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Convincere il subconscio - Estratto da "Attrattologia"

di Elena Pirrera 3 settimane fa


Convincere il subconscio - Estratto da "Attrattologia"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Elena Pirrera e scopri come attrarre ricchezza e felicità nella tua vita mettendoti davvero in gioco

L'idea di fondo delle affermazioni positive è dunque quella che la ripetizione di frasi potenzianti possa "ingannare" il subconscio e installare nuove credenze per sostituire quelle di cui vogliamo liberarci.

Indice dei contenuti:

Is it true?

Ma il subconscio non è mica così credulone e sprovveduto come pensiamo! Mai sottovalutare la furbizia del subconscio!

A parte il fatto che convincerlo che "vivi nella prosperità e nell'abbondanza" se sei un mezzo morto di fame, è impresa ardua. In certi casi, quando la bugia è proprio grossa, puoi anche peggiorare la situazione. Se, ad esempio, hai una taglia XXL e guardandoti allo specchio ripeti incessantemente "Il mio fisico è snello, agile e scattante", il tuo subconscio non solo non eliminerà la tua preesistente convinzione limitante di essere grasso e goffo, ma istallerà una nuova credenza: quella che, oltre ad essere grasso e goffo, forse sei pure tonto...

E allora? Questo vuol dire che le affermazioni positive non funzionano? Niente affatto. Però bisogna comprendere meglio le dinamiche della nostra mente per renderne efficace l'uso.

La parte razionale, il conscio per intenderci, è un filtro potentissimo che utilizza tutti gli strumenti in suo possesso per impedire l'accesso al suo strato più profondo, quello che potremmo definire come il giardino in cui si sviluppa il nostro potere creativo. E proprio lì, nel subconscio, infatti, che vanno piantati i semi della trasformazione. Gli stessi semi non potrebbero mai attecchire se restassero in superficie, cioè nella parte conscia della nostra mente.

Ora, non c'è alcun dubbio sull'efficacia della ripetizione di frasi potenzianti al fine di produrre in noi le convinzioni idonee ad apportare un cambiamento positivo nel nostro stato. Il problema è che andare a depositare tali affermazioni nel subconscio, lì dove è necessario collocarle affinché possano germogliare, potrebbe rivelarsi più difficile del previsto.

Il filtro della mente cosciente bloccherebbe ogni nostro tentativo d'accesso attraverso il senso del ridicolo o il senso di frustrazione che si manifesta quando percepiamo la nostra affermazione come una bugia troppo grossa per avere anche solo una remota possibilità di trasformarsi in realtà.

Il segreto, quindi, affinché possano essere sfruttate le potenzialità dell'uso delle affermazioni positive, è quello di eludere il severo controllo della mente conscia.

A tal fine, può venirci in aiuto un metodo utilizzato dalla PNL (Programmazione Neuro Linguistica) nella Comunicazione Pubblica, ma che a mio avviso si presta perfettamente anche quando la comunicazione avviene tra noi e il nostro subconscio.

Si tratta dell'uso dei Truismi.

Il termine Truismo proviene dall'Inglese True = vero. Ma il suo significato va al di là della traduzione letterale del neologismo, accentuando soprattutto il riconoscimento, da parte di chi ascolta, di qualcosa che è "certamente vero".

L'utilizzo dei truismi nella comunicazione pubblica, in sostanza, parte dalla consapevolezza che quando in un discorso si utilizza una serie di affermazioni palesemente vere, a cui segue un'affermazione soltanto verosimile o addirittura falsa, il nostro cervello tende ad accettare anche quest'ultimo tipo di affermazione come credibile, senza sottoporla al filtro della mente conscia.

E importante conoscere questo meccanismo, anche per difenderci qualora sia usato in senso opposto: qual è, cioè, il modo migliore per neutralizzare una verità? È circondarla di bugie. L'inconscio funziona in questo modo: cataloga come vera (anche se non lo è) una cosa che sta in mezzo ad altre cose vere. Ma lo stesso accade al contrario. Se venisse fuori una verità che potrebbe, ad esempio, destabilizzare il Sistema, basterebbe mettere in circolo una miriade di cose false con lo scopo di fagocitare, vanificandola, la notizia vera...

Poniamo il caso che qualcuno divulghi la foto di uno strano manufatto scoperto su Marte: chi non ritiene opportuno che una scoperta di tale portata sia condivisa, potrebbe furbescamente diffondere altre foto di ominidi, piramidi e grattacieli sul suolo marziano.

Oppure, se alcuni studiosi affermassero che la curcuma ha proprietà anticancro, chi ha interessi a garantire qualcosa di diverso e più costoso potrebbe utilizzare la strategia di trasmettere notizie a raffica secondo cui le stesse proprietà sono contenute nell'aglio, nel rosmarino, nel peperoncino, nel cumino... e nell'erba gatta...

