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Decodifichiamo la depressione - Estratto da "Ce la Faccio da Sola"

di Kelly Brogan 3 mesi fa


Decodifichiamo la depressione - Estratto da "Ce la Faccio da Sola"

Leggi in anteprima un estratto dal primo capitolo del libro della dottoressa Kelly Brogan e scopri come riuscire a vincere questo disturbo senza farmaci

Quando parlo di medicina e di salute mentale davanti a un pubblico numeroso, comincio spesso invitando gli astanti a condividere una visualizzazione: pensate a una donna che conoscete e che irradi salute.

Indice dei contenuti:

Primo passo: chiedersi perché

Scommetto che la vostra immaginazione individua un soggetto che dorme e mangia bene, che ha uno scopo nella vita, che è attivo e in forma, e che trova il tempo per rilassarsi e godere della compagnia di altre persone. Dubito che immaginiate una persona dipendente dai farmaci, che si trascina lungo la sua giornata grazie alla caffeina e allo zucchero, sentendosi ansiosa e isolata, e che ha bisogno di bere per riuscire a dormire.

Tutti noi abbiamo un'idea di cosa significhi essere in salute, ma molti di noi hanno perso la strada che conduce a quella ottimale, soprattutto a quel tipo che si palesa quando semplicemente creiamo le condizioni perché possa farlo. Il fatto che una donna americana su quattro, nella fase migliore della sua vita, si veda somministrare dei farmaci psichiatrici, rappresenta una crisi a livello nazionale.

Da tempo immemorabile gli esseri umani hanno utilizzato sostanze psicotrope nel tentativo di mitigare e attenuare il dolore, l'infelicità, il dispiacere e la sofferenza, ma solo negli ultimi decenni le persone sono state persuase che la depressione sia una malattia, e che gli antidepressivi chimici ne siano la cura.

Non è affatto vero. Molte delle mie pazienti sono state da diversi medici, andando a sbattere contro il duro limite di ciò che la medicina convenzionale è in grado di offrire. Alcune hanno anche tentato la medicina integrativa, che ambisce a combinare quella tradizionale (i farmaci) con trattamenti alternativi (per esempio l'agopuntura).

Dopo tutto, viene detto loro, sono disponibili grandi integrazioni naturali a tutte le meraviglie che i prodotti farmaceutici propongono.

Il motivo per cui tante pazienti non riescono a trovare una soluzione è che nessuno si è mai chiesto perché. Perché non stanno bene? Perché i loro corpi stanno evidenziando sintomi simili a quelli della depressione? Perché hanno smesso di porsi questa domanda ovvia e importante la prima volta che hanno sperimentato un umore depresso, l'ansia, l'insonnia e la spossatezza cronica?

Vi fornirò le risposte, ma consentitemi di essere la prima a dirvi che la sola strada che conduce a una vera soluzione è quella di lasciarsi alle spalle il mondo medico che si conosce. Il viaggio attraverso il quale vi guiderò non riguarda esclusivamente la soppressione dei sintomi, perché conduce a quella libertà che solo la salute può darvi.

Lasciate che prima vi dica che un tempo ero un medico convenzionale, oltre che una tipica americana che amava la pizza, le bibite gasate, la pillola anticoncezionale e l'ibuprofene. Il mio messaggio origina da un percorso personale e da migliaia di ore di ricerca che mi hanno fatto avvertire la necessità di condividere la verità sulle terapie basate sui farmaci: siamo state ingannate.

È vero, la mia intera formazione accademica è basata su un tipo di approccio alla malattia che offre al paziente un solo strumento: i farmaci. E non punta mai al vero benessere. Abbiamo delegato la nostra salute a coloro che ne traggono profitto, e abbiamo creduto in un paradigma basato sulle seguenti nozioni:

  • siamo danneggiati;
  • la paura è una risposta corretta ai sintomi;
  • abbiamo bisogno di sostanze chimiche per sentirci meglio;
  • i dottori sanno quello che fanno;
  • il corpo è una macchina che richiede una messa a punto (coi farmaci). C'è un po' troppo di questo, un po' troppo poco di quello.

Mi piace definire questo insieme di concetti "l'Illusione da Medicina Occidentale". Mette in moto un circolo vizioso ci rende clienti per tutta la vita, dipendenti e senza potere.

