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Il Caso Genchi

Storia di un uomo in balia dello stato

Edoardo Montolli



Prezzo: € 19,90


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Aggiornato il 08 Novembre 2016 - Il prodotto, avente titolo Il Caso Genchi, realizzato da Edoardo Montolli, è stato inserito nella categoria Attualità e temi sociali, approfondisce l'argomento Critica sociale. Editato da Aliberti e pubblicato nel mese di Novembre 2009 , attualmente è in "Disponibilità: 5 giorni". Il suo valore è di Euro 19,90.

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“HO TROVATO IN WHY NOT LE STESSE PERSONE SU CUI INDAGAVO PER VIA D’AMELIO”.

E L’ATTUALE CAPO DI GABINETTO ALLA GIUSTIZIA SETTEMBRINO NEBBIOSO

Luglio 1992, la Sicilia è dilaniata dalle stragi. In città c'è un poliziotto che ha lavorato con Falcone e sono tre anni che si occupa dei misteri di Palermo. Si chiama Gioacchino Genchi. È a lui che chiedono di scoprire qualcosa sulle agende elettroniche del giudice. E di capire dai telefoni se qualcuno spiasse Paolo Borsellino. E lui qualcosa scopre. Scova file cancellati e li ritrova. Poi ipotizza una pista per via D'Amelio: date, nomi, luoghi. Diventa vice del gruppo Falcone-Borsellino.

Ma quell'indagine non la finirà mai. Una mattina all'improvviso sbatte la porta. E se ne va. Da allora non ne ha mai parlato. Finché approda a Catanzaro, per la Why Not di Luigi de Magistris. Una mattina accende il pc, guarda i tabulati telefonici. E all'improvviso sbianca.

Ma non fa in tempo a stendere una relazione: revocato l'incarico, indagato e perquisito, sequestrato l'«archivio» con tutti i dati fin dal 1992. Attaccato da ogni parte politica. Sospeso dalla polizia. E altrove quattro magistrati perdono il posto. E allora cosa c'era in Why Not, cosa c'era in quei tabulati? C'erano giudici a contatto con boss, magistrati amici degli indagati e dei loro avvocati. Ma c'era soprattutto un intreccio telefonico economico-politico-giudiziario che da Catanzaro saliva a Roma.

E ora che per difendersi ha depositato in tribunale le sue scoperte, può finalmente raccontarlo: perché lasciò allora, perché è stato fermato adesso. Con nomi, date e luoghi

L’indagine Why Not è la seconda che il consulente telematico Gioacchino Genchi non è riuscito a portare a termine in vent’anni. La prima fu l’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del 1992. Curiosamente, però, Why Not è saltata, in senso cronologico, quando Genchi ha incentrato la sua attenzione sulle stesse persone sulle quali aveva tentato di approfondire le indagini per la strage di via D’Amelio.

Due persone che nel 1992 lavoravano all’interno del Cerisdi, il centro studi sopra Monte Pellegrino all’interno della quale Genchi disse di aver scovato una base coperta dei servizi segreti. La prima è il professore di filosofia medievale Sandro Musco, del quale in Why Not aveva appena acquisito i tabulati per i suoi rapporti con l’agenzia di stampa “Il Velino” che aveva pubblicato fughe di notizie, con alcune notizie false. La seconda è Vincenzo Paradiso, all’epoca di via D’Amelio “attenzionato” per un suo contatto all’interno del Cerisdi il 6 febbraio 1992 con il boss stragista Gaetano Scotto. Diventato successivamente leader della Compagnia delle Opere in Sicilia, indagato e poi archiviato per le stragi con l’inchiesta “mandanti occulti-bis”, il nome di Paradiso emergeva in Why Not in alcune intercettazioni tra Saladino, l’imprenditore Valerio Carducci e l’ex direttore della Fiera di Milano Sandro Bicocchi in una vicenda di presunti appalti della guardia di finanza trasmessa dalla Procura di Caltanissetta a quella di Roma. Carducci, per risolvere il problema, si sarebbe rivolto a certo “Rino”, identificato da Genchi nell’attuale capo di gabinetto alla giustizia Settembrino Nebbioso, già pm di Roma in casi illustri e irrisolti come quello di via Poma.

E una manciata di giorni più tardi, in una nuova intercettazione, Carducci rassicurava Saladino che tutto si era risolto. Dell’indagine trasmessa a Roma non si è infatti saputo più nulla.

A svelarlo il libro di Edoardo Montolli “Il caso Genchi- Storia di un uomo in balìa dello Stato” (Aliberti), in uscita in questi giorni e basato sulle memorie difensive che il vicequestore ha depositato alla Procura di Roma. Dovendo rispondere di violazione della privacy, abuso d’ufficio e “costituzione illecita di archivio”, Genchi ha potuto così raccontare per la prima volta ciò che nel suo archivio telematico era coperto dal segreto investigativo.

EditoreAliberti
Data pubblicazioneNovembre 2009
FormatoLibro - Pag 983 - 14x21
Lo trovi in#Saggi e racconti #Storia contemporanea #Critica sociale

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Edoardo Montolli

Nasce a Milano nel 1973. E’ giornalista freelance esperto di cronaca nera. Ha collaborato con diversi giornali e riviste tra cui Il riformista e Maxim. È noto per le sue inchieste... Leggi di più...


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