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Estratto dal libro "L'Ottava Torre"

di John Keel 6 mesi fa


Estratto dal libro "L'Ottava Torre"

Leggi in anteprima un capitolo dal libro del celebre ricercatore John A. Keel e scopri l'entità misteriosa che da sempre influenza la storia dell'uomo

Il 9 marzo del 1884, un uomo gracile, pallido e con la barba incolta se ne stava seduto da solo in una tetra stanza d'albergo a Rotterdam, accarezzando con le dita tozze una pistola comprata a buon mercato.

Sparpagliati sul letto c'erano mucchi di lettere e vecchi giornali. Sedeva con le spalle ricurve e lo sguardo assente fisso sulla finestra. Da un giorno all'altro, il suo mondo si era ristretto a quell'angusto orizzonte: uno spicchio di cielo invernale e il lastricato di mattoni rossi di una strada straniera.

Un lieve scatto metallico risuonò nella stanza quando tolse la sicura alla pistola e se la portò lentamente alla tempia.

Indice dei contenuti:

Le scoperte di Moses Shapira

La morte di Moses Wilhelm Shapira passò pressoché inosservata sulla stampa. Allora, come oggi, non era raro che degli stranieri solitari convivessero con la morte nelle loro squallide stanze d'albergo e lasciassero dietro di sé poco più che un epitaffio funebre.

Un anno prima Moses Shapira era all'apice della felicità e già si vedeva celebrato e osannato da tutte le nazioni. Certo di essere ricevuto da re e sovrani, aveva viaggiato dalla Palestina all'Europa assaporando il suo trionfo e tra le dita, invece di una pistola, stringeva una logora valigia di cuoio. Tutto quello che ottenne, invece, fu la nomea di pazzo e ciarlatano. Il contenuto della sua valigia fu accolto con sarcasmo dai maggiori intellettuali dell'epoca e le loro risate gli risuonavano ancora nelle orecchie mentre si portava la pistola alla tempia.

Dei pastori erano entrati nel suo piccolo negozio di souvenir, in un vicolo di Gerusalemme, per vendergli dei pezzi di pergamena scurita dal tempo che dicevano di aver trovato all'interno di antichi vasi in una grotta sul mar Morto.

Shapira trascorse notti intere a studiare quelle scritte sbiadite e il suo entusiasmo andò crescendo di giorno in giorno. Era certo di avere tra le mani un manoscritto originale del libro del Deuteronomio. Fu cosi che partì per l'Europa con l'intento di mostrare la sua scoperta al mondo intero.

A Berlino, Parigi e Londra, archeologi e teologi di chiara fama esaminarono senza convinzione le pergamene di Shapira, certi che documenti tanto fragili non avrebbero mai potuto conservarsi integri nel clima secco del deserto. Doveva trattarsi di falsi belli e buoni e l'ometto che ne era in possesso era senz'altro un truffatore in cerca di facile fortuna.

Shapira fu smentito pubblicamente e messo alla berlina, oltre a divenire il bersaglio di offensive vignette sulla stampa. E i Manoscritti del Mar Morto furono condannati a restare sigillati nei loro vasi all'interno di una grotta per altri sessantaquattro anni, finché non furono scovati da altri due beduini.

Ma questo, mi direte, è successo un secolo fa. La scoperta di Moses Shapira avrebbe ricevuto tutt'altra accoglienza nella nostra società illuminata. La sua storia avrebbe fatto il giro delle riviste di gossip e i programmi di giochi a premi avrebbero fatto a gara per averlo come concorrente.

Ne siamo proprio sicuri?

Le scoperte di Wilhelm Reich

Quando lo psichiatra Immanuel Velikovsky studiò i miti e le leggende del mondo per costruire la curiosa cosmologia di Mondi in collisione, la comunità scientifica fu unanime nel liquidarlo come svitato. La sua teoria sull'origine di Venere, una cometa staccatasi dal corpo nebuloso del pianeta Giove, contraddiceva le convinzioni degli astronomi degli anni '50. La pressione esercitata dalla comunità scientifica fu tale che l'editor "colpevole" di aver scoperto Velikovsky fu licenziato e i diritti del libro passarono a un'altra casa editrice, più coraggiosa.

