Occhi affaticati dallo schermo: mirtillo, luteina e aloe funzionano davvero? Cosa dicono gli studi
La Redazione di Macrolibrarsi
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Una guida trasparente per affrontare l'affaticamento da schermo: quali rimedi naturali sono supportati dalla scienza, i limiti del fai-da-te e quando serve l'oculista
Forse ti è capitato, e più di una volta: bruciore, sensazione di "sabbia negli occhi", vista appannata a fine giornata e mal di testa.
Non sono sintomi casuali, ma le conseguenze delle 8-10 ore passate a fissare un display da vicino. E succede sempre più spesso, perché i momenti della nostra giornata che passiamo davanti a uno schermo, per piacere o per divertimento, sono sempre di più.
Secondo i dati ISTAT relativi al 2025 oltre il 70% della popolazione adulta, se si sommano il lavoro d'ufficio al PC, lo studio, l'uso dello smartphone per svago/social e la televisione serale, trascorre più di 6 ore al giorno davanti a uno schermo. Per certe categorie di lavoratori, la stima può salire facilmente anche a 8-10 ore complessive.
Non stupisce, dunque, che sia sempre più comune soffrire di disturbi della vista.
In questi casi, in genere, si ricorre al fai da te, optando per integratori al mirtillo, colliri all’acido ialuronico o gocce all’Aloe vera.
Ma c’è stanchezza e stanchezza e non sempre è facile capire quando è causata da una esposizione prolungata allo schermo (favorita da una contrazione del muscolo dell'occhio e da ridotta capacità di ammiccamento) e quando, invece, si tratta di secchezza oculare cronica (che è una vera e propria condizione da valutare con il medico).
Il rischio è di trascurare una condizione importante o di peggiorare la funzionalità degli occhi pensando che basti un rimedio fai da te.
In questo articolo vediamo cosa dicono le ricerche scientifiche su mirtillo, luteina, zeaxantina e aloe, così da chiarire cosa può aiutare davvero e cosa invece no. Vedremo inoltre in quali condizioni il fai da te non può sostituirsi alla visita dall’oculista.
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Integratori: cosa confermano le ricerche su luteina e mirtillo

Fra le piante e le sostanze che più vengono utilizzate negli integratori per favorire la funzionalità della vista e contrastare stanchezza e affaticamento ci sono luteina, zeaxantina e mirtillo.
Ma che benefici hanno? Ecco cosa emerge dagli studi e che limiti hanno.
Luteina e zeaxantina
Luteina e zeaxantina sono due pigmenti carotenoidi (in particolare xantofille) che si trovano in molti alimenti a foglia verde, tuorlo d’uovo, mais; il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo e devono quindi essere introdotti con la dieta o tramite integrazione.
Per comprendere il loro ruolo reale per chi passa molte ore davanti a un monitor, è utile incrociare le evidenze storiche con i dati clinici più recenti.
Protezione della retina sul lungo periodo
L'interesse della comunità scientifica verso questi due attivi nasce soprattutto dagli studi clinici AREDS e dal successivo AREDS2 (Age-Related Eye Disease Study) due trial randomizzati condotti negli Stati Uniti su persone con degenerazione maculare legata all’età.
Il primo, che ha coinvolto 4.757 persone tra i 55 e gli 80 anni, ha valutato una formulazione di vitamine C ed E, beta-carotene, zinco e rame. Nel secondo, la formulazione è stata modificata sostituendo il beta-carotene, associato a un maggior rischio di tumore al polmone in fumatori ed ex fumatori, con luteina e zeaxantina.
Nel follow-up a 10 anni, su 3.882 partecipanti, luteina e zeaxantina si sono rivelate una sostituzione appropriata del beta-carotene, con una possibile associazione favorevole alla progressione della forma avanzata della malattia.
Sappiamo, inoltre, da altre ricerche, che luteina e zeaxantina si concentrano in modo selettivo nella macula, la porzione centrale della retina responsabile della visione nitida e dei dettagli, dove svolgono una duplice funzione:
- Filtro biologico per la luce blu: agiscono come “occhiali da sole interni”, assorbendo parte delle lunghezze d’onda ad alta energia.
