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Accendere e non riempire - Estratto da "Il Metodo Montessori a Casa e a Scuola"

di Charlotte Poussin 1 mese fa


Accendere e non riempire - Estratto da "Il Metodo Montessori a Casa e a Scuola"

Leggi l'introduzione al libro di Charlotte Poussin e scopri come utilizzare questo rivoluzionario metodo educativo per i tuoi figli o per i tuoi studenti

Montaigne ha scritto negli Essais: "Insegnare, non è riempire un vaso, ma è accendere un fuoco". Maria Montessori si è probabilmente ispirata a questa frase quando scrisse: "Il bambino non è un vaso da riempire, ma una sorgente da lasciar sgorgare".

Si sente spesso parlare della pedagogia Montessori, ma che cosa è esattamente? Un metodo disinvolto e permissivo che lascia piena libertà al bambino? La filosofia del bambino re?

Niente affatto. È un modo di pensare che pone il bambino al centro della pedagogia e lo considera con il più grande rispetto, nella sua globalità e nella sua individualità.

La pedagogia è la scienza dell'educazione, ma che cos'è l'educazione?

Platone la definisce maieutica (dal greco, arte di far partorire), l'arte che Socrate metteva in atto per far nascere le menti; egli, cioè, aiutava il suo interlocutore a esprimere (venire alla luce) le conoscenze che porta in sé, interrogandolo in modo umile e giusto.

Educare è l'arte di accompagnare, ponendo le giuste domande, ritenendo che sia la persona "educata" che trova in sé le risposte corrette, poiché ognuno di noi è l'artefice della propria realizzazione. L'educazione è quindi vista come una successione di liberazioni. Nello stesso modo, il metodo Montessori considera l'educazione come un aiuto per la vita.

Educare, non è ammaestrare, ma accompagnare sul cammino personale del proprio sviluppo. Questo è il motivo per cui Maria Montessori non ha voluto utilizzare il termine "istitutore", che deriva dal latino in stutere, vale a dire, "mettere dentro", come se dovessimo riempire un bambino di conoscenze; ha preferito il termine "educatore", che deriva dal latino educare che significa "elevare, portare alla luce, far scaturire". Certo, questo è fatto adottando le regole della nostra cultura.

Questa pedagogia ci invita a cambiare la nostra visione del bambino, a considerarlo non come un futuro adulto da plasmare, ma come un essere in divenire, una persona globalmente intesa che dobbiamo aiutare a svilupparsi, rispettando le sue qualità intrinseche e la sua personalità. Il ruolo dell'educatore è di accompagnare il bambino nel suo percorso di sviluppo personale, trovando il giusto equilibrio tra l'essere esigenti e il lasciar fare.

Lo scopo dell'educazione è migliorare la vita psichica dei bambini e le relazioni tra adulti e bambini. La qualità di questo rapporto è essenziale; più si è disponibili al rapporto, centrandosi sul bambino, più lui è ricettivo all'educazione che gli si offre.

Nel metodo tradizionale, l'educatore insegna allo studente che si adatta e, a volte, riceve le conoscenze passivamente. Si potrebbe prendere in considerazione una classe tradizionale di trenta studenti e scoprire che quando l'insegnante introduce un nuovo concetto, dieci studenti non sono ricettivi perché non sono pronti a capire, altri dieci non imparano nulla perché hanno già acquisito questo concetto e infine gli ultimi dieci, cioè solo un terzo, beneficia di questo insegnamento, perché è dato al momento giusto per loro.

Questa situazione è dolorosa per venti dei trenta studenti e per il professore che deve "tenere la disciplina" perché la maggior parte degli studenti non sono concentrati e disturbano, impedendo le attività didattiche. Non sarebbe meglio seguire il ritmo di ciascuno? Non sarebbe meglio stimolare tutti senza spingere coloro che non sono pronti o trattenere chi vuole andare oltre?

Con il metodo Montessori, il bambino impara da solo secondo un processo naturale, a condizione che si trovi in un ambiente propizio e accompagnato da un educatore che lo stimola e si adatta a lui.

Si dice spesso che i bambini della materna sono troppo piccoli per rimanere concentrati a lungo. Invece sono in grado di fissare la loro attenzione per periodi molto lunghi in un'attività che essi stessi hanno scelto, perché questa risponde a un impulso, a un bisogno vitale. Avviene tutt'altra cosa quando l'attività è loro imposta.

