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Dai prebiotici e probiotici ai simbiotici

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 2 anni fa


Dai prebiotici e probiotici ai simbiotici

Le crescenti conoscenze sulla composizione ed attività della microflora intestinale hanno messo in evidenza lo stretto legame tra la flora batterica e la salute dell’organismo umano. Infatti l’ecosistema intestinale è in grado di condizionare, non solo le funzionalità dell’intestino stesso, ma anche quelle di organi e tessuti extraintestinali. La flora batterica intestinale è composta da almeno 400 specie di microrganismi friendly, che nel corso dell’evoluzione hanno instaurato un intimo rapporto simbiotico, di mutuo benefico, con il resto dell’organismo.
Da questa visione allargata ed integrata scaturisce che un nuovo approccio si realizza attraverso alimenti funzionali integrati, i cosiddetti probiotici e prebiotici.

Il Lactobacillus acidophilus ed il Bifidum bacterium sono le principali specie “amiche” che colonizzano in maniera permanente l’intestino, ma la loro presenza, così come quella delle altre specie, è continuamente minacciata da fattori esogeni e iatrogeni di varia natura (dieta errata, stress, terapia antibiotica). È questa la ragione per cui è diventata ormai una prassi consolidata, anche nell’ambito della medicina tradizionale, l’integrazione alimentare con microrganismi probiotici.

L’impiego di alimenti fermentati ha origini lontane, tanto che testimonianze archeologiche dimostrano il consumo di latte fermentato anche in epoche remote. L’esame e la validazione scientifica delle potenzialità terapeutiche dei batteri non patogeni nel lume intestinale, è arrivata però solo all’inizio del XX secolo.

Altre ricerche hanno confermato la stretta relazione fra salute e microfibra intestinale, e portato ad innovative e importanti scoperte. I Probiotici vengono definiti come integratori alimentari, composti da microrganismi vivi in grado di influenzare beneficamente l’organismo ospite migliorando il microsistema intestinale. La loro efficacia tuttavia, è vincolata alla capacità di raggiungere il distretto d’azione ancora vivi, per poter esplicare tutte le loro funzioni.

Una strategia alternativa, e/o aggiuntiva, di manipolazione della flora intestinale è  rappresentata dall’impiego di probioticiUn probiotico è un ingrediente alimentare non digeribile, in grado di amplificare l’azione dei fermenti lattici probiotici, stimolando selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un limitato numero di specie batteriche amiche. Quindi, l’approccio con l’utilizzo dei probiotici, coinvolge la somministrazione di entità non viventi, per la vitalità del microbiota intestinale.

I carboidrati, presenti nella normale alimentazione come fibre, sono candidati promettenti e la maggior parte degli studi riguardano gli oligosaccaridi inulino-simili. In particolare l’ingestione di frutto-oligosaccaridi è in grado di stimolare la crescita di bifidobatteri nel basso intestino.
La modificazione della microflora intestinale può dunque offrire un importante potenziale profilattico e terapeutico in tutte quelle condizioni cliniche associate alla funzione barriera della mucosa intestinale ed alla risposta infiammatoria.

Un ulteriore e più recente approccio è rappresentato dai simbiotici, dove probiotici e prebiotici vengono combinati per ottenere un effetto potenziato. In questo caso la possibilità di sopravvivenza della carica apportata, viene aumentata per accoppiamento con substrati di accrescimento selettivi.

Nell’ottica di una strategia terapeutica per il mantenimento della salute dell’organismo alcune aree di interesse potrebbero includere:
1 L’applicazione di biotecnologie molecolari avanzate
2 Migliore comprensione del microsistema intestinale (è probabile che un grande numero di batteri intestinali non siano stati ancora identificati e caratterizzati)
3 Valutare il potenziale di probiotici come ingredienti dietetici, identificando quegli alimenti che possono essere arricchiti senza influenzare le caratteristiche organolettiche
4 Nuovi campi di applicazione profilattica e terapeutica, soprattutto rivolta ai soggetti appartenenti alle classi al più alto rischio, quali ad esempio i bambini, pazienti ospedalizzati, soggetti chemiotrattati

Infine sarebbe opportuno verificare il rapporto costo-beneficio dell’integrazione della nostra dieta con probiotici e prebiotici, sia per scopi profilattici che terapeutici.

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