- Azione antiossidante: neutralizzano i radicali liberi generati dall’esposizione dei tessuti oculari alla luce.
Quindi, in sintesi: nutrono i tessuti retinici “da dentro” e, nelle meta-analisi degli studi di integrazione, è stato osservato un aumento della densità del pigmento maculare. Non è ancora chiaro, però, quanto questo aumento si traduca in un cambiamento concreto della funzione visiva. Non vanno, inoltre, considerati un rimedio immediato: non sono studiati come sollievo rapido per il bruciore o la stanchezza di fine giornata.
Come hanno dimostrato i due trial, possono invece avere un effetto protettivo della retina, contribuendo a proteggere, nel lungo periodo anche la salute e la funzionalità degli occhi.
Per chi passa molte ore davanti a un monitor, la domanda è se questo si traduca in un beneficio concreto: vediamo cosa dicono gli studi.
Affaticamento visivo da schermi e PC
Una ricerca clinica del 2025 ha indagato l'effetto diretto dell'integrazione di luteina e zeaxantina in 70 persone esposte a schermi e monitor per più di 6 ore al giorno.
L'assunzione orale continuativa per 6 mesi ha mostrato benefici misurabili e oggettivi su alcuni parametri:
- Miglioramento del film lacrimale: i test clinici (come il test di Schirmer e il tempo di rottura del film lacrimale, Tear Film Break-Up Time) hanno evidenziato una maggiore idratazione e stabilità della superficie dell'occhio, spesso compromessa dalla riduzione del battito delle palpebre davanti agli schermi.
- Recupero dallo stress luminoso: gli occhi hanno mostrato una migliore capacità di adattamento e recupero dopo l'esposizione a fonti di luce intense (photo-stress recovery time).
Tuttavia, nonostante tali miglioramenti, lo studio ha evidenziato che non sono state riscontrate differenze significative nei punteggi soggettivi di affaticamento e stanchezza percepiti direttamente dai partecipanti.
In altre parole: luteina e zeaxantina lavorano come eccellenti "nutrienti di fondo" per la salute dei tessuti e per la stabilità del film lacrimale, ma non agiscono donando sollievo istantaneo.
Non rilassano la muscolatura dell'occhio contratta dallo sforzo continuo di messa a fuoco e non eliminano la sensazione di pesantezza a fine giornata se non si concedono pause agli occhi.
Astaxantina
L'astaxantina è un carotenoide rosso estratto principalmente dalla microalga Haematococcus pluvialis. A differenza di altri antiossidanti, l'astaxantina ha la capacità di attraversare la barriera emato-retinica e accumularsi nei tessuti oculari.
Cosa dicono le ricerche sugli schermi digitali
Alcuni piccoli trial clinici giapponesi condotti su lavoratori al videoterminale evidenziano che l'assunzione quotidiana di astaxantina (per almeno 4 settimane, anche in combinazione con mirtillo e luteina) svolge un'azione diretta sulla componente muscolare della vista. Può contribuire a migliorare la capacità accomodativa, dato che aumenta l'ampiezza di messa a fuoco dell'occhio, facilitando il passaggio rapido dalla visione da vicino a quella da lontano.
I ricercatori ipotizzano che possa ridurre anche la rigidità del muscolo ciliare: potrebbe infatti contribuire a ridurre l'affaticamento e gli spasmi del muscolo ciliare sottoposto a contrazione prolungata, contribuendo a diminuire la sensazione di pesantezza e la sfocatura di fine giornata. Ma su questo mancano dati certi.

Mirtillo
Fra gli integratori che più spesso vengono consigliati per gli occhi ci sono quelli a base di mirtillo (Vaccinium myrtillus), ma spesso c’è confusione sul tipo di benefici che può apportare.
I frutti sono ricchi di antocianine, un gruppo di polifenoli, e flavonoidi (quercetina, catechine) che favoriscono l’attività antiossidante.
Diversi studi sull'affaticamento visivo da schermo mostrano che l'assunzione continuativa di estratti di mirtillo agisce positivamente sul muscolo ciliare (il piccolo muscolo interno all'occhio che si contrae per mettere a fuoco da vicino), che quando passiamo tante ore al PC tende ad affaticarsi.
