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Casa: prigione o luogo di crescita?

di Caterina Locati 11 mesi fa


Casa: prigione o luogo di crescita?

La nostra abitazione può essere l’uno l’altro. La scelta dipende solo da noi.

Nelle ultime settimane siamo stati tutti messi a dura prova.

Le nostre case hanno fatto da teatro ad una nuova vita, alla quale non eravamo preparati, ma che abbiamo saputo gestire. Chi bene, chi meno bene.

All’inizio della vicenda Covid 19 ho letto, sui social, moltissimi post di persone che chiedevano spunti su cos’altro fare in casa, dopo avere lavato di tutto di più: tende, divani, tappeti, e dopo avere ribaltato cassetti, librerie, armadi e rispostigli.

Non c’è più niente da fare! Aiuto, come occupare il tempo libero?” molti scrivevano.

C’è chi si è “salvato” con lo smart-working, chi ha dovuto dedicare anima e corpo ai figli, chi ha dovuto provvedere, con difficoltà, a entrambe le cose e chi, come se fosse sospeso, non ha avuto altre incombenze se non quella di decidere come investire al meglio il proprio tanto tempo libero.

In questo articolo parliamo di...

Indice dei contenuti:

Tre scenari

Da qui, si sono aperti tre macro-scenari della casa, delineati con un occhio di riguardo all’aspetto evolutivo.

La casa per alcuni è diventata teatro di crescita, per altri, di immobilismo o addirittura decrescita.

C’è stato un momento in cui ognuno di noi, silenziosamente, ha deciso quale strada intraprendere.

Il primo scenario: la crescita

C’è chi ha scelto la crescita, investendo il proprio tempo nella conoscenza di sé, tramite letture, webinar, meditazioni, ecc..

Altri ancora hanno dedicato il proprio tempo per definire nuove strategie lavorative, acquisire nuove competenze e conoscenze, ricucire relazioni, riscoprire la casa, iniziare a godersela e ad accudirla.

In questo caso possiamo vedere la casa come luogo di crescita, laboratorio creativo, incubatore di idee, spazio amato.

Il tempo in questa casa vola via veloce, le giornate sono ricche, non ci si annoia, anzi si è quasi più occupati di prima. L’atmosfera è allegra e positiva, si rimane in casa più volentieri del previsto.

Le conversazioni sono varie, si parla poco o pochissimo del Corona Virus.

Il secondo scenario: l'immobilismo

Chi invece ha scelto l’immobilismo o la decrescita probabilmente è stato sopraffatto dalla paura, dall’incapacità di vedere opportunità dietro questo cambiamento. E così ha cominciato a nutrire la mente di cose probabilmente superflue, non utili alla propria evoluzione.

E di conseguenza, la casa è diventata un contenitore riempito giorno dopo giorno di pensieri di preoccupazione, di parole poco utili, di noia, di informazioni sterili.

Il tempo, in questa casa, sembra rallentato. Ogni giornata sembra simile alla precedente. L’atmosfera è pesante, tesa, la voglia di scappare da casa è tanta.

Si parla molto o moltissimo del Corona Virus, e i pensieri sono focalizzati principalmente su di esso.

Il terzo scenario (il più complesso)

La situazione si complica quando, all’interno della stessa casa, convivono persone con obiettivi differenti. Questo potrebbe essere il terzo scenario che si sta aprendo.

Immaginiamo una coppia dove una delle due persone “fa il click” (oppure l’aveva già fatto, e questo periodo l’ha aiutata ad andare ancora più in profondità) e l’altra invece non vede questa opportunità, non la sente, dunque non la persegue. Quest’ultima persona è possibile che scelga di continuare con il proprio sistema di credenze, di abitudini.

La casa qui, va un po’ in confusione, come è probabile che accada anche per la vita di coppia.

Pensieri differenti, aspirazioni differenti, parole e azioni differenti nello stesso ambiente è probabile che creino al suo interno un’energia che aiuta ad aumentare, col tempo, questa forbice, la distanza che si crea tra le persone che intraprendono cammini diversi.

Su cosa riflettere

È importante sapere che l’ambiente nel quale viviamo è condizionato a noi, e al tempo stesso condiziona noi.

Oggi più che mai, perché è probabile che la nostra casa, nel tempo, mantenga quelle caratteristiche che le abbiamo inconsapevolmente trasmesso in questi giorni di lock-down.

Dunque, se sentiamo di rifletterci nello scenario 1, è probabile che la nostra casa continui ad alimentare nel tempo quel tipo di energia che ha sperimentato, così intensa, nelle ultime settimane. E lo stesso varrà, in senso opposto, per coloro che vedono riflettersi di più nello scenario 2.

Per coloro che appartengono allo scenario 3 tutto, probabilmente, è ancora da decidere.

Ecco qualche riflessione che possiamo fare:

  • in quale dei tre scenari sto vivendo?
  • nel caso del terzo scenario, come mi sento?
  • tra le persone a me vicine (parenti, amici, colleghi), cosa sto osservando?
  • cambierà il mio rapporto con le persone a me vicine, e che stanno facendo esperienze diverse?
  • cambierà il mio rapporto con la casa, dopo avere riflettuto sul mio modo di viverla?

Per approfondire puoi leggere...


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Caterina Locati

Caterina Locati

Caterina Locati, dopo la Laurea in Architettura e il Dottorato di Ricerca conseguiti al Politecnico di Milano, svolge la libera professione per diversi anni, occupandosi di progettazione edilizia e D.L., e lavorando come consulente per alcune importanti società di certificazione e...
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