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Paradisi Infernali — Libro

Quello che le guide non raccontano

Flavio Bacchetta



(1 recensioni 1 recensioni)


Prezzo: € 22,00


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Descrizione

Un libro che racconta ciò che le guide Turistiche non ci mostrano.

Spiagge bianche e soffici come borotalco, mare turchese, santuari naturali inviolati, e nativi con il sorriso perpetuo a 360°. Questo è il quadretto che il turista tiene esposto nella sua bacheca mentale, in vista del viaggio che darà linfa ai suoi ricordi e al suo profilo social.

La cartolina Africa - Caraibi - Centro Sud America, continua ad attrarre l’occidentale medio che vede nei suoi colori sfavillanti una via d’uscita dalla propria noiosa routine. Se ciò va bene per una vacanza, le aspettative cambiano radicalmente per chi decide di trasferirsi da queste parti e intraprendere un nuovo percorso di vita.

Sovente, a un sano entusiasmo iniziale, subentrano supponenza ed egocentrismo, che inducono molti a prendere abbagli madornali. O meglio, lucciole per lanterne.

Il proverbio creolo "Fowl caca white an tink e lay egg - Il pollo defeca bianco, e crede di deporre uova.” calza a costoro come un guanto.

Poiché dietro l’immagine oleografica di un mondo sorridente, dai ritmi lenti e privi di stress, vige la cruda realtà di una società violenta, dove la forbice dell’ineguaglianza ha accentuato negli ultimi dieci anni il divario tra ricchi e poveri, causando un aumento generalizzato di delinquenza ed emarginazione.

Investimenti stranieri e turismo all-inclusive hanno avuto il merito di creare un ceto medio relativamente agiato, a scapito però di una forza lavoro in stato cronico di precarietà e indigenza. Il minimum wage (salario minimo) raramente si schioda da 50 euro a settimana - nell’Africa subsahariana ovviamente si dimezza - a fronte di un carovita perennemente in ascesa.

Ragion per cui, molti preferiscono saltare il fosso della legalità. E il crimine prospera, dando corso a un’ economia sommersa che si ricicla talvolta in attività lecite.

Secoli di schiavitù e colonialismo hanno prodotto un assetto sociale basato sul colore della pelle: non è un caso che il ceto benestante abbia spesso la carnagione più chiara, e possieda un titolo di studio superiore. I suoi membri formano la classe dirigente e ne decidono la gerarchia dei quadri, che sono occupati a livello intermedio dalla borghesia nata nel Nuovo Millennio, in prevalenza meticcia o mulatta, addetta al controllo della manodopera, perlopiù nera.

È quindi inevitabile che conflitti sociali e razziali coincidano.

  • Documentato con foto a colori di una realtà vissuta.

Africa

  • A come Africa, niente di nuovo sotto il sole nero (1991)

Belize

  • Belize, razzismo a macchia di giaguaro (2003)

Bolivia

  • Bolivia, socialismo d’alta quota (2017)
  • Bolivia, la questione mineraria (2018)

Brasile

  • Canto degli excluidos
  • Manaus, spina nel fianco dell’Amazzonia (2012)
  • Pataxó, gli ultimi dei Mohicani (gennaio 2013)
  • Maceió, miseria e nobiltà (giugno 2013)
  • Salvador, la melanina del Brasile (febbraio 2014)
  • Brasile coperto di fango (2015 - 2018)

Cuba

  • Cuba, un percorso molto “particular” (2018)

Ecuador

  • Ecuador, cattedra ecuadoriana - lezioni di sisma (2016)
  • Ecuador, sconfinamenti colombiani (2018)

Giamaica

  • Giamaica, un Cuore Reggae (1965 - 2018)
  • Io & Rita, il lato oscuro del Mito Marley (2002)
  • Giamaica, conquistadores New Millennium (2016)
  • Giamaica, Americhe calibro 9 (2018)
EditoreBacchetta Flavio
Data pubblicazioneNovembre 2018
FormatoLibro - Pag 167 - 22x22 cm
IllustrazioniFoto a colori
EAN9791220038348
Lo trovi inLibri: #Attualità #Appunti di Viaggio
MCR-NR 165573

Approfondimenti Speciali

RECENSIONE

Quello che le guide non raccontano.

Il sottotitolo del libro di Flavio Bacchetta indica da subito l’approccio con cui l’autore vi accompagnerà nelle testimonianze dei suoi viaggi. Li mette in ordine alfabetico, ma si capisce subito una passione per le molte facce dell’America Latina.

Si comincia dall’A di Africa per passare poi a Belize, Bolivia, Brasile (con ben sei capitoli dedicati), Cuba, Ecuador e Giamaica. Quest’ultimo è il paese di residenza e sulla Giamaica Flavio Bacchetta ci ha già regalato due corrispondenze che abbiamo ospitato sul nostro giornale.

Le immagini, spesso mozzafiato, che offrono le guide e i depliant turistici nascondono molto. 

“Dietro l’immagine olografica di un mondo sorridente, dai ritmi lenti e privi di stress, vige la cruda realtà di una società violenta, dove la forbice della disuguaglianza ha accentuato negli ultimi dieci anni il divario tra ricchi e poveri, causando un aumento generalizzato di delinquenza ed emarginazione” scrive l’autore nella prefazione.