Un importante studio clinico condotto in doppio cieco su persone che svolgevano abitualmente lavori al computer ha valutato l'impatto dell'assunzione quotidiana di estratto secco titolato di mirtillo.
I ricercatori hanno misurato in modo oggettivo le micro-oscillazioni e la rigidità del muscolo ciliare prima e dopo le sessioni di lavoro al monitor, rilevando che riduce lo spasmo da sforzo. L’assunzione continuativa di antocianine aiuta infatti a modulare la risposta del muscolo ciliare, riducendone la contrazione involontaria e facilitando il rilassamento visivo.
Inoltre, è stata ipotizzata un’azione favorevole sulla microcircolazione: migliorando l'afflusso di sangue e nutrienti ai micro-vasi retinici e oculari, le antocianine potrebbero sostenere i tessuti sottoposti a stress luminoso continuo. Aiuterebbero quindi anche l'occhio a recuperare più rapidamente la capacità di messa a fuoco, riducendo la percezione di pesantezza serale.
Un successivo studio ha dimostrato anche che l’assunzione per 6 settimane di mirtillo aiuta l'occhio a mantenere una buona messa a fuoco, contrastando la stanchezza e proteggendolo dallo sforzo visivo.
Visione notturna
Generalmente, si dice che il mirtillo aiuti a migliorare la visione notturna. In effetti, i primi studi preliminari, condotti negli anni Novanta, sembravano confermare tali ipotesi.
Successivamente, una review ha analizzato 2 studi esistenti. I ricercatori hanno evidenziato che una dieta integrata con mirtilli non migliorava la visione notturna, ma aiutava i partecipanti a recuperare una visione normale dopo l'esposizione a una luce intensa. Il miglioramento, tuttavia, era minimo e probabilmente non percepibile dalla maggior parte delle persone sane.
Servono dunque ulteriori studi per poter comprendere i benefici dei mirtilli in questo caso.
Scopri la nostra selezione di rimedi naturali per il benessere della vista:
Colliri e gocce oculari: un’analisi trasparente
In caso di stanchezza, secchezza oculare, bruciore e arrossamento che può influire anche sulla vista spesso si ricorre a un collirio o a gocce oculari. Ma quale usare, fra i tanti disponibili in commercio? Anche in questo caso, gli studi possono aiutarci a fare chiarezza.
Aloe vera
Il gel di Aloe vera in gocce oculari sterili e idratanti svolge un'azione lenitiva e rinfrescante sulla superficie dell'occhio irritato, grazie ai suoi principi idratanti naturali.
Un piccolo studio, a cui hanno aderito 20 partecipanti con sindrome dell'occhio secco (una malattia che provoca rossore, bruciore, pizzicore, sensazione di corpo estraneo, prurito e fotofobia), ha messo in evidenza che l’uso di lacrime artificiali contenenti Aloe vera e ipromellosa è riuscito ad alleviare la secchezza oculare.
Può dunque essere considerato un supporto alternativo, tuttavia, in caso di secchezza dovuto a malattie, come l’occhio secco, è sempre meglio chiedere il parere del medico per individuare i rimedi più adatti.
Aloe vera o acido ialuronico?
Anche l’acido ialuronico viene spesso usato come ingrediente naturale per colliri, gocce e film lacrimali; in ambito clinico e oftalmico è usato da ormai 30 anni, per le sue proprietà umettanti e idratanti.
Uno studio ha mostrato che l’uso abituale di gel lacrimale all’acido ialuronico ha una capacità superiore di aumentare la viscosità e la stabilità del film lacrimale rispetto ad altri supporti lacrimali.
Una revisione di 53 studi sulle potenzialità dell’acido ialuronico in caso di sindrome dell'occhio secco ha permesso di mettere in evidenza che l’acido ialuronico si è dimostrato utile nel migliorare i sintomi e i parametri oggettivi della secchezza oculare, come il tempo di rottura del film lacrimale, rispetto al placebo.