L'attività liberamente scelta soddisfa le esigenze del bambino nel suo bisogno di scoperta. Il bambino è, infatti, un piccolo esploratore insaziabile, alla ricerca della propria realizzazione. Moltiplica le esperienze concrete perché apprende mentre agisce. Spesso ama ripetere un'attività molte volte, finché progredisce, apprende un gesto o acquisisce una competenza, e lo fa con piacere.

Che sensazione di completezza quando porta a termine il suo lavoro! Quando è concentrato, il bambino si costruisce. Non ci si stanca mai di leggere la felicità sul piccolo volto di un bambino concentrato! Il bambino soddisfatto della sua attività è tranquillo, silenzioso. La sua sete di conoscenza è appagata. E più impara, più ama imparare; la sua fame di apprendere è infinita!

Non è questo lo scopo dell'educazione? Amare apprendere, saper ricercare, saper trovare. Questo mi sembra più importante che accumulare delle conoscenze che si dimenticano rapidamente.

Avendolo fatto per anni, posso testimoniare la felicità che provo quando accompagno i bambini in una classe Montessori, in un clima di rispetto reciproco. Da venti a trenta bambini In una stanza, ciascuno intento al suo lavoro personale o di gruppo, dove regna la calma perché ognuno si autodisciplina e si concentra sul progetto che ha scelto e che vuole completare. E questo senza note e senza competizioni in un'atmosfera di cooperazione e di benevolenza.

La pedagogia Montessori mira allo sviluppo del bambino. Questo è il motivo per cui offre un insegnamento personalizzato, adattato al ritmo di ciascuno, privo dei concetti di anticipo o di ritardo. Ogni apprendimento può essere paragonato a quello del camminare. Alcuni bambini camminano a dieci mesi, altri a diciotto. In definitiva, tutti camminano e non importa a che età abbiano incominciato. L'essenziale è che il bambino abbia vissuto questo apprendimento nel giusto momento per lui, per vivere nella fiducia.

Vediamo spesso dei genitori orgogliosi del fatto che il loro bambino abbia appreso questo o quello precocemente. Altri sovrastimolano il loro bebé perché acquisisca una particolare abilità il più presto possibile.

Meglio sarebbe seguire il proprio bambino e offrirgli una buona dose di stimoli al momento giusto. Rispettare gli stili di vita del bambino, offrendogli la possibilità di scegliere le proprie attività in un ambiente preparato e favorevole al suo sviluppo, favorisce la sua realizzazione in un clima di fiducia. Certamente la chiave di un'educazione riuscita è la fiducia in se stessi.

Il metodo Montessori permette al bambino di "fare da solo", mentre è "contenuto" dallo sguardo benevolo dell'adulto che lo accompagna. Si tratta di un approccio che sviluppa l'amore per il lavoro. Il bambino ha naturalmente sete di imparare e di crescere. Offrirgli un ambiente dove può soddisfare la sua sete al momento giusto è il regalo più grande che possiamo fargli, quello della libertà e della pace interiore: in altre parole, della felicità!

Troverete alla fine di questo libro una proposta di idee e di attività che si svolgono nelle classi Montessori. E possibile ispirarvisi, ma questo è solo un piccolo campione, perché la cosa più importante nell'approccio Montessori, è "lo stato della mente", la mentalità, lo sguardo che portiamo al bambino, uno sguardo ricco di amore e di rispetto. Il vero obiettivo è che il bambino sia autonomo, indipendente, responsabile, stabile e sicuro di sé!

Per ottenere questo devono essere soddisfatti quattro bisogni fondamentali: sentirsi amato, sentire che abbiamo fiducia in lui, sentirsi rispettato e sostenuto.

Spero che questo libro vi faccia nascere il desiderio di approfittare di ogni momento che condividerete con un bambino e di viverlo come un'opportunità di felicità condivisa.

Il Metodo Montessori a Casa e a Scuola

Introduzione alla teoria e alla pratica

Charlotte Poussin

Un spiegazione chiara delle varie fasi dello sviluppo del bambino attraverso attività da svolgere a casa e a scuola. All’inizio del XX secolo, Maria Montessori ha rivoluzionato i metodi educativi. Osservando l’innato...

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Charlotte Poussin è un'educatrice Montessori; ha lavorato in Argentina, Brasile, Francia, Canada e ha diretto una scuola Montessori in Francia.
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