Questo libro tratta della vocazione, della chiamata, del destino che dà un senso alle nostre esistenze. La psicologia, la psichiatria e tutte le scuole terapeutiche hanno trascurato questo aspetto fondamentale, ritenendo che l'individuo sia determinato solo da traumi infantili e dalla ereditarietà, e riducendolo quindi ad una vittima. L'autore ha voluto smascherare la mentalità della vittima, così come quella dell'eroe, ossia dell'immagine dell'"uomo che si è fatto da sé". Hillman lascia intravedere la presenza di un terzo fattore, ossia che ogni individuo nasce con un carattere ben preciso (la teoria della ghianda), con una sua vocazione, e che determina, se non di più, la vita di ognuno di noi. Attraverso aneddoti di personaggi famosi vuole dimostrare la sua tesi. Non mi è parsa, però, molto convincente l'analisi del Seme cattivo di Hitler. Inoltre, in parecchi passaggi la scrittura non è fluida.