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Alcuni simboli e il loro significato - Estratto da "Simboli e Presagi"

di Raymond Buckland 2 mesi fa


Alcuni simboli e il loro significato - Estratto da "Simboli e Presagi"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Raymond Buckland che ci accompagna nel mondo dei simboli delle varie culture e dei presagi ad essi collegati

Il campo metafisico è ricco di simboli e sigilli, molti dei quali risultano incomprensibili ai non iniziati.

Indice dei contenuti:

Simboli e simbolismi

La stregoneria ha simboli di grado, possiede athame, pentacoli e altri segni ancora; la magia cerimoniale e rituale ha innumerevoli alfabeti, talismani e quadrati magici; il voodoo ha i suoi veve, e anche l'alchimia possiede tutta una sua serie di simboli. Dai ben noti segni zodiacali dell'astrologia ai complessi simboli stregati della Pennsylvania Dutch, i segreti da scoprire sono molteplici.

Parlando di simboli religiosi, Cari G. Jung disse che il loro ruolo è di "dare un significato alla vita dell'uomo". Ma se i simboli sono importanti, il simbolismo lo è ancora di più. Infatti, mentre gli stessi simboli sono presenti in molte culture diverse, il simbolismo dei segni può differire da una cultura all'altra.

Ne è un esempio la svastica, che risale al 10000 a.C. e che simboleggia per lo più il sole. Il suo nome, che significa "bene", deriva dal sanscrito, e se ne ritrovano tracce sulle antiche monete indiane, sui Buddha giapponesi, nell'antica Grecia, in Cina, Persia, Scandinavia e in tutta l'Europa.

Anche la croce cristiana è una svastica, e il fatto che durante la Seconda guerra mondiale i nazisti la adottarono come loro simbolo non la rende di per sé "malvagia".

Nessun simbolo è buono o cattivo in sé; è ciò che il simbolo significa per le persone a essere importante.

Un altro esempio di ciò si ritrova nel pentagramma. Un pentagramma invertito, con la punta rivolta verso il basso, non è in sé malvagio né il simbolo del Diavolo cristiano, ed è diffuso in molte culture. Quando è utilizzato dai satanisti è sicuramente un simbolo del male, ma per altri, ad esempio i wiccan, è un simbolo del bene.

Ciò che conta, dunque, non è il simbolo in sé e per sé, ma come viene applicato e considerato dalle persone che lo utilizzano.

In questo libro ho cercato di esplorare quanti più segni e simboli ho potuto. Naturalmente è impossibile indagare tutti i simboli di ogni paese e sistema di credenze, ma ho tentato di raccoglierne una buona parte.

Sono certo di averne tralasciati molti, oltre a quelli appartenenti a organizzazioni segrete di cui non sono al corrente. I lettori che conoscono i simboli magici e ritengono che ve ne siano altri da dover includere, mi contattino pure e io li prenderò in considerazione per eventuali edizioni future del libro.

Ho cercato di disegnare i simboli riportati nel libro nel modo più fedele possibile a come dovrebbero essere normalmente riprodotti e utilizzati. In altri testi potreste trovarli elaborati al computer o disegnati attraverso strumenti meccanici, ad esempio col compasso o il righello.

Io ho cercato di evitare questo metodo e di stilare tutto a mano. Gli antichi alchimisti, i Nativi americani, i viaggiatori, gli Aborigeni e tutti i gruppi e le culture a cui appartengono i simboli qui riportati non usavano strumenti da disegno; per questo ho tentato di conservare l'aspetto "naturale" dei segni e dei simboli.

I Celti

La parola "Celti", che deriva dal greco Keltoi (VI secolo a.C), era utilizzata per designare i popoli pagani presenti in Europa e nella Penisola iberica, e diffusisi successivamente nelle isole britanniche attraverso il Canale inglese e il mare d'Irlanda. Questo popolo possedeva un'organizzazione sociale e una religiosa rigidamente strutturate, quest'ultima amministrata da una classe di sacerdoti chiamati Druidi.