Vent'anni dopo, le sonde lanciate nello spazio dalla NASA e dall'Unione Sovietica inviarono prove a sostegno della controversa tesi sostenuta da Velikovsky. Oggi una nuova generazione di scienziati abbraccia le sue teorie e dobbiamo immaginare il vecchio psichiatra seduto nella sua casa a Princeton che ridacchia sommessamente sotto i baffi sfogliando il suo album di ritagli degli anni '50.

Tutti noi abbiamo storto la bocca indignati quando abbiamo appreso che negli anni '20 le SS di Hitler avevano smantellato la casa del filosofo occultista Rudolf Steiner. Qui non sarebbe mai potuto succedere, ci siamo detti. Eppure ci siamo voltati dall'altra parte quando negli anni '50 la nostra società ha dato gravi segni di paranoia.

In quei giorni uno dei più autorevoli psichiatri del mondo, il dottor Wilhelm Reich, era intento a scrutare il cielo nel suo paesino del Maine. Stava sviluppando una complessa teoria sulle energie che ci circondano e che forse ci controllano. Tutto ad un tratto una squadra di agenti governativi fece irruzione nel suo laboratorio, spaccò le attrezzature a colpi d'ascia e bruciò i suoi libri. L'anziano e mite psichiatra fu rinchiuso in prigione, dove morì l'anno successivo.

In tempi più recenti, lo svizzero Erich von Dàniken, un appassionato di archeologia, ha attirato su di sé l'odio degli scienziati più intransigenti. I suoi libri Gli extraterrestri torneranno e II seme dell'universo hanno goduto di uno straordinario successo su scala mondiale, benché le teorie presentate circolassero dagli anni '20 e avessero offerto spunti narrativi a molti scrittori di fantascienza. Dàniken si è limitato a riproporre l'idea che gli dèi dell'antichità fossero in realtà astronauti provenienti da un altro pianeta.

Le sue dimostrazioni, come nel caso di Velikovsky, poggiano per lo più sui miti e le leggende del passato ma, a differenza di Velikovsky, l'archeologo svizzero scorge prove dell'intervento extraterrestre in ogni graffito rupestre e in ogni pietra scolpita, convinzione che gli è valsa l'ostilità di chiunque, dai collezionisti di ossa ai dotti religiosi.

Una rivista autorevole come Science è giunta al punto di pubblicare un editoriale contro di lui, incitando tutti gli scienziatii degni di questo nome a imbracciare le armi contro la bestia nera della "pseudoscienza". Se i suoi libri fossero stati un buco nell'acqua, letti solo da vecchiette con le scarpe da ginnastica, Science lo avrebbe ignorato. Per qualche misterioso motivo, gli scienziati non sopportano il successo, anche quando arride a un membro della loro comunità.

Lee De Forest, l'inventore del triodo, dovette fuggire in Europa dopo che gli scienziati americani accolsero con sdegno la sua scoperta, giudicando inverosimili le sue dichiarazioni sul bulbo elettrico modificato.

Quando Edison mostrò in pubblico il suo fonografo, fu accusato di ventriloquia.

I fratelli Wright lasciarono il paese inseguiti dagli sghignazzi e dovettero migrare in Francia per ottenere i giusti riconoscimenti. Anche Simon Lake, inventore del sottomarino moderno, fu costretto ad attraversare l'oceano per vedere riconosciuti i suoi meriti. L'elenco è lungo e penoso.

In centinaia di laboratori sparsi per tutto il mondo, frotte di scienziati hanno cominciato a ripercorrere le orme del dottor Reich, riscoprendo le misteriose forze da lui osservate e interpretate. Reich riteneva che alla base di ogni cosa ci fossero leggi di natura sessuale e postulò l'esistenza dell'orgone, un'energia irradiata dagli amanti al momento del l'orgasmo.

