguirsi di Yin e Yang, ma è sempre vita.

Quando l'organismo individuale cessa di esistere, è perché lo Yang (spirito) ha lasciato lo Yin (materia), ma entrambi ancora sono una realtà; è un po' come togliere un abito: esistono ancora sia l'abito sia chi lo portava, ma ciascuno ha una sua strada da compiere. Se alla luce di queste riflessioni diciamo allora che "Acqua" corrisponde a "vecchiaia" e a "morte", forse sarà meno forte il sentimento inevitabile di paura per ciò che ci aspetta "dopo" e che non conosciamo: potremo così sentirci parte costante di tutta la vita che ci circonda e che è in noi.

L'Acqua corrisponde alla funzione Rene (insieme alla Vescica Urinaria), all'inverno, al freddo; infatti, il vecchio è freddoloso, un po' irrigidito nelle sue articolazioni, in una fase d'involuzione. La funzione "Rene" comprende anche le ossa, i denti, le ghiandole surrenali e per certi versi quelle ormonali; nel vecchio tutte queste funzioni sono un po' in declino: le ossa si impoveriscono (osteoporosi), i denti vacillano.

Il sentimento collegato al Rene è la Volontà, che può trasformarsi in Paura, sentimento necessario - al momento opportuno e in giusta dose - per la nostra sopravvivenza: un'audacia eccessiva, soprattutto se non supportata da un'adeguata energia, potrebbe a volte compromettere la vita stessa. La volontà, come anche la paura, sono anche correlate alla maggiore o minore produzione di ormoni surrenali come l'adrenalina, che sostiene il coraggio. Inoltre nel vecchio potrebbe farsi strada una forma sottile di paura perché sa che le sue ore sulla terra inevitabilmente volgono al termine e lo aspetta un nuovo sconosciuto percorso.

La vecchiaia però, se è vissuta bene, è anche il momento della grande saggezza: in tutte le civiltà degne di tale nome il vecchio è il depositario dell'esperienza e del sapere cui tutti attingono per crescere a loro volta. Senza contare che ci sono dei "vecchi" in cui il "fuoco" è ancora ben rappresentato, perché sono capaci di alimentare dentro di sé da un lato buone abitudini e dall'altro buoni sentimenti per conservare in equilibrio quell'energia che ci mantiene vivi e sani.

Oggi la vita è fatta di "mordi e fuggi" e l'apparire è più importante dell'essere; di conseguenza la vecchiaia è vista da molti con grande timore come quel momento in cui si verrà messi da parte perché non si avrà più l'energia per vivere alla pari dei giovani e, magari, il decadimento fisico sarà aggravato da uno scarso potere economico. Forse è ora di capire che vale la pena di lavorare su noi stessi, sia sul corpo sia sullo spirito, per sviluppare al meglio e mantenere in equilibrio la nostra energia.

La vecchiaia è un momento che giunge, a turno, quasi per tutti. Se per qualcuno non giunge, è perché se ne è andato prima e non ha completato il suo ciclo.

La "favola" dei cinque elementi che vi ho appena raccontato potrebbe esserci d'aiuto per trovare questo nuovo-antico equilibrio, e l'energia dei fiori si può inserire correttamente, al momento giusto, per riportarci alla giusta vibrazione energetica.

 

Tratto dal libro:

Medicina Tradizionale Cinese e Fiori Australiani

Anna Carla Golzi

In queste pagine l’autrice racconta la propria esperienza nel percorrere una nuova strada terapeutica che si basa sulla ricerca di un linguaggio comune fra la Medicina Tradizionale Cinese e la Tradizione Australiana.

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Anna Carla Golzi è Laureata col massimo dei voti in medicina e chirurgia a Milano, specializzata in anestesia e rianimazione, esperta in in medicina tradizionale cinese, agopuntura, medicina psicosomatica, floriterapia, ipnoterapia, omeopatia e omotossicologia. Ha iniziato a esercitare la...
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