Un vademecum per un’esistenza felice. Un’esortazione ad abbandonarsi alla saggezza della natura, allo scorrere del tempo, ai piccoli, eroici, gesti di ogni giorno.
Perché la vita quotidiana, spesso, non è meno epica di una spedizione tra i ghiacci eterni e gli orsi bianchi.
Erling Kagge è stato il primo uomo nella storia a raggiungere tutti i poli della Terra a piedi: il Nord, il Sud e la cima dell’Everest. Eppure, sostiene, la sua impresa più grande resta la crescita dei suoi bambini.
Tutto quello che non ho imparato a scuola riunisce la saggezza e la competenza acquisite durante le sue esplorazioni in un’opera che è al contempo racconto filosofico, diario di viaggio e riflessione sul nostro mondo.
In sedici lezioni meditative ma anche pratiche – dalla coltivazione di una visione ottimistica alla contemplazione dei benefici della solitudine – Kagge ci rivela ciò che la sopravvivenza nelle condizioni più estreme può insegnare sul significato della vita.
E ci ricorda, muovendosi tra letteratura, storia dell’arte e cultura pop, come i limiti che crediamo di avere siano spesso dei finti ostacoli.
Dalla quarta di copertina
Ascoltare il respiro della terra, la sua voce impetuosa. Sentirsi vento, pioggia, sole. Sentirsi fango. Riconnettersi al pianeta. E finalmente fermarsi a contemplare la nostra anima, nuda.
Più ci chiudiamo tra quattro mura, più diventiamo irrequieti, infelici. Preda di insicurezze e solitudini, e della depressione. I nostri occhi, la nostra pelle, il nostro cervello non sono fatti per stare davanti a uno schermo.
Abbiamo bisogno di boschi, montagne e orizzonti; della spossatezza fisica che si prova dopo un'attività all'aria aperta. Abbiamo bisogno di ritrovare l'armonia con gli elementi. E non è necessario raggiungere a piedi il Polo Nord o scalare l'Everest, come ha fatto Kagge.
L'importante è mettersi in cammino, al proprio ritmo, verso quell'inesauribile fonte di rigenerazione che è la natura.
Dicono del libro
«In tempi di conformismo imperante, capillare, tecnologico, è fondamentale che scrittori come Erling Kagge continuino a esistere».
Paolo Cognetti
«Kagge è un avventuriero filosofico. Ma anche un filosofo avventuroso».
The New York Times
«Erling Kagge sa come incantarci, intrattenerci e consolarci».
Alain de Botton
«Kagge è un eroe moderno capace di andare oltre i limiti dell'esplorazione umana».
The Times