Flavio Bacchetta non vuole rovinare le vacanze a nessuno né titillare facili, e facilmente evaporabili, sensi di colpa. Nell’epoca in cui la crociera ai Caraibi è diventata low cost ed accessibile anche alle classi medie e medio-basse, appare difficile insidiare i piccoli sogni di piccole borghesie che ambiscono a sentirsi parte e non esclusi del paradiso in terra. Del resto i viaggi organizzati fanno di tutto per tenere i turisti al riparo dalle realtà piuttosto ruvide, distanti magari solo poche centinaia di metri dalle residenze riservate ai traveller detailer.

Se Voltaire chiedeva ai suoi interlocutori di altri paesi “non parlarmi degli archi, parlami delle tue prigioni”, Flavio Bacchetta ti mette ad esempio di fronte al razzismo a macchia di leopardo di un paradiso come il Belize.

Ma, come dicevamo, è sul Brasile e sulla Giamaica che l’autore concentra di più la sua descrizione critica. Si capisce che in questi due paesi ha vissuto e ne è rimasto affascinato. Come in un libro di Jorge Amado comincia con Manaus – spina nell’Amazzonia – e arriva, passando per Pataxo e Maceiò, a Salvador, la melanina del Brasile, un paese-continente “pieno di fango”.

Il fango, quasi 50 milioni di metri cubi, sono quelli riversati nel Rio Doce dal crollo della diga di Marina (stato del Minas Gerais) nel 2015. Ed è il Brasile che ha visto prevalere la destra in elezioni in odore di truffa (vedi l’arbitrario arresto di Lula candidato presidenziale dato come vincente, ndr) ma in elezioni in cui, secondo Joan Motta, “non è la destra che ha vinto, ma la sinistra che si è persa”.

Infine la Giamaica. La bellissima e violentissima Giamaica. “Brasile e Giamaica condividono un lungo sentiero di sangue, quello costellato dai feroci scontri tra gang criminali e forze dell’ordine”. Quella delle gang rasta ma anche degli squadroni della morte da parte della polizia. Una storia lunga venuta fuori solo recentemente. Una Giamaica in cui il mito del reggae si è andato esaurendo. Ad essa sono dedicati quattro capitoli tutti da leggere.

Il capitolo sulla C di Cuba non fa sconti sulle conseguenze sociali delle aperture al mercato e all’iniziativa private nell’economia dell’isola. Ci si legge quello è scritto anche altrove – e non solo nelle guide turistiche più articolate – c’è solo più attenzione alle contromisure adottate dalle autorità per “gestire” la nuova situazione piuttosto che farsene travolgere. E non è un dettaglio.

Dall’elenco dei paradisi infernali che le guide turistiche non raccontano manca la V. Non c’è il Venezuela. A questo Flavio Bacchetta dedica solo un passaggio in un capitolo dedicato alla Bolivia, per affermare una tesi che però non condividiamo, ossia che il processo bolivariano sia finito con la morte di Chavez.

Se così fosse gli Usa non si dannerebbero tanto per rovesciare l’attuale governo del Venezuela anzi. La dimostrazione pratica viene dal vicino Ecuador dove l’aperto tradimento della rivoluzione ciudadana da parte di Lenin Moreno ha aperto le strade per Washington. E poi i processi storici, anche quelli rivoluzionari, non cessano solo per un cambio di guida alla presidenza, tanto più se sono stati processi passati per la via elettorale e non quella insurrezionale che in qualche modo “regola i conti” con il nemico più rapidamente e più direttamente.

La borghesia venezuelana non è fuggita a Miami ma è rimasta nel paese e cerca con ogni mezzo di riprendersi i privilegi perduti. Di contro chi attraverso il chiavismo è uscito materialmente dalla miseria e dall’esclusione non è disposto a tornare indietro. Uno scontro violentissimo tra interessi di classe antagonisti che diventa inevitabile.

Il libro, del tutto autoprodotto, è arricchito da bellissime fotografie, alcune dello stesso autore. Alcune le abbiamo utilizzate per questo articolo.

di Rino Condemi - Il Contropiano

Flavio Bacchetta inizia a viaggiare nel 1990 attraverso l’Oriente, l’Africa e i Caraibi. Si trasferisce in Giamaica, dopo aver vissuto a Cuba durante el periodo especial. Nel frattempo, vende i suoi scatti a varie testate italiane, tra cui L’Espresso, l’Europeo, il... Leggi di più...


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Floyd Wand

Paradisi Infernali

Un'opera incentrata sui diari di viaggio e i reportage dell'autore lungo sette nazioni appartenenti ai Caraibi e all'America Latina. Preceduti da un'introduzione dedicata all'Africa. Uno stile crudo e sarcastico, a cavallo di errori ed orrori di un sistema post-schiavista che ancora affligge popoli inquadrati nella cartolina dei viaggi-vacanza. Una tecnica di scrittura che si avvale di un carattere inedito, associato ad immagini fin troppo eloquenti.

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