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Aggiornato in data 11 Febbraio 2012 - Questo testo, che si intitola Sara, Elisabetta e le Altre..., il cui ideatore è Cristiana D'Orsi, ha come tema Psicologia, più precisamente nella sottocategoria Psicologia al femminile. Stampato dalla casa editrice Psiconline e distribuito in data Luglio 2008, si trova in stato di "Disponibile in pronta consegna". Il prezzo è € 16,50.
Cosa succede quando una coppia scopre di non poter fare la cosa più naturale di questo mondo, ovvero generare un figlio? E cosa accade nella donna quando si accorge di non essere come tutte le altre che diventano mamme?
Il presente volume, nato dalla raccolta di riflessioni, pensieri, sentimenti incontrati nel corso del lavoro clinico con donne e uomini con problemi di sterilità, sottolinea il “mal-essere” e gli aspetti psicologici ed emotivi di questa “malattia”, il più delle volte trascurati o non detti.
Questo libro così ricco di testimonianze umanissime e vere è anche un percorso interiore nell’animo femminile; il dolore e la ferita spesso silenti, che partono da una “inefficienza”del corpo, emergono alla luce e il linguaggio per esprimere questo dolore e questa ferita è quello delle emozioni: stress, paura, diversità, solitudine, rabbia, vergogna, tristezza, frustrazione, invidia, impotenza. Il bisogno di essere “accolti e curati” come persone intere, con tutto quello che si ha dentro quando si affronta una esperienza di infertilità (dal momento della formulazione della diagnosi fino alla decisione di intraprendere percorsi di procreazione medicalmente assistita) diviene fondamentale e lo psicologo e la psicoterapia possono offrire quello spazio adeguato e maturo per dare umanità, valore e senso a questo evento della vita.
Si parla a quelle donne che sentono la loro condizione di sterilità, come unica; a quegli uomini, spesso impropriamente tenuti fuori e a distanza dalle loro compagne e anche dagli ambulatori; agli operatori sanitari (medici, ginecologi, infermieri) per aiutarli a conoscere cosa si anima nei pazienti quando siedono di fronte a loro e domandano: “perché non posso avere un figlio?”