La Food and Drug Administration, a quanto pare, giudicava l'orgasmo come qualcosa di profondamente anti-americano, malgrado gli ordini religiosi non avessero parlato d'altro per secoli, basando i loro precetti teologici sulla forza dell'amore. Il principio è ben noto: se davvero ci amassimo gli uni gli altri, il nostro povero pianeta insudiciato sarebbe circondato da un'aura dorata e si trasformerebbe in un paradiso. Principio che, per un motivo o per l'altro, non siamo mai riusciti a mettere in atto.

Wilhelm Reich aveva escogitato un modo per abbattere gli UFO usando raggi di energia. Supponeva che la Terra fosse immersa in campi energetici stratificati e cercò di sviluppare delle tecniche per attingere a queste vaste risorse di energia. Anche questo concetto era stato discusso a lungo fra i cultori dell'occultismo ben prima che la tecnologia mettesse a punto i suoi strumenti.

L'antica arte dell'astrologia si basava sull'idea che gli esseri umani subissero gli influssi delle energie cosmiche, e la magia si sforzò di catturare e sfruttare queste fonti energetiche. Si diceva che generando la giusta energia attraverso il proprio corpo fosse possibile attrarre o respingere le forze cosmiche. Si diffuse anche l'idea che la mente umana fosse in grado di incamerare queste energie e di convogliarle su un singolo punto.

Se un mistico riusciva a visualizzare una sedia fino a distinguerne nitidamente ogni singolo atomo, ebbene, la sedia si sarebbe materializzata nella realtà. E per farla scomparire, sarebbe bastato seguire il procedimento inverso.

Anche le entità, immaginate simili a esseri viventi, potevano essere chiamate all'esistenza. A quanto si diceva, i lama tibetani avevano il potere di produrre tali "forme-pensiero". Il problema, secondo il luogo comune, era che queste creazioni potevano sfuggire al controllo, come Frankenstein, e rivoltarsi contro il loro creatore. In conclusione, non abbiamo scampo.

Quasi non c'è aspetto di questa annosa faccenda che non si riveli distruttivo per il praticante inesperto. Se accogliamo angeli, demoni e creature dello spazio con tazze di caffè e parole gentili, quelli ci piantano un coltello cosmico fra le scapole non appena gli diamo le spalle.

Se al contrario diamo loro la caccia con fucili e forconi, le entità vanno su tutte le furie, come dimostrano i tanti e raccapriccianti racconti di vendicativi piloti di astronavi, mostri con gli zoccoli al posto dei piedi e angeli con gli occhi iniettati di sangue che si avventano contro i loro malcapitati inseguitori. Troverete un paio di questi casi descritti nel corso del libro.

Per Wilhelm Reich si trattava di creature extraterrestri provenienti da un mondo invisibile di energia allo stato brado. Tutti noi siamo continuamente circondati dalle più diverse forme di energia, per la maggior parte generate dall'uomo, che vibrano a ogni possibile frequenza, dalle onde a elevata intensità delle radio militari fino alle basse frequenze dei generatori e delle linee telefoniche. Tra un estremo e l'altro, esistono energie di ogni tipo e livello.

Ed esistono, come vedremo, energie a frequenza così alta da sfuggire ai più sofisticati strumenti di rilevazione. Se i nostri occhi potessero spingersi oltre lo spettro della luce visibile, vedrebbero una fitta coltre di colori sgargianti e sbalorditivi. Alcuni sensitivi e alcuni percipienti hanno descritto questi colori occulti e hanno cercato di simbolizzare le entità sovrannaturali. Se il nostro sguardo penetrasse in questo superspettro vedremmo strane forme, figure sinistre e ogni genere di entità spaventose fluttuare in un oceano di energia elettrica, come pesci in un mare alieno.

Quando l'intensità del loro campo energetico varia o subisce il nostro influsso, l'aspetto delle entità del superspettro si modifica. Risentono inoltre dei cambiamenti improvvisi del campo magnetico terrestre (cambiamenti peraltro molto frequenti), e delle interazioni tra i flussi energetici della Terra e le potenti forze dello spazio. Nella sua folle corsa cosmica, la Terra attraversa campi energetici sempre diversi, come un treno che viaggia per l'Europa passando da una nazione all'altra. La radioastronomia comincia solo ora a prendere coscienza di queste energie, note agli occultisti da secoli.

