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Compra, fuggi, dimentica

di Maura Cavalcanti 10 mesi fa


Compra, fuggi, dimentica

L’insoddisfazione, la ricerca della felicità, del senso della vita e l’inadeguatezza, ci spingono spesso alla ricerca di una soluzione.

Ci si orienta verso un cambiamento, che per la maggior parte delle volte ricerchiamo al di fuori di noi stessi. Tentiamo di trasformare il nostro ambiente, credendo che così facendo creeremo le condizioni necessarie per poter ribaltare e risolvere i nostri problemi. Iniziamo a spendere, a fare acquisti, pensando che colmando materialmente il nostro vuoto interiore ci sentiremo meglio. Sfuggiamo alle situazioni, viaggiamo, ci trasferiamo, tessiamo nuove amicizie, ci buttiamo tra le braccia di un nuovo amore, cambiamo lavoro, facciamo tutto il possibile per poter scappare dai nostri problemi. A volte addirittura ci serviamo di sostanze per intorpidire la mente e aiutarci a dimenticare.

Ma, naturalmente, torniamo al punto di partenza.

E così il ciclo si ripete. Compriamo, sfuggiamo, dimentichiamo - sempre concentrati sui fattori esterni, pensando che modificandoli potremmo creare circostanze migliori.

Ma perché ipotizziamo falsamente che il cambiamento inizi dall'esterno?

In verità, l'ambiente gioca un ruolo nel cambiare le circostanze, ma non affronta la causa alla radice, il vero problema che sta dietro al perché ci sentiamo così, ovvero, il nostro modo di pensare. Per poter cambiare, dobbiamo spostare l'attenzione dai nostri pensieri ricorrenti e negativi.

Come pensiamo e come ci sentiamo hanno un impatto diretto su come il nostro corpo reagisce, e tutti e tre questi fattori, influenzano il nostro comportamento e le nostre azioni.


Se l’interno va bene, l’esterno andrà a posto a sua volta. La realtà primaria è dentro, la realtà secondaria è fuori.
E. Tolle


E cioè, se vuoi cambiare l'esterno, devi prima cambiare l'interno.

Indice dei contenuti:

Tutto inizia da ciò che pensiamo

Le nostre esperienze di vita nascono dai pensieri sui quali poniamo attivamente la nostra attenzione. 

Siamo dunque ciò che pensiamo. E per comprendere l'essenza di questa affermazione, dobbiamo capire il legame tra pensieri, emozioni e comportamento.

I pensieri, in sé e di per sé, non hanno potere - è solo quando investiamo attivamente la nostra attenzione su di essi che cominciano a sembrare reali. Iniziamo allora a sentire le emozioni che sono relazionate a questi pensieri e produciamo determinate risposte, andando ad influenzare il nostro stato emotivo e determiniamo il nostro modo di agire.

Per esempio, se ci focalizziamo regolarmente su pensieri negativi e di fallimento, condizioneremo le nostre risposte emotive. Inizieremo a perdere la fiducia in noi stessi, a sentirci dei perdenti, a scoraggiarci e anche a deprimerci.

Ma se ci concentriamo su pensieri positivi carichi di buoni propositi ed entusiasmo, come forza, coraggio, amore, gioia, questi aumenteranno la nostra fiducia e innescheranno uno stato emotivo più positivo che si rifletterà poi nel modo in cui il nostro corpo reagirà e sul nostro comportamento.

I pensieri scatenano emozioni e l’emozione carica a sua volta di energia il pensiero iniziale, rafforzandolo, trattenendoci in un ciclo emotivo di pensare e sentire/sentire e pensare senza fine che può davvero direzionare e prendere il controllo sulla nostra vita.

Questo è il modo in cui i nostri pensieri creano la nostra realtà.

È nel modo in cui ci comportiamo e agiamo che definiamo chi siamo. 

Le emozioni sono le reazioni ai pensieri a cui si presta attenzione e che si riflettono sul linguaggio del nostro corpo. Poiché le emozioni e le reazioni del corpo sono innescate dai pensieri a cui si presta attenzione, possiamo dire che i nostri pensieri creano le nostre esperienze e, quindi, che noi sperimentiamo ciò che pensiamo. Ciò significa che tutti i problemi che incontriamo non sono altro che un problema di pensiero.

Il "vero problema" dunque, è il modo in cui pensiamo al nostro problema.