I Celti erano essenzialmente un popolo di allevatori e coltivatori, ma erano anche grandi cacciatori e amavano i combattimenti. Si rubavano il bestiame l'un l'altro e lottavano a ogni minima provocazione, offrendo le teste dei nemici ai loro dèi. Oltre alle loro divinità principali, riconoscevano tutta una serie di spiriti, demoni e creature fantastiche minori, alcuni dei quali si riteneva che potessero cambiare forma a piacimento.

Sebbene i Celti non costruirono mai dei veri templi, avevano santuari ben definiti, ottenuti sfruttando le caratteristiche naturali del territorio, come colline, valli, sorgenti e boschi.

Vivevano all'interno di tribù, a cui ogni membro doveva giurare fedeltà e, pur non possedendo una loro lingua scritta, influenzarono l'arte della Britannia e ancor più quella dell'Irlanda.

Proprio qui, nel Medioevo, i monaci scrissero delle tradizioni celtiche con grande accuratezza, molto più di quanto non fecero Greci e Romani, e per questo la loro eredità continua a vivere tutt'oggi in Irlanda.

Fra i principali contributi dei Celti alla cultura europea vi furono la conoscenza e la lavorazione del ferro. Inventarono il vomere, la falce e persino delle mietitrici primitive, e furono i primi a inserire i cerchi di ferro sulle ruote dei loro carri e carrozze. Pur non avendo costruito grandi città, i Celti hanno lasciato un'importante eredità fatta di opere d'arte in pietra, ferro, bronzo, terracotta, oro e altri metalli preziosi.

La croce di St. Magnus è un disegno ritrovato nella Cattedrale di S. Magnus, nelle isole Orkney, in Scozia, al di sotto della finestra orientale, inciso nella pietra. La costruzione della Cattedrale ebbe inizio nel 1137 d.C, a opera del conte Rognvald Brusison.

I nodi celtici, che somigliano a un tessuto intrecciato, erano usati per decorare pietre, legno e gioielli. Straordinarie decorazioni a intreccio sono presenti in alcuni preziosi capolavori irlandesi come il calice di Ardagh in oro e argento e la spilla di Tara.

L'elaborato intreccio di quest'ultima fu ripreso successivamente dai sacerdoti cristiani e raffigurato nei loro manoscritti per decorare le lettere iniziali o come figura a sé stante che rappresentava uomini, animali e rettili.

Sebbene si possano trovare lavorazioni simili su orli e tavole anche nell'arte delle regioni del Mediterraneo, quelle appartenenti alla scuola pietà dei Celti sono le più elaborate.

Anche conosciuto come Jack in the Green, Robin dei Boschi o come Maschera Fogliata, l'Uomo Verde è una rappresentazione del dio dell'Antica Religione nel suo aspetto di Dio della Natura.

Essendo molto rari, si crede che trovare un quadrifoglio porti fortuna e sia opportuno tenerlo con sé. Si dice che le quattro foglie rappresentino l'amore, la salute, la ricchezza e la fama.

La radice della mandragora (Atropa mandragora) cresce assumendo una forma umana e in passato si credeva avesse proprietà magiche. Veniva venduta a carissimo prezzo, più la sua radice somigliava a un essere umano, maggiore era il suo valore. Proprio per questo molti maghi ne intagliavano la radice per darle sembianze umane.

Quando trovavano una piantina di mandragora la dissotterravano con cura, la esaminavano e ne tagliavano via alcuni pezzi, arrivando talvolta anche a scolpirvi un volto.

A quel punto la ripiantavano nel terreno lasciandola crescere per un altro mese; dopodiché la dissotterravano di nuovo ed eventualmente tagliavano via altre parti della radice.

La riponevano poi nel terreno e, una volta cresciuta del tutto, la estraevano nuovamente fingendo che la forma umana della sua radice fosse naturale e vendendola poi a caro prezzo.

Magia cerimoniale

Verso la fine del Medioevo molti degli occultisti più istruiti e abbienti iniziarono a dedicarsi alla magia cerimoniale. In particolar modo ne furono attratti gli alti dignitari della Chiesa, che avevano il tempo, le risorse finanziarie e la conoscenza per praticarla.

