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Il Cane Secondo Me - Libro

Vi racconto quello che ho imparato dai cani

Roberto Marchesini (Etologo)



(1 recensioni1 recensioni)


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Modificato in data 18 Febbraio 2017 - Questo testo, che ha come titolo Il Cane Secondo Me - Libro, dell'autore Roberto Marchesini (Etologo), fa parte della categoria Animali ed allevamenti e approfondisce il tema Cani. Dato alle stampe da Sonda Edizioni e venduto dal Novembre 2016 , attualmente è in "Disponibilità: Immediata". Il costo del libro è di Euro 11,90.

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Il libro più documentato e, nello stesso tempo, coinvolgente e diretto, per diventare il migliore amico del cane.

In Italia Roberto Marchesini (allievo di Giorgio Celli) è l'etologo che più si è dedicato allo studio del cane e della relazione con noi sviluppando una serie di protocolli educativi che hanno come obiettivo la felice convivenza con questo animale, iniziata 50mila anni fa.

In questo libro l'autore fa il punto della sua trentennale attività di etologo partendo però dall'esperienza personale, dai cani della sua vita e da ciò che ha appreso da loro non solo come etologo, ma come essere umano affascinato dal modo in cui questo animale scopre e assapora il mondo, stabilisce relazioni di cooperazione con noi e con altre specie ed è in grado di comunicarci conoscenza, amicizia e lealtà.

Ne viene fuori il racconto di una delle più belle esperienze che la vita ci può riservare, in cui i lettori che hanno un cane si identificheranno attraverso situazioni ed emozioni, ma trovando anche tutte le risposte che servono a rinsaldare e a migliorare l'amicizia con il proprio cane. 

Non un trattato sui cani, ma un diario ricco di emozioni e osservazioni, in cui molti lettori con un amico a quattro zampe si ritroveranno.

Introduzione

Sulle tracce del cane

MAYA. IL BISOGNO DI UNA GUIDA

  • Le qualità di una buona guida
  • Il segreto del rapporto con il proprio cane
  • Lessico emozionale

TOBY. L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE

  • Un cane è un individuo unico e irripetibile
  • Alla ricerca di un posto nel mondo
  • Quel che si dice... un bel caratterino

PIMPA. IL PIACERE DI SENTIRSI UTILI

  • I «doni» dei lupi (e dei cani)
  • L’essere Labrador
  • Mi prendo cura di te

ISOTTA. CORRERE COME IL VENTO

  • Un fulmine compresso in un corpo di cane
  • La musica dei cani ci chiede di danzare
  • Consigli per l’adozione
  • Un cucciolo è sempre adorabile

SPINO. L’ARTE DI ARRANGIARSI

  • Le passeggiate con Spino
  • I diversi colori dell’essere sociali
  • Il comportamento di aggressione Una rosa con troppe spine

BIANCA. PROTEGGERE IL GRUPPO

  • Si cambia vita!
  • Richiami e metempsicosi
  • Il significato dell’amicizia
  • Crescere insieme significa accettare il cambiamento

BELLE. LA STRADA DELL’EMANCIPAZIONE

  • Abbaiare è una caratteristica imprescindibile del cane
  • Piccole pesti non crescono
  • Il cane e lo specchio di Narciso
  • L’arte di giocare con il cane

FILIPPO. RANDAGIO NON È REATO

  • La soglia da cui tutto deriva
  • Transizioni cinofile
  • Vita randagia
  • La strada di casa

Letture consigliate

L’autore

EditoreSonda Edizioni
Data pubblicazioneNovembre 2016
FormatoLibro - Pag 160 - 13x21 cm
Lo trovi in#Cani

La mia relazione con il cane

I cani che descrivo in queste pagine potrebbero essere compagni d'avventura, una carrellata di amici che mi hanno fatto vivere certe esperienze e hanno contribuito a fare di me quello che sono, non meramente nel senso professionale che, in fondo, è un dettaglio e forse poco m'interessa.

Certo, i cani mi hanno parlato del loro mondo, nella misura in cui ho dato loro la parola e questo è forse l'aspetto più critico, l'argomento discutibile di tutto il ragionamento.

Già, perché i cani ci sono accanto, ma spesso non li vediamo: troppe volte ci mettiamo alla ricerca del cane nascondendone le tracce, come se queste rivelassero un nostro coinvolgimento in un affare sporco. La conoscenza illumina certi dettagli, ma è quasi sempre un'operazione a posteriori.

Pertanto parlerò di avventure, di brevi spezzoni che richiedono flashback e torsioni temporali per essere compresi. Non necessariamente un cane ti parla durante la sua vita.

