Premessa dell'autore
In una società ormai completamente votata alla massificazione, spinta verso il baratro della standardizzazione globale da un sistema che proprio da questo presupposto trae buona parte dei suoi profitti, rifiutare una succulenta bistecca durante il pranzo o la cena diventa quasi un affronto al comune sentire, un vero e proprio peccato che porrà lo sfortunato commensale in una posizione alquanto scomoda.
Il vegano viene osservato con sospetto, scrutato, è oggetto di una infinità di domande che, a volte, rasentano la più crassa e stupida ignoranza; molto spesso si tratta di pura e semplice curiosità, ma altrettanto spesso le illazioni sfiorano l'offesa, quasi una tacita condanna verso chi ha scelto un modo diverso di approcciarsi alla questione alimentare.
Il sistema non approva chi gli si mette contro, sia pur esso un singolo individuo, chi tenta di sfuggire al controllo deve essere isolato; quest'ultima azione avviene quasi sempre nel più semplice dei modi, ovvero attraverso coloro che, volontariamente o meno, sono asserviti al sistema, i cittadini.
Assediati da un massiccio bombardamento mediatico volto ad esaltare l'importanza del cibo, di un certo tipo di cibo e di una ben precisa alimentazione, abbiamo ormai associato la fettina di carne, il salume e ancora di più il pericolosissimo hamburger ad un modello di vita normale; il fatto di consumare determinati cibi e, soprattutto, il sapere che quegli stessi alimenti vengono consumati da milioni di persone, diventa per noi motivo di tranquillità, ci fa sentire uguali agli altri, perfettamente integrati, in poche parole ci rende inconsapevoli vittime e allo stesso tempo benefattori del sistema.
Questo sentimento di "uguaglianza alimentare" è alla base della reazione che si scatena alla vista di un vegano, ovvero di una minaccia alla nostra tranquillità, colui che potrebbe farci sorgere un ragionevole dubbio, un pensiero che ci porrebbe fuori dal sistema portandoci all'isolamento. Non si tratta quindi di cattiveria bensì di paura, del panico che sfocia nell'attacco, nel colpire per non essere colpiti.
Ma perché il sistema teme i vegani?
Arriveremo a rispondere a questo quesito seguendo alcune tappe fondamentali della filosofia vegan, tentando di chiarire alcuni punti non sempre opportunamente spiegati e di sfatare alcuni luoghi comuni.
Sarà un viaggio intrigante, così come intrigante e illuminante è stata per me la scoperta di questo mondo, all'interno del quale ho scoperto e continuo a trovare innumerevoli universi e profondi spunti di riflessione.
Non mi resta che augurarvi buona lettura e, rivolgendomi a tutti quei vegani che si trovassero in una delle situazioni descritte in precedenza, non posso che dire: "NON ABBIATE TIMORE, NON RINCHIUTEVI IN VOI STESSI, NON ISOLATEVI", sono gli altri ad aver paura, voi state in realtà contribuendo a creare un mondo migliore, state espandendo la vostra coscienza, state percorrendo un sentiero che vi porterà oltre, al di là di quei percorsi che, in prospettiva, possono delimitare un confine oppure portare a nuove scoperte.