A quel punto, una buona parte dei fruitori di tali notizie cestinerebbe il manufatto marziano e le proprietà della curcuma, assimilandole alle altre spudorate "bufale" in circolazione.

La buona notizia è, come dicevo prima, che questa curiosa caratteristica delle mente umana può essere sfruttata anche a nostro vantaggio. La tecnica dei truismi, infatti, può rendere mille volte più efficace l'uso delle frasi potenziami. Basta far precedere l'affermazione che vogliamo installare nel subconscio da altre affermazioni che la nostra mente conscia riconosce già come vere.

Ovviamente, devono essere vere e positive. E questo è già di per sé un esercizio utile. Raramente ci rendiamo conto, infatti, dei pregi e della ricchezza che possediamo già, perché i nostri pensieri sono costantemente focalizzati su ciò che ci manca.

Quindi, innanzitutto, cerchiamo di trovare la bellezza che c'è in noi e nella nostra vita (e ce n'è tanta, ve lo assicuro) e poi usiamo queste qualità per annunciare all'Universo il prossimo obiettivo.

Facciamo un esempio pratico: se voglio attrarre nella realtà la condizione di snellezza del mio corpo, potrei ripetere questo tipo di mantra:

  • So cucinare (vero = truismo)
  • So disegnare (vero = truismo)
  • Ho una bella casa (vero = truismo)
  • Ho delle belle mani (vero = truismo)
  • Ho un fisico snello, agile e scattante (frase creatrice)

In questo modo ho creato un campo affermativo attraverso l'uso dei truismi; ciò rassicura la mia mente cosciente, convincendola che ogni cosa che sto dicendo è assolutamente vera e quindi non pericolosa per il mio subconscio, abbassando così il suo livello di guardia e la conseguente censura.

Avrò quindi spianato la strada alla mia frase creatrice, permettendole di giungere senza intoppi sulla rampa di lancio affinché possa decollare verso la realtà.

Attenzione, però. Tenete presente che Fuso di questa o di altre tecniche non deve servire ad ingannare il subconscio, ma a giocare con lui.

E finalmente scopriamo l'utilità di ricorrere all'ATTRATTOLOGIA, la neonata scienza che, per prima, ha individuato l'intima connessione tra il Gioco e la Legge di Attrazione.

L'Attrattologia - genesi

Secondo il senso comune, il gioco è un'attività marginale dell'esistenza umana. Infatti, la sua importanza è riconosciuta se riferita al bambino, ma perde il suo significato col passare degli anni.

Nell'età adulta, giocare non è più "una cosa seria".

Eppure, non la pensava così Schiller, filosofo tedesco della fine del 700, il quale affermava che "l'Uomo è pienamente uomo solo quando gioca", perché durante il gioco può preservare la sua mente da contaminazioni esterne e liberare la sua emotività.

Anche Winnicott, psicoanalista inglese, attribuiva al gioco una grandissima importanza, tanto da affermare che la creatività passa attraverso la capacità di giocare.

Come loro, anche molti altri studiosi hanno convenuto sulla grande valenza del gioco, non solo dal punto di vista pedagogico ed educativo, ma anche da quello antropologico e connesso alle scienze della comunicazione.

Da costoro, il gioco viene spesso definito come "costruzione di campi mentali". Anche il processo creativo costruisce campi mentali.

Cominciate a comprendere il nesso tra il gioco e la legge di attrazione?

E' proprio la capacità di giocare che bisogna sviluppare, se vogliamo attivare il nostro potenziale creativo!

Giocare non è affatto un atteggiamento sconveniente, ma una necessità che deve essere assolutamente soddisfatta per riscoprire facilmente la gioia, l'entusiasmo, la curiosità, l'eccitazione e tutte le altre emozioni e sentimenti che caratterizzavano la nostra infanzia.

Da brava Attrattologa, sono partita dal presupposto che dentro ognuno di noi ci sia ancora un bambino che scalpita perché vuole continuare a giocare. Dobbiamo soltanto entrare in contatto con lui e lasciarlo libero, attraverso il gioco, di "colorare dall'interno il nostro atteggiamento verso la realtà", per usare le parole di Winnicott.

Ed ecco il concetto chiave: se il nostro atteggiamento verso la realtà è ciò che determina il verificarsi o meno di un evento, come afferma la Fisica Quantistica, colorare tale atteggiamento significa poter tracciare la trama della realtà che desideriamo sperimentare.

Significa, cioè, attivare consapevolmente la Legge di Attrazione.

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Elena Pirrera, laureata in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali, vive a Enna, dove esercita la professione di Assistente Sociale. Appassionata di Fisica Quantistica e ricercatrice nel campo del benessere olistico, ha studiato varie tecniche energetiche. È Master Reiki,...
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