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Che cosa sono? - Estratto da "Rimedi Naturali per Combattere le Allergie"

di Rosa Guerrero 2 mesi fa


Che cosa sono? - Estratto da "Rimedi Naturali per Combattere le Allergie"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Rosa Guerriero e scopri cosa accade nel nostro corpo quando si scatena un'allergia e come combatterle naturalmente

Quando si parla di allergie, una delle prime immagini che ci vengono in mente è quella di una persona con gli occhi arrossati che starnutisce in continuazione in un giorno di sole primaverile al centro di un meraviglioso prato fiorito.

Indice dei contenuti:

Una reazione di difesa

Questo tripudio di lacrime, naso colante (o rinorrea) e altri sintomi che non giovano di certo alla propria immagine non è altro che una risposta esagerata del sistema immunitario a una sostanza di norma inoffensiva ma che il corpo della "vittima" riconosce come estranea. La parola "allergia" deriva dal greco allos, "differente", ed ergos, "reazione".

La sostanza che genera le reazioni a catena si definisce "allergene", e in molti casi per individuarla il medico deve trasformarsi in un vero e proprio investigatore, perché potenzialmente tutto, ma proprio tutto, può dare origine a una reazione allergica, inclusi gli esseri umani.

Si calcola che tre persone su dieci soffrano di una qualche forma allergica, una percentuale che, curiosamente, negli ultimi decenni ha subito un aumento vertiginoso, soprattutto nei Paesi sviluppati. Le allergie sono il risultato della combinazione di fattori ambientali, ereditari e psico-emozionali che rompono l'equilibrio del sistema immunitario provocando reazioni di ipersensibilità che vanno dai semplici starnuti a manifestazioni patologiche più gravi come l'asma o gli eczemi.

Come vedremo più avanti, esse possono causare anche altre alterazioni apparentemente non collegate all'ipersensibilità, come per esempio emicrania, artrite o stanchezza cronica.

Il sistema immunitario, guardiano della salute

Per questo, alla domanda: «Qual è la causa della mia allergia?» possiamo dare una prima risposta: si tratta di una reazione eccessiva del sistema immunitario. Ovviamente, la questione non è così semplice, e conviene fornire una spiegazione più approfondita. Il sistema immunitario è come un ministero della Difesa personale con il compito di respingere le costanti aggressioni provenienti dall'esterno.

Questa complessa rete di difesa è distribuita in tutto il corpo, ed è formata da organi, cellule e fluidi. Si può dire, senza alcuna esagerazione, che senza il sistema immunitario la vita sarebbe impossibile: dovremmo starcene rinchiusi in una campana sterile per evitare che qualsiasi elemento anche minimamente patogeno ci colpisca. Il problema è che a volte il sistema immunitario, di fronte a una determinata sostanza o situazione, reagisce senza che ce ne sia necessità, innescando un meccanismo di difesa su grande scala.

Gli organi più conosciuti del sistema immunitario sono i linfonodi, distribuiti in tutto l'organismo e collegati tra loro dal sistema linfatico. I più noti -in quanto palpabili e visibili quando si ingrossano -sono quelli del collo, delle ascelle e della regione inguinale, ma i linfonodi si trovano anche nelle cavità toracica e addominale.

Tra le cellule del sistema immunitario, le più importanti sono i globuli bianchi; mentre per quanto riguarda le sostanze solubili, di cui esiste un'ampia varietà, le più conosciute sono gli anticorpi. Molto meno famoso è invece il complesso maggiore di isto-compatibilità (MHC, dall'inglese Major Histocompatibility Complex) che, malgrado il nome complicato, è alla base del sistema immunitario. Si tratta di un gruppo di molecole presenti sulla superficie delle cellule, con la missione di far distinguere il proprio dall'estraneo o, usando una terminologia bellica, l'alleato dal nemico.

Cellule e altri componenti del sistema immunitario

Tutti gli elementi del sistema immunitario sono collegati tra loro e concorrono a un unico obiettivo: identificare e neutralizzare gli agenti patogeni che penetrano nell'organismo. Vale la pena esaminarli nel dettaglio, dato che hanno il compito di preservare la nostra salute.

