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Estratto dal libro "L'alimentazione sana per bambini e ragazzi"

di Patrick Holford 2 anni fa


Estratto dal libro "L'alimentazione sana per bambini e ragazzi"

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Indice dei contenuti:

Grassi: il buono, il brutto e il cattivo

È un peccato che i grassi abbiano una reputazione così cattiva da essere diventati quasi una parolaccia. Al contrario, essi sono una parte importante della dieta del vostro bambino (al­meno i grassi giusti). Per semplificare, vi sono tre tipi di grassi: quelli buoni (oli polinsaturi da semi oleosi e pesci azzurri, anche noti come acidi grassi omega-3 e omega-6), quelli cattivi (i grassi saturi ricavati da carne, uova e latticini, anche se sono cattivi solo quando il bambino ne consuma in quantità eccessiva) e quelli brutti (i grassi trans che si trovano negli alimenti trattati e in quelli fritti). Ci sarebbe anche l’olio di oliva, ma esso, tecnica­mente parlando, è una categoria a sé, in quanto è un grasso buo­no che non rientra né tra i grassi omega-3 né tra quelli omega-6.

I grassi buoni

Gli acidi grassi essenziali – gli omega-3 e gli omega-6 – aiu­tano i bambini a restare fisicamente sani riducendo il rischio di allergie, asma, eczema e infezioni, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e immunostimolanti. Ogni cellula del corpo umano è tenuta insieme da una sottile membrana composta da grassi, soprattutto acidi grassi essenziali. La composizione dei grassi in questa membrana è determinata da quella dei grassi consumati da vostro figlio. Tramite la loro forma fisica, i grassi essenziali contribuiscono a migliorare la qualità della membrana cellulare, la quale permette a nutrienti e ossigeno di entrare più facilmente nella cellula, e all’anidride carbonica e agli altri prodotti di scarto di uscire. Soprattutto, però, essi promuovono la salute mentale. La loro carenza può provocare affaticamento; problemi di memo­ria, comportamento e sviluppo; depressione; dislessia; sindro­me da deficit di attenzione e autismo.

Il potere delle proteine

Le proteine forniscono al vostro bambino gli amminoacidi, che sono i mattoni fondamentali della vita. La stessa pa­rola “proteina” viene da protos, un termine greco che significa “primo”, dal momento che la proteina è la materia fondamen­tale di tutte le cellule viventi. Il corpo umano, ad esempio, è composto per il 25 per cento circa di proteine.

Così come una frase è fatta di parole e una parola di lettere, una proteina è fatta di peptidi, che a loro volta sono composti di amminoacidi. Quando il bambino mangia cibi ricchi di pro­teine come carne, uova, pesce, latticini, lenticchie, banane o quinoa (un cereale delle Ande), il suo sistema digerente scinde le proteine prima in peptidi, poi in amminoacidi. Riconnet­tendo successivamente gli amminoacidi in sequenze diverse, il corpo costruisce muscoli, tessuti, enzimi o neurotrasmettitori (i messaggeri chimici del cervello). Un buon apporto di pro­teine, e dunque di amminoacidi, terrà il bambino ben rifornito dei mattoni fondamentali che rendo

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