Nonostante questo tipo di magia prevedeva l'evocazione di varie entità, demoni o spiriti, la Chiesa non la condannava come una forma di eresia poiché non rappresentava una religione ma solamente una pratica.

L'obiettivo della magia cerimoniale era di ricorrere a potenti invocazioni per obbligare entità di natura diversa ad apparire dinnanzi al mago. Una volta dimostrato il proprio potere sugli spiriti evocati, il mago poteva ordinare loro di fare qualsiasi cosa desiderasse.

Alcuni maghi famosi dell'epoca, come Johann Wierius (conosciuto anche come John Wier), un cattolico romano, e il francese Fromenteau, attivi nel corso del XVI secolo, stabilirono un elenco esatto dei demoni esistenti.

Wierius sosteneva che ci fossero non meno di 7.405.926 demoni, organizzati in 1.111 divisioni, ognuna delle quali contava al suo interno 6.666 entità, oltre a 79 principi. Durante la Riforma protestante, l'elenco di demoni di Wierius fu "corretto" dai Luterani, che fissarono il numero a 2.664.866.746.664.

A ognuno di questi spiriti vennero attribuiti un nome e un campo specifico di influenza. Ad esempio Agares, un duca, poteva arrestare i movimenti e fare dono delle lingue. Cimeries, un marchese, insegnava la logica e la grammatica ed era capace di localizzare i tesori nascosti. Furcas, un altro duca, insegnava filosofia, astronomia e altre scienze. Saleos poteva promuovere l'amore tra i sessi.

L'evocazione era un procedimento molto elaborato. Gli strumenti utilizzati dovevano essere accuratamente costruiti dal mago seguendo la formula tradizionale. I materiali di cui erano fatti includevano pergamene, oro, argento, sabbia di fiume sottilissima, alcuni tipi di legno tagliati dagli alberi in un'ora specifica, indumenti di seta tessuti da una giovane vergine e così via.

Prima di essere usati, questi materiali dovevano essere consacrati secondo un procedimento preciso, mentre le informazioni necessarie al rituale erano contenute in un grosso manoscritto noto come grimorio (dal francese antico grammar).

Fra i grimori più famosi ricordiamo La Chiave di Salomone, La Piccola Chiave di Salomone, La Clavicola, Il Grimonio di Honorius il Grande, il Lemegeton (o Libro degli Spiriti), L'Heptameron, L'Almadel, La Pansofia di Rodolfo il Mago, La Magia Sacra di Abramelin il Mago, La Gallina Nera e Il Drago Rosso.

Questi libri erano gelosamente custoditi dai loro creatori, i quali scrivevano spesso in codice affinché i segreti non fossero scoperti e usati frivolamente dai non iniziati. I codici erano noti come alfabeti magici, e tra i più famosi vi erano: il Tebano, il Malachim, quello noto come il Passaggio del Fiume e l'Angelico. Successivamente si iniziarono ad usare anche i geroglifici egiziani, rune di diverso tipo e altri codici ancora.

Vi erano innumerevoli strumenti magici cerimoniali, fra cui bacchette magiche, bastoni, aste, tridenti, spade, coltelli, calici, campanelle, abiti, toghe, corone e persino penne e inchiostri speciali. I rituali venivano eseguiti all'interno di complessi cerchi magici, tracciati per proteggere il mago dall'ira dello spirito invocato, adirato per essere stato convocato.

A tal fine il mago costruiva e indossava anche dei talismani magici, alcuni dei quali recavano iscritte le cosiddette "Parole di Potere", come ad esempio i nomi di angeli e arcangeli, mentre altri erano coperti di quadrati magici, simboli e sigilli di protezione. Esistevano molti simboli, spesso inventati dal mago stesso per un'evocazione specifica.

Di seguito ne trovate alcuni fra i più utilizzati, sebbene essi varino da grimorio a grimorio.

Simboli e Presagi

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Raymond Buckland (conosciuto anche come Ray Buckland; Londra, 31 agosto 1934) è un saggista britannico residente negli Stati Uniti. Cresce in una famiglia di religione cristiana anglicana ma sviluppa un forte interesse per l'occulto fin dall'età di 12 anni. Studia al King's College di Londra e...
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