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La Cultura della Controcultura - Libro

Alan Watts




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Descrizione


I movimenti identificati come «controcultura» sono antichi quanto le società stesse. Si presentano come opposizione, ma offrono un apporto importante al pensiero, all’arte e alla scienza, e contribuiscono al progresso della società.

Questo libro colloca la controcultura americana (ed europea) in una contesto culturale molto ampio, descrivendone i legami con tradizioni filosofiche e spirituali, quali l’induismo, il taoismo, il buddismo e lo sciamanesimo delle tribù asiatiche e americane.

Il tema conduttore è l’esperienza che l’uomo fa di se stesso e del mondo. Alla visione egocentrica e miope della cultura dominante in Occidente, Alan Watts contrappone una visione globale e armonica del tutto e di noi stessi.

In un linguaggio piacevole e accessibile, Watts prende in esame le cosmologie orientali, l’esperienza mistica, lo sciamanesimo e la psichedelia, e ci introduce a quelle «realtà» universali, transnazionali e transculturali (quali, ad esempio, l’unità di tutto ciò che esiste, il carattere armonico e spontaneo della natura ecc.) che hanno informato di sé la controcultura degli anni ‘60.

Introduzione

1. Misticismo e morale
2. Sull'essere Dio
3. Cos'è la realtà?
4. Dal tempo all'eternità
5. L'odore di mandorle bruciate
6. Filosofia della Natura

EditoreLindau
Data pubblicazioneOttobre 2016
FormatoLibro - Pag 128 - 14 x 21 cm
Lo trovi in#Filosofia

Misticismo e Morale

Nell'utilizzare la parola «misticismo» mi riferisco a un tipo di esperienza - uno stato di coscienza, si potrebbe dire -che sembra tanto diffuso nella specie umana quanto il morbillo. È un qualcosa che semplicemente accade. E non si sa perché. Per provocare questa esperienza vengono impiegate molte tecniche differenti che, in grado maggiore o minore, possono risultare efficaci. La si potrebbe descrivere prendendo in esame i tanti aspetti che la caratterizzano, spesso abbastanza differenti tra loro, ma credo che tutti questi possano essere ricondotti a pochi elementi fondamentali.

Solitamente, l'individuo si percepisce come separato dal mondo e in conflitto con esso, che sente come estraneo, come altro rispetto al proprio sé. Nell'esperienza mistica, questo individuo separato scopre di condividere la stessa natura e di essere sostanzialmente identico al mondo che lo circonda. In altre parole, smette di colpo di sentirsi come uno straniero nel mondo e inizia a percepire quest'ultimo come parte del proprio corpo.

La seconda caratteristica dello stato mistico è ancora piìi difficile da integrare nel sistema della nostra intelligenza pratica ordinaria. Si tratta della sensazione travolgente che tutto ciò che accade - tutto ciò che è mai stato fatto da me o da qualsiasi altra persona - forma parte di un disegno armonico in cui non esiste possibilità di errore.

Non sto parlando di filosofia; non sto descrivendo un intento di razionalizzazione o un qualche tipo di teoria escogitato da qualcuno per dare un senso al mondo e rendere la vita sulla terra accettabile. Mi sto riferendo, piuttosto, a un'esperienza bizzarra e imprevedibile che d'improvviso colpisce l'individuo - un'esperienza in cui si ha la sensazione dell'armonia totale di ciò che esiste.

Sono consapevole che queste parole - l'armonia di tutto ciò che esiste - comportano un certo sentimentalismo ottimistico. Esistono molte religioni al giorno d'oggi che cercano di inculcare nella gente l'idea che tutto è un'unità armoniosa. Vogliono diffondere, in altre parole, la credenza che fra tutte le cose regni l'armonia.

Dal mio punto di vista, questo è un tipo di pseudo-misticismo. Equivale a volere che la coda scodinzoli il cane o che l'effetto produca la causa: la sensazione dell'autentica armonia del tutto non può mai essere raggiunta sforzandosi di credere che tutto sia in armonia. Quando lo facciamo -quando diciamo a noi stessi: «Tutto è luce, tutto è Dio, tutto è bello» - stiamo implicitamente affermando il contrario, perché non lo diremmo se sapessimo che è così.

Pertanto, non riusciamo a fare esperienza dell'armonia universale quando la ricerchiamo, quando la desideriamo per sottrarci al nostro modo abituale di sentire o per compensarlo. Salta fuori all'improvviso, e quando lo fa è enormemente convincente. È il fondamento di gran parte delle intuizioni più profonde dell'umanità, a livello filosofico, mistico, metafisico e religioso.

Colui che ha fatto questa esperienza non può trattenersi dal descriverla e comunicarla a tutti. E, ahimè, finisce col diventare fondatore di una religione, perché tutti lo vedono e dicono: «Guardate quell'uomo, quanto è felice, quanta convinzione dimostra! Quanta sicurezza in tutto ciò che fa: sembra non nutrire mai alcun dubbio».

Questo è l'aspetto meraviglioso di un grande essere umano. Egli è simile a un animale o a un fiore. Quando un bocciolo si apre non ha esitazioni o tentennamenti. Al contrario, una giovane dorma che debutta in società ha parecchi dubbi in testa e teme di non essere all'altezza. Per questo motivo, alla sua prima uscita risulterà goffa. Ma quando l'uccello canta, quando l'uovo si rompe o il bocciolo si schiude, non vi sono dubbi o incertezze. Avviene e basta.

Allo stesso modo, quando un individuo vive un'autentica esperienza mistica, è qualcosa che avviene e basta. Questo individuo sentirà il bisogno di comunicare agli altri l'esperienza fatta. Percepirà la terribile serietà delle persone che lo circondano, che si muovono come se avessero un problema, come se l'atto stesso di vivere fosse estremamente difficile. Dal suo punto di vista - da quello di colui che ha vissuto l'esperienza mistica - si comportano in modo strano: non si rendono conto che non c'è assolutamente nessun problema.

Il mistico ha capito che il significato di essere vivi risiede semplicemente nell'essere vivi. È come osservare il colore dei capelli di una persona, o il taglio delle sopracciglia: li si osserva per quello che sono e basta. Allo stesso modo, noi siamo qui per un solo motivo: per essere. È un fatto semplice, ovvio, evidente. Eppure, tutti corrono da tutte le parti, in preda al panico, cercando costantemente di raggiungere qualcosa al di là di sé stessi. E l'aspetto più divertente è che nessuno sa esattamente cosa sta cercando, ma tutti cercano come forsennati.

Alan Watts

Alan Watts (1915-1973) è stato un celebre autore, filosofo e docente americano. Durante gli anni ‘60 ha tenuto numerosi seminari e lezioni sulle culture orientali in tutti gli Stati Uniti, riscuotendo sempre grandissimo successo. Grande studioso di psicologia e psicanalisi, nel corso... Leggi di più...

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