Ascoltare il proprio corpo

Come potete a questo punto immaginare, mi piace polemizzare. Ma lo faccio utilizzando il meglio che la scienza abbia da offrire, e oggi sappiamo molto sulle origini vere e profonde della depressione - e su come trattare questa condizione in modo sicuro ed efficace - senza che ci sia bisogno di usare un ricettario.

Se c'è una lezione che desidero portiate a casa è questa: liberatevi dalla paura, riprendete in mano la vostra bussola interiore, e fatevi carico dell'impegno di puntare al meglio di voi stesse, senza farmaci. Anche se non ne state assumendo, sono certa che dubitiate ancora di poter vivere il resto della vostra vita facendone a meno, fidandovi esclusivamente dell'istinto nello scegliere cosa sia meglio per voi.

L'idea di aiutare la saggezza innata del vostro corpo può suonare pittoresca nella migliore delle ipotesi, o come una pericolosa stramberia hippie nella peggiore. Da adesso in poi, desidero facciate vostre queste nuove idee:

  • la prevenzione è possibile;
  • le terapie farmacologiche comportano un costo considerevole;
  • la salute ottimale non si consegue con i farmaci; la salute è sotto il vostro controllo;
  • lavorare con la medicina dello stile di vita - semplici abitudini quotidiane che non comprendono i farmaci - è un modo sicuro ed efficace per mandare al vostro corpo un segnale di sicurezza.

Cosa mi autorizza a fare queste affermazioni, e cosa intendo con "medicina dello stile di vita"? Vi state apprestando a scoprirlo leggendo questo libro. Vi illustrerò le prove scientifiche che rispondono alle vostre domande e soddisfano i vostri dubbi.

Quando inizio a lavorare con una donna e la sua famiglia, comincio parlando di come far passare la sua ansia, la depressione, le forme maniacali e persino le psicosi.

Prendiamo insieme in esame la storia che l'ha condotta alle condizioni attuali, e in questo modo identifichiamo le cause scatenanti, che spesso ricadono in una o più di queste categorie: sensibilità o intolleranza ad alcuni alimenti, glicemia altalenante, esposizione a sostanze chimiche, disfunzioni tiroidee e deficit nutrizionali.

Creo un rapporto di collaborazione con le mie pazienti, e assisto alla drastica riduzione dei sintomi nell'arco di trenta giorni. Ottengo questi risultati insegnando loro come possono mettere in atto semplici cambiamenti nello stile di vita quotidiano, a cominciare dalla dieta.

Aumentano la densità dei nutrienti, eliminano i cibi che favoriscono l'infiammazione, rendono stabile la glicemia e si orientano verso alimenti il più possibile prossimi alla loro condizione ancestrale. È il modo più potente per avviare il processo, perché il cibo non è solo una fonte energetica: è informazione (letteralmente: "dà forma al vostro corpo"), e la sua potenzialità nel guarire è fonte di meraviglia, ogni giorno, persino per me.

Per ottenere un benessere profondo è necessario fornire all'organismo le informazioni corrette, e proteggerlo dagli attacchi violenti. E questo non concerne solo la salute mentale; riguarda il come la salute mentale sia la conseguenza di tutto quanto il vostro corpo sta vivendo, e la valutazione che dà la vostra mente circa la sua sicurezza e il suo potere.

E spiega anche perché i sintomi siano solo la ruvida parte visibile di un gigantesco iceberg sommerso.

Va sottolineato che nessuno di questi concetti è correlato con il fatto che alcune sostanze nel cervello potrebbero essere "basse". Se doveste definire la depressione in questo momento, prima di andare avanti a leggere, è probabile che la descrivereste come "un disturbo dell'umore" o "una malattia mentale" causata da uno squilibrio chimico nel cervello che probabilmente ha bisogno di essere trattato con farmaci come il Prozac o lo Zoloft, i quali aumenterebbero il livello delle sostanze chimiche cerebrali correlate con il buon umore.

Ma avreste torto. Molte delle pazienti che sono state condotte nel mondo dei farmaci psichiatrici hanno subito diagnosi sproporzionate, sbagliate o sono state curate in modo non corretto.

È vero, soffrono di "confusione mentale", disfunzioni metaboliche, insonnia, agitazione e ansia, ma per motivi correlati in modo molto vago ai neurotrasmettitori. Hanno tutti quei sintomi che il foglietto illustrativo del Cymbalta elenca come da riferire al proprio medico per valutare se quel farmaco è adatto a loro.

