Prima di tutto vorrei annotare la delicatezza espressiva di un uomo d'altri tempi, era il 1924. Non è un romanzo, certi commenti non c'entrano, ma c'entra sicuramente l'acutezza mentale di un professore di disegno (!) che proprio in quegli anni sviluppa il suo concetto di salute con una sorta di preveggenza sul futuro, pur con le debite rettifiche della scienza che avanza. Mi spiego meglio. Una giornata che inizia con una sana seduta di ginnastica, prosegue con un solo pasto quotidiano che escluda cibi cotti e raffinati (causa della produzione di muco intestinale, gastrico, polmonare, ecc.), digiuni regolari, completi svuotamenti intestinali, ebbene, simili abitudini diventano quanto di più vicino sia all'odierno modello vegetariano. E comunque tutto ciò sarebbe sufficiente per mantenersi in ottima salute. Qualche appunto però va fatto...si sa che saltare pasti o digiuni prolungati fan male, le medicine quando servono van prese, ma...che rispondere alla folta schiera di seguaci che grazie a lui sono guariti?