E allora cosa è meglio fra acido ialuronico e aloe? Se lo sono chiesti anche i ricercatori che in uno studio randomizzato e in doppio cieco condotto su 80 pazienti hanno confrontato l'efficacia e la tollerabilità di un collirio privo di conservanti a base di acido ialuronico e gel di Aloe vera (0,1%) rispetto a un collirio di solo acido ialuronico (0,1%) in pazienti affetti da sindrome dell'occhio secco da lieve a moderata.
Tutti e due i trattamenti si sono dimostrati efficaci e ben tollerati, ma rispetto al solo acido ialuronico, la formulazione combinata (acido ialuronico + aloe) si è dimostata superiore per:
- stabilità del film lacrimale,
- riduzione dei sintomi (sensazione di corpo estraneo o sabbia negli occhi), e del bruciore,
- maggiore produzione di film lacrimale.
Cosa significa, dunque? L’aloe in gocce oculari sterili potenzia l'azione dell'acido ialuronico, allungando la durata del film lacrimale e riducendo il bruciore di superficie in caso di occhio secco. Tuttavia, l'acido ialuronico rimane la "struttura idratante base", mentre l'aloe agisce come coadiuvante antinfiammatorio e lenitivo.
Un’avvertenza importante: è fondamentale, per la propria sicurezza e salute, non usare mai preparati casalinghi, infusi o gel d'aloe da tubetto (pensati per la pelle) o estratto dalla pianta in casa negli occhi, perchè potrebbero causare infezioni anche molto gravi e altri sintomi, come bruciature o ustioni. Usa sempre prodotti sterili e appositamente formulati per gli occhi e la vista.

Camomilla ed eufrasia
Oltre ad Aloe vera e acido ialuronico, la tradizione fitoterapica utilizza da tempo anche estratti di camomilla (Matricaria chamomilla) ed eufrasia (Euphrasia officinalis). A differenza dell'acido ialuronico (che trattiene l'acqua e ripristina il film lacrimale), gli estratti di queste due piante contengono principi attivi ad azione prevalentemente decongestionante, rinfrescante e lenitiva.
La loro applicazione può aiutare a ridurre l'iperemia (l'arrossamento superficiale della sclera) e la sensazione di calore a fine giornata, intervenendo sulle piccole irritazioni causate da stanchezza visiva, vento, polvere o prolungata esposizione alla luce artificiale degli schermi.
Tuttavia, sull’eufrasia esistono ancora pochi studi relativi ai benefici in caso di affaticamento da schermo.
Attenzione agli impacchi casalinghi
Gli oculisti sconsigliano di applicare sugli occhi garze imbevute di infuso di camomilla fatto in casa.
L'infuso domestico non è sterile e contiene micro-particelle vegetali, polline o residui botanici che possono scatenare reazioni allergiche, irritazioni della cornea o infezioni batteriche.
La camomilla fa parte della famiglia delle Asteraceae: in persone allergiche, in alcuni casi, i lavaggi con tè di camomilla hanno provocato una congiuntivite allergica.
Utilizza esclusivamente gocce e colliri sterili, formulati appositamente per uso oftalmico e privi di conservanti. Controlla inoltre, che il prodotto non contenga piante o parti a cui sei allergico o sensibile.
Scopri la nostra selezione di gocce oculari:
Igiene visiva: le buone abitudini che nessun rimedio può sostituire

La prima soluzione, quando abbiamo un problema, è cercare il rimedio più effciace e potente. Tuttavia, nemmeno il il miglior integratore a base di luteina o il collirio più idratante potranno mai annullare gli effetti di una postura scorretta o di ore passate a fissare lo schermo senza pausa.
La vera difesa contro l’affaticamento visivo si costruisce con piccoli accorgimenti quotidiani mentre si studia o si lavora.
Perché lo schermo "asciuga" e stanca gli occhi?
In condizioni normali, sbattiamo le palpebre circa 15-20 volte al minuto senza che ce ne accorgiamo. Si tratta di un movimento naturale che serve a mantenere idratata e protetta la superficie dell’occhio, con un velo impercettibile di film lacrimale.