La classica definizione "Dio è luce" è solo una formula semplificata per dire che Dio è energia e, più precisamente, energia elettromagnetica. Il pronome di Dio non è "Egli" bensì "Ciò", intendendo con "ciò" un campo energetico che permea l'intero universo e forse si alimenta dell'energia generata dalle sue singole componenti. La nostra memoria, che è solo un circuito elettrico, potrebbe contribuire ad alimentare questo enorme cervello cosmico, e nulla esclude che fra qualche migliaio d'anni un sensitivo dotato di poteri eccezionali possa sintonizzarsi sulle frequenze della nostra mente e sbirciare tra i residui della nostra vita e tra i nostri segreti più inconfessabili.

L'idea di una supermente che regge l'universo senza compassione, nella più totale indifferenza, non è nuova. Varie religioni ruotano intorno a un simile principio. Pensare a Dio in questi termini non è un'eresia ma piuttosto una forma avanzata di teologia.

La vecchia immagine di un Dio barbuto assiso su di un trono celeste è morta e sepolta. Quel Dio si è suicidato alcuni anni fa, quando migliaia di persone hanno ricominciato a vedere strane luci in cielo, come era accaduto a Saulo, e a restare imprigionate all'interno di raggi accecanti. Gli effetti sono palesi nei cambiamenti sociali del nostro tempo. La razza umana è stata riprogrammata. Negli anni '60, dopo millenni di violenza, le nuove generazioni sono diventate di punto in bianco pacifiste. Siamo stati invasi, ma non dalle orde di marziani e venusiani attese dai sostenitori dei dischi volanti, bensì da nuove idee e nuove strutture mentali che ci hanno condotto alle crisi anticipate degli anni '90.

Lo psichiatra canadese Richard Maurice Bucke ha così espresso l'idea nel 1900:

La verità è che per migliaia di anni ha vissuto sulla Terra, mescolata alla gente comune e "mostrandosi a intervalli", la forma incipiente di una nuova razza, che calpesta il nostro suolo e respira la nostra aria ma, al tempo stesso, calpesta altre terre e respira un'aria di cui sappiamo poco o niente e che, ciò malgrado, costituisce la nostra vita spirituale, così come la sua assenza comporterebbe la nostra morte spirituale. Questa nuova razza è appena sorta da noi e in un futuro non lontano prenderà conrrol-lo e possesso della Terra.

Il Cristianesimo non è nato con la vita di Cristo ma con la sua morte, anche grazie al fanatismo di uomini come Saulo, riprogrammato da una luce accecante nel deserto. Il mondo dell'anno 2000 è già cominciato, annunciato dagli stessi segni. Raggi di energia cosmica hanno investito il pianeta con il loro sinistro bagliore e i figli degli anni '60 appartengono a una razza diversa, molto speciale.

La razza precedente ha dovuto affrontare 2000 anni di carneficine e spargimenti di sangue compiuti in nome della religione. I bambini di domani sono di fronte a una nuova minaccia: un mondo pacificato ma in grave crisi ecologica, dove la fame, la sovrappopolazione e le pressioni di una società sempre più esigente ci precipiteranno in nuovi "secoli bui".

 

Tratto dal libro:

L'Ottava Torre

John Keel

Fondatore insieme a Jacques Vallée della "nuova ufologia", in questo libro rivoluzionario John Keel esplora i principali fenomeni misteriosi rivelando la scioccante verità sulla condizione dell'uomo e sul suo destino nello schema cosmico.

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John Keel (1930-2009) è stato un giornalista e uno scrittore statunitense, nonché uno dei più importanti ufologi contemporanei. Autore prolifico, Keel ha rivoluzionato gli studi ufologici fondando insieme a Jacques Vallée la cosiddetta “nuova ufologia” e...
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