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La Nuova Geografia del Lavoro - Libro

Enrico Moretti


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Descrizione


Negli Stati Uniti l'economia postindustriale, basata sul sapere e sull'innovazione, sta cambiando profondamente il mercato del lavoro, creando enormi disparità geografiche.

Per alcune regioni e città, infatti, la globalizzazione e la diffusione di nuove tecnologie vogliono dire aumenti nella domanda di lavoro, più produttività, più occupazione e redditi più alti. Per altre, chiusura di fabbriche, disoccupazione e salari sempre più bassi.

Di questa «nuova geografia del lavoro» che sta investendo anche l'Europa Enrico Moretti traccia una mappa dettagliata e scopre che ogni posto di lavoro creato in centri di eccellenza dell'innovazione ne genera almeno cinque in altri settori produttivi, e tutti retribuiti meglio che altrove.

In questo nuovo scenario l'Italia rischia di diventare un insieme di città e distretti industriali in declino, come dimostra la scomparsa di due industrie chiave, quella del computer e quella farmaceutica.

Capire, quindi, perché le differenze economiche tra città e regioni, anziché diminuire continuano ad aumentare, e perché le imprese e i lavoratori più creativi si siano concentrati in determinati luoghi e non in altri, è di vitale importanza per decifrare e orientare il futuro della nostra economia.

Tratto dal primo capitolo....

Ogni anno in India e in Cina milioni di contadini lasciano i loro villaggi per andare a lavorare in una delle sempre più numerose fabbriche di qualche centro urbano in frenetica espansione. I cittadini europei e americani non possono che stare a guardare, con un mix di timore e inquietudine, i milioni di posti di lavoro creati in quelle fabbriche, l’incessante flusso di prodotti che ne escono e il notevole incremento del tenore di vita che deriva da tutto questo.

Forse gli europei e gli americani l’hanno dimenticato, ma non molto tempo fa accadeva a loro: la transizione da società a basso reddito a società della classe media è avvenuta sfruttando proprio lo stesso propulsore, ovvero il lavoro legato alla produzione industriale di beni. Sotto molti aspetti, alla fine della Seconda guerra mondiale la famiglia media americana era da considerarsi povera.

Nel 1946 la mortalità infantile era molto elevata. Salari e consumi erano modesti.

Gli elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici e si - mili) erano rarità. Per la maggioranza delle persone acquista- re un paio di scarpe nuove era un avvenimento.

Solo il 2% delle famiglie possedeva un televisore. Nei tre decenni successivi, però, la società americana conobbe uno dei più impressionanti sviluppi economici della storia.

Salari e redditi lievitarono a ritmo straordinario. i consumi, in ogni classe sociale, esplosero. In quasi tutto il paese si diffuse un fino allora sconosciuto senso di benessere e di ottimismo......

EditoreOscar Mondadori
Data pubblicazioneMarzo 2013
FormatoLibro - Pag 276 - 12,5 x 19,5 cm
Nuova RistampaAprile 2017
Lo trovi in#Crollo economico #Attualità #Globalizzazione

Enrico Moretti è docente di economia all'Università della California a Berkeley, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui, nel 2006, lo Young Labor Economist Award dall'istituto di ricerca tedesco Iza e, nel 2008, la medaglia Carlo Alberto, premio assegnato ogni anno a un... Leggi di più...

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