Ma è come mettere una benda sopra una scheggia infissa nella pelle, che quindi continua a provocare infiammazione e dolore. Manca del tutto la possibilità di rimuoverla, risolvendo il problema alla radice. È un esempio emblematico di come la medicina convenzionale possa commettere gravi errori, qualcosa che l'industria farmaceutica è ben felice di incoraggiare.

Sviluppare uno sguardo critico

Nella medicina olistica non esistono le specialità. Tutto è correlato.

Ecco un classico esempio: Eva ha assunto un antidepressivo per due anni, e aveva intenzione di sospenderlo perché stava pianificando di restare incinta. Il suo medico le raccomandò di non interrompere l'assunzione del farmaco, e ciò la spinse a rivolgersi a me. Mi raccontò che la sua storia era cominciata con la sindrome premestruale (pms), a causa della quale passava una settimana ogni mese in condizioni di forte irritabilità con tendenza alle crisi di pianto.

Il suo medico le aveva prescritto la pillola anticoncezionale (trattamento frequente) ed Eva aveva cominciato da subito a sentirsi anche peggio, essendosi aggiunte l'insonnia, la stanchezza, una ridotta libido e un umore costantemente piatto, che l'accompagnava per tutto il mese.

A questo punto il medico aggiunse il Wellbutrin per «tirarla su», come le disse, gestendo così la sua presunta depressione. Eva mi riferì di aver avvertito che il farmaco la rendeva sì più energica, ma aveva effetti limitati sull'umore e la libido. E se lo assumeva dopo la mezzanotte l'insonnia peggiorava. Si abituò rapidamente a essere stabile, ma a un livello non ottimale, e si convinse che il farmaco la stesse tenendo a galla.

La buona notizia per Eva fu che, con un'attenta preparazione, avrebbe potuto sospendere il farmaco e ripristinare la sua energia, il suo equilibrio e il controllo sulle emozioni. Il primo passo fu apportare alcune modifiche fondamentali alla dieta e all'esercizio fisico, accompagnate da alcune strategie finalizzate a migliorare la risposta allo stress. Il secondo incluse la sospensione della pillola e l'effettuare alcuni esami ormonali.

Appena prima delle mestruazioni aveva livelli bassi di cortisolo e progesterone, che costituivano probabilmente la causa della sindrome premestruale da cui tutto era partito. Ulteriori analisi misero in evidenza dei valori tiroidei al limite inferiore della norma, che potrebbero essere attribuiti all'uso del contraccettivo ed essere la causa del peggioramento dei sintomi depressivi.

Quando Eva fu pronta a sospendere l'uso del farmaco, lo fece seguendo il mio protocollo. Quando il suo cervello e il suo corpo si abituarono a non avere più a che fare con l'effetto dell'antidepressivo, i livelli di energia migliorarono, l'insonnia si risolse e l'ansia si alleviò. Nell'arco di un anno era tornata sana, non prendeva più farmaci, si sentiva bene ed era incinta.

Chiedo alle mie pazienti, e imploro voi, di pensare in modo differente alle decisioni relative alla cura della salute e al consumismo a essa connesso. Uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere questo libro è stato quello di aiutarvi a sviluppare uno sguardo più critico nei confronti di ogni esperienza.

Perché le mie pazienti stiano bene, so che è necessario da parte loro un approccio alla propria salute fortemente motivato a preservare sia la mente sia il corpo. Per quanto mi riguarda, non ho alcuna intenzione di tornare a uno stile di vita che preveda l'uso di farmaci di alcun tipo, in nessun caso.

Perché?

Perché visualizzo il corpo come un'intricata tela di ragno: quando si esercita una trazione su una parte di essa, si muove in toto.

E perché c'è un modo più potente per guarire. È così semplice che potrebbe essere considerato un atto di ribellione.

Ce la Faccio da Sola

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Kristin Loberg, Kelly Brogan

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Kelly Brogan, specialista in psichiatria e in medicina olistica e psicosomatica, esercita la professione a Manhattan. È madre di due bambine. Bestseller del «New York Times», tradotto in molti paesi, Ce la faccio da sola ha scalato anche le classifiche europee ed è stato...
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