  • Macrofagi. Si tratta di globuli bianchi di grandi dimensioni che ingeriscono microbi e sostanze tossiche. Non si trovano nel sangue, ma in alcune zone strategiche - come la pelle e le mucose - dove il corpo entra in contatto con il flusso sanguigno o il mondo esterno.
  • Neutrofili. Anch'essi globuli bianchi di notevoli dimensioni, contengono enzimi per distruggere gli antigeni. Un antigene è una sostanza identificata come una minaccia e contro la quale il sistema immunitario produce anticorpi. I neutrofili collaborano con i macrofagi per ripulire l'organismo dalle sostanze patogene. A differenza di questi ultimi, però, circolano nel sangue e hanno bisogno di uno stimolo specifico per migrare nei siti extravascolari quali i tessuti.
  • Mastociti. Sono cellule specifiche presenti nella maggior parte dei tessuti, in particolare nella pelle e nelle mucose del tratto digestivo e delle vie aeree. Difendono l'organismo producendo l'istamina, la principale sostanza alla base delle reazioni allergiche.
  • Linfociti. Si tratta di cellule molto più piccole dei mastociti, ma rispetto a questi ultimi, che hanno un ciclo vitale di sette-dieci giorni, possono vivere per decenni. Esistono tre tipi di linfociti: linfociti b, linfociti t e cellule nk.
  • Sistema del complemento. È costituito da un insieme di proteine coinvolte in diverse reazioni biochimiche volte a potenziare la risposta immunitaria. Questo processo facilita l'ingresso di diverse cellule del sistema immunitario nel sito dell'infezione, con l'obiettivo di distruggere i microrganismi e neutralizzare i virus.
  • Citochine. Secrete dalle cellule del sistema immunitario, queste molecole fungono da messaggeri e hanno il compito di regolare e coordinare molte delle attività a cui presiedono le cellule, come l'infiammazione, l'accrescimento e la differenziazione cellulari, lo sviluppo e i processi di difesa.

Anticorpi: l'alfabeto Ig

Tra tutti gli elementi che compongono il sistema immunitario, meritano un'attenzione particolare gli anticorpi, o immunoglobuline (Ig), che vengono prodotti in presenza di qualsiasi antigene, dannoso o no. Una loro proprietà è la specificità, ovvero riconoscono un solo gruppo di antigeni, ignorando gli altri.

Nella prima fase di un'infezione, l'organismo produce una limitata quantità di anticorpi, e solo quando la malattia perdura ne aumenta la produzione. Molti di questi anticorpi rimangono nel sangue per anni, alcuni addirittura per tutta la vita, rendendo l'organismo immune alle successive infezioni provocate dagli stessi agenti patogeni.

Quando il medico vuole conoscere lo stato delle difese immunitarie di un paziente, richiede i valori delle Ig, poiché tale informazione può aiutare nella diagnosi della malattia.

Esistono cinque tipi di anticorpi:

  • IgG. Presenti sia nel sangue sia nei tessuti, sono le più numerose, e vengono prodotte dopo ripetute esposizioni a uno stesso antigene. E l'unico tipo di immunoglobulina che la madre trasmette al feto tramite la placenta, per proteggere il neonato finché non è in grado di produrre autonomamente anticorpi.
  • IgM. Sono quelle che si formano più rapidamente dopo una prima esposizione a un antigene. Si ritrovano in gran quantità nel sangue, ma non sono presenti negli organi o nei tessuti.
  • IgA. Si trovano nel sangue e in alcune secrezioni, come la saliva, le lacrime, i succhi del tratto digestivo e il latte materno. Svolgono un ruolo di difesa importante quando un microrganismo penetra attraverso le mucose. Di fatto proteggono le principali vie di accesso, quali occhi, bocca, vagina e apparato digestivo e respiratorio.
  • IgD. La loro concentrazione nel sangue è molto bassa. Non se ne conosce a pieno la funzione, sebbene si ritenga che abbiano un ruolo nell'attivazione dei linfociti b.
  • IgE. Rappresentano il campanello d'allarme in caso di allergia. Quando i valori delle IgE sono alti, vuol dire che c'è una reazione in corso. Contrarre patologie di natura allergica può nascondere una predisposizione genetica dovuta a una tendenza a produrre come risposta secondaria all'esposizione a un antigene anticorpi di tipo IgE, anziché di tipo IgG, come accade normalmente.