Molti dei cani che qui descrivo sono comparsi come fantasmi nelle mie notti insonni, per dirmi cose che non avevo capito durante i giorni vissuti con loro. Perché gli amici continuano a vivere nella nostra mente e paradossalmente con un'identità autonoma rispetto alla nostra, che consente loro di venirci a trovare nei sogni e di rivelare dettagli e spiegazioni che non sapevamo. E certe cose le capisci con il tempo.

Ho scritto tanti libri sul cane e forse nessuno veramente, perché non credo che si possa parlare del cane come di qualcosa da disgiungere, ritagliare con precisione e poi incollare su un fondale nero. Si raccontano sempre gli ossi di seppia che restano sulla spiaggia dopo una bassa marea, testimonianze spoglie di qualcosa che un tempo viveva.

Ci sono aspetti però che credo importanti e che ho cercato di trasmettere in questo scritto, al solito ibrido tra mondi differenti. Sono semplici pensieri, racconti e divagazioni, nostalgie e rammarichi, ricordi... che mettono insieme flessioni diverse della mia ricerca in ambito filosofico ed etologico.

Non si tratta di affermare cosa sia il cane e nemmeno di estrarre il parziale e il soggettivo attraverso un «secondo me», che potrebbe suonare autoreferenziale, se non addirittura egocentrico. Semplicemente occorre ammettere che, dietro le pieghe dell'interpretazione, si nasconde una prospettiva, quella che inevitabilmente ciascuno costruisce e che pervade ogni coordinata dell'orizzonte.

In fondo, la mia idea ricorrente è che ci si trovi sempre su una soglia relazionale, mai in un involucro impermeabile che consenta di affermare: «Questo sono io». Lì riposa il concetto ineluttabile di sguardo personale sul mondo, dove un titolo è sempre il frutto di una relazione, che porta a trasformare ogni descrizione e spiegazione in un dialogo.

Perciò quel «secondo me» vuole esprimere non tanto uno sguardo professionale, frutto di un'esperienza maturata negli anni e di un percorso che comunque mi viene riconosciuto, quanto soprattutto significa che, più che del cane in sé, parlerò della mia relazione con il cane, un tragitto evolutosi nel tempo lungo il dipanarsi della mia prospettiva.

D'altra parte, ciò che è personale e intimo non resta mai rinchiuso nella dimensione del soggettivo e dell'estemporaneo, ma tracima come un fiume.

Ammettere la natura relazionale di ogni espressione, il vivere su una soglia, genera di per sé una costellazione di significati che prendono il volo e non li puoi fermare.

Questo mi ha condotto negli anni a ripensare all'essere umano e a vederlo come un'entità ibrida, non autosufficiente e non autarchica, nella costruzione della propria condizione, vale a dire ad avere uno sguardo zooantropologico sulla relazione tra l'essere umano e le altre specie. Ciò significa, in buona sostanza, ritenere la relazione con le altre specie quale fonte attraverso cui l'essere umano ha realizzato connotati che andavano oltre le sue qualità implicite.

Ecco allora che il rapporto con il cane, proprio per il suo carattere archetipico, assume un significato antropologico fondativo, che negli anni ho cercato di mostrare e che mi sollecita a dame una valorizzazione, quando la cultura contemporanea sembra, al contrario, banalizzarlo.

Forse è questo il peccato capitale del nostro tempo: non comprendere il valore del nostro rapporto con le altre specie.

Roberto Marchesini (Etologo)

Roberto Marchesini, studioso di scienze biologiche e di epistemologia, scrittore e saggista, ha pubblicato numerosi articoli e ricerche sul rapporto uomo/animale e sulle applicazioni didattiche, consulenziali e assistenziali della relazione con l'animale. Presidente della Società italiana di... Leggi di più...

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isabella

Libro bellissimo, che mi ha davvero entusiasmata e commossa

Non me lo aspettavo ma devo eleggere questo libro come uno dei più bei testi cinofili italiani che ho letto finora: mi è piaciuto tutto dalle idee espresse dall'autore, dalle storie raccontate fino allo stile narrativo molto aulico e poetico. Sì, questo testo pur essendo una sorta di autobiografia è veramente una poesia, un inno alle muse ispiratrici: i cani; non mancano ovviamente solide riflessioni filosofiche e parti più tecniche che riguardano l'educazione cinofila. Proprio per queste caratteristiche secondo me questo testo non è adatto a chi non ha una solida formazione umanistico-filosofica in quanto non riuscirebbe a cogliere appieno ciò che l'autore scrive(anzi si fermerebbe alla prima pagina...); quindi più che essere il classico manuale del cane è un testo di filosofia "esistenziale" contornato da ricordi personali ed evocazioni letterarie. La differenza con gli altri testi italiani e non che ho letto finora è abissale: nessuno ha mai scritto così del cane e ne ha colto ogni aspetto come Marchesini.

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