Quando ci concentriamo su uno schermo digitale (PC, smartphone o tablet), questo riflesso rallenta sensibilmente: la frequenza con cui sbattiamo le palpebre può diminuire fino a 5-7 volte al minuto. In tal modo, le lacrime evaporano prima del tempo, la superficie dell'occhio si asciuga e possono essere più frequenti disagi come: bruciore, rossore e sensazione di "sabbia negli occhi".
A questo si aggiunge lo sforzo continuo di messa a fuoco: per guardare qualcosa da vicino per ore, il piccolo muscolo all'interno dell'occhio deve rimanere contratto senza poter fare pause. È lo stesso meccanismo che coinvolge un muscolo delle braccia o delle gambe quando teniamo un peso sollevato a lungo.
Seguire alcune buone abitudini è dunque indispensabile per salvaguardare la funzionalità di vista e occhi.
Come sistemare la scrivania e dare tregua agli occhi
- La regola del "20-20-20": è un esercizio di riposo visivo molto semplice. Ogni 20 minuti di lavoro al PC, stacca lo sguardo dallo schermo e fissa un punto lontano (una pianta, una finestra o il fondo della stanza, ad almeno 6 metri di distanza) per 20 secondi. Questo semplice gesto permette al muscolo dell'occhio di rilassarsi all’istante.
- Ricordati di chiudere le palpebre: ogni tanto chiudi le palpebre in modo consapevole per due o tre secondi: aiuta l'occhio a ripristinare il suo idratante naturale.
- Regola la posizione dello schermo e le luci:
- distanza giusta: mantieniti alla distanza di un braccio disteso dallo schermo del PC (circa 50-70 cm),
- altezza degli occhi: posiziona il monitor in modo che il bordo superiore sia all'altezza dei tuoi occhi (o leggermente più in basso). In questo modo lo sguardo andrà lievemente verso il basso e le palpebre copriranno leggermente la pupilla, riducendo l'evaporazione delle lacrime,
- niente riflessi o buio pesto: evita di lavorare al buio con il solo schermo acceso e posiziona il computer in modo da non avere finestre o lampade riflesse sul display.
Quando i rimedi naturali non bastano (e quando serve l'oculista)
L'uso di integratori alimentari e di gocce oculari o colliri lenitivi può essere un supporto per migliorare il comfort quotidiano di chi passa molte ore al computer.
Tuttavia, per prendersi cura dei propri occhi in modo davvero responsabile, è fondamentale riconoscere i limiti dei prodotti da banco e capire quando il problema richiede l'intervento di uno specialista.
Uno degli errori più comuni è pensare che un integratore o un collirio possano far sparire il mal di testa da PC o correggere i problemi di messa a fuoco.
Se la stanchezza visiva compare puntualmente ogni giorno e si accompagna a difficoltà nel leggere da vicino, sfocatura delle lettere o sensazione di dover allontanare lo schermo, è bene rivolgersi a un oculista per verificare la causa.
I segnali di allarme da non sottovalutare
Mentre la "fatica da schermo" generalmente migliora con un po' di riposo e l'uso di gocce idratanti, vi sono alcuni sintomi che non vanno mai trattati con il fai-da-te e che richiedono un controllo medico specialistico:
- Dolore profondo all'occhio: un dolore acuto, pulsante o profondo all'interno dell'orbita richiede una visita specialistica.
- Macchie scure o lampi di luce improvvisi: la comparsa improvvisa di macchie scure galleggianti nel campo visivo (le cosiddette "mosche volanti") o di piccoli bagliori luminosi tipo "flash" richiede una valutazione immediata del fondo oculare.
- Calo improvviso della vista: se la visione diventa improvvisamente opaca, annebbiata o doppia e non torna nitida dopo aver sbattuto le palpebre o aver riposato.
- Arrossamento persistente con secrezioni: un occhio molto rosso, gonfio o accompagnato da secrezioni dense e giallastre può indicare un'infezione batterica o virale (congiuntivite) che richiede specifici colliri o prodotti prescritti dal medico.
- Secchezza severa che non passa: se la sensazione di forte bruciore e sabbia negli occhi persiste nonostante l'uso regolare di gocce idratanti senza conservanti.
Alla comparsa di qualsiasi sintomo anomalo o persistente, la scelta più sicura è sempre quella di prenotare un controllo oculistico.
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