La risposta immunitaria

A questo punto risulta chiaro come una manifestazione apparentemente semplice quale starnutire o lacrimare sia il risultato di un complesso meccanismo innescato dal sistema immunitario.

Le risposte immunitarie si possono dividere in due categorie, ognuna delle quali si avvale di secrezioni (difesa umorale) o di cellule specifiche (difesa cellulare) per attaccare e neutralizzare gli "aggressori".

Immunità innata (naturale)

Tutti gli organismi pluricellulari - di cui la specie umana è un esempio - sono dotati di meccanismi di difesa intrinseci che li proteggono dalle infezioni. Poiché questi meccanismi sono sempre presenti e hanno il compito di riconoscere ed eliminare gli agenti patogeni,si parla di "immunità innata": le reazioni sono uguali di fronte a tutte le sostanze estranee, e il riconoscimento degli antigeni non varia da una persona all'altra.

  • Difesa umorale innata. Si serve di sostanze solubili nei liquidi corporei. Nella maggior parte dei casi si tratta di molecole di albumina (enzimi, secrezioni delle mucose, flora commensale dell'apparato digerente e respiratorio eccetera) che possono agire contro qualsiasi agente estraneo. Il muco nasale dei neonati è un esempio di questo tipo di difesa. Difesa cellulare innata. È attuata dalle cosiddette cellule fagocitane (macrofagi e neutrofìli), che inglobano gli agenti patogeni (batteri, virus e funghi), distruggendoli al proprio interno.
  • Difesa umorale adattiva. Produce anticorpi unici e specifici contro determinati agenti estranei (in genere microrganismi extracellulari) vivi o morti. Questi anticorpi sono le immunoglobuline (Ig), prodotte da plasmacellule derivanti dai linfociti b. Si trovano nel sangue, nelle secrezioni mucose e nel latte materno.
  • Difesa cellulare adattiva. È l'attività di risposta dei linfociti t. Promuove la distruzione di cellule infettate da microrganismi intracellulari, inaccessibili agli anticorpi.

Identificare e neutralizzare il nemico

Il sistema immunitario, oltre all'esercito di cui dispone per respingere le aggressioni esterne, può contare anche su un servizio di intelligence che crea una banca dati di tutti gli antigeni con cui entriamo in contatto, che sia attraverso i polmoni, l'intestino o l'epidermide.

Quando queste cellule di difesa s'imbattono in un antigene per la seconda volta, la risposta è efficace, rapida e specifica. Questo spiega perché - fortunatamente - prendiamo la varicella o il morbillo una sola volta. Ciò è possibile grazie alla lunga vita dei linfociti.

L'immunità innata e quella adattiva non sono indipendenti l'una dall'altra. Ognuna agisce in relazione all'altra e influisce sull'altra in modo diretto o indiretto tramite le citochine (messaggeri).

Le risposte immunologiche volte a distruggere gli agenti estranei dipendono sempre da questi tre principi di base:

  • Riconoscimento. Perché il sistema immunitario possa attaccare un antigene, prima di tutto dev'essere in grado di riconoscerlo. Questo processo innesca una serie di reazioni a cascata. Le cellule responsabili dell'eliminazione di sostanze estranee sono i macrofagi, ma possono farsene carico anche altre cellule, come i linfociti b.
  • Mobilitazione. Una volta riconosciuto l'antigene, inizia la mobilitazione del sistema immunitario con produzione di citochine, che fungono da messaggeri per l'attivazione di altre cellule.
  • Attacco. Una volta riconosciuti, il sistema immunitario ha il compito di uccidere, neutralizzare o eliminare i microrganismi invasori. I macrofagi, i neutrofili e le cellule nk sono in grado di distruggere la maggior parte degli invasori mediante fagocitosi. Ma esistono anche invasori difficili da distruggere, che obbligano i linfociti b o t a intervenire. Questo spiega perché alcune infezioni richiedano più tempo per essere debellate definitivamente.

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Rosa Guerrero ha una laurea in scienze dell'informazione, un diploma in naturopatia, è esperta di nutrizione ortomolecolare e omeopatia, ha pubblicato diversi libri sulle terapie naturali e collabora con varie riviste che si occupano di salute naturale. 
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