Non siamo la nostra situazione. 
Siamo ciò che pensiamo.


Il problema non è di per sé il proprio fallimento. Il problema è come lo percepiamo. Sta nel modo in cui ci pensiamo, nella nostra interpretazione.

I nostri problemi non sono altro che le nostre reazioni emotive e corporee ai nostri pensieri sul problema.

Quindi, se possiamo osservare e cambiare la nostra attenzione o percezione, possiamo cambiare la reazione emotiva, che poi cambia la reazione corporea, che alla fine trasforma il modo in cui agiamo e sperimentiamo la nostra realtà.

Ed è proprio per questo che il vero cambiamento inizia dall'interno e non dall'esterno.

Spendiamo tutto il nostro tempo e il nostro denaro e le nostre energie cercando di cambiare la nostra esperienza all'esterno, senza renderci conto che il tutto viene proiettato dall'interno verso l'esterno.
Michael Neill

Come cambiare i nostri pensieri

Ma perché è così difficile far sì che il cambiamento avvenga? Il problema sta nel fatto che abbiamo ripetuto così tante volte quegli schemi di pensiero che ora si sono radicati in noi.

I nostri schemi di pensiero hanno rafforzato le nostre convinzioni, e le nostre convinzioni sono arrivate a definire chi siamo e la realtà che sperimentiamo.

La psicologa Amy Morin spiega che "Una volta che si trae una conclusione su sé stessi, è probabile che si facciano due cose: cercare le prove che rafforzano il proprio credo e non considerare tutto ciò che è contrario al proprio credo".

Se sviluppi la convinzione di essere un fallimento, se ti identifichi nel fallimento, vedrai ogni errore che commetterai come una prova per affermare che sei, in effetti, un fallimento. E quando avrai successo in qualcosa, lo accrediterai alla fortuna. Ed è così che i nostri pensieri creano la nostra realtà.

Mentre continuiamo a pensare di essere un fallimento, continuiamo a sentire e ad agire in un modo da riaffermare il nostro credo.


Per cambiare e creare una nuova realtà, dobbiamo creare nuovi modelli mentali.


Mentre ci impegniamo ripetutamente nelle stesse sequenze di pensare, sentire, fare, questi schemi si codificano come un progetto nel nostro subconscio.

La nostra mente subconscia automatizza la nostra vita. Il che significa se non siamo consapevoli dei nostri schemi di pensiero, e che continueremo a vivere seguendo gli stessi copioni comportamentali preconsci, ripetendo quindi le solite esperienze.

Carl Jung: "Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

Buddha: “Tutto ciò che siamo nasce dai nostri pensieri, noi creiamo il nostro mondo”.

La prossima volta che proverai un'emozione forte, porta la tua consapevolezza ad essa facendo una pausa e chiediti:

"Cosa sta succedendo nella mia mente in questo momento? Perché mi sento così? Perché sono arrabbiato? Perché mi sento giù? Sono io o è il mio programma subconscio che mi sta facendo reagire così?"

Questo è un pensiero ricorrente che vuole farmi reagire ed agire nello stesso identico modo! - Riconoscilo e fermalo!

Questo può aiutarti a capire perché sentiamo quello che sentiamo e ti riporta alla causa ed alla radice di questi sentimenti e cioè i pensieri a cui abbiamo prestato la nostra attenzione per la prima volta.

Come spiega Michael Neill, autore e formatore della Programmazione Neurolinguistica: "Non sono i pensieri che ti passano per la testa che hanno un impatto sulla tua vita; è quello di cui ti impossessi e a cui pensi tutto il giorno. Una volta che accettiamo di dare la nostra attenzione a un pensiero, esso diventa sempre più reale per noi e nel tempo e ha sempre più potere sulla nostra vita".

Questo modello di pensiero crea un circuito mentale nel nostro cervello e, mentre lo ripetiamo, diventa un modello comportamentale subconscio che funziona sull'automazione.

Questo è il modo in cui i pensieri danno forma alla realtà. Questo è il motivo per cui siamo ciò che pensiamo. Ed è per questo che tutte le grandi menti, i pensatori e anche la neuroscienza sono d'accordo:


Viviamo in un mondo di pensiero.


I nostri pensieri creano le nostre esperienze, e così, noi sperimentiamo ciò che pensiamo.

La qualità dei nostri pensieri crea la qualità della nostra vita.

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