Genitore e figlio: una relazione per sempre
Sono diventato padre quattro volte: non è un record, ma posso dire a gran voce che ho maturato una certa esperienza sul campo.
Eppure, ogni volta che sono diventato padre, per me è stata sempre una prima volta. La gioia che ho provato davanti al mio primogenito si è ripresentata, immodificata e potentissima, anche in occasione della nascita degli altri tre. Ho ancora in mente, come in una sequenza cinematografica, il primo istante in cui ho avuto tra le mani i miei bambini, l'emozione incredibile che mi ha travolto quando ho osservato il loro volto piccolo e un po' rugoso, tutto coperto di liquido amniotico, rosso, quasi bluastro dopo il primo grande sforzo della vita: il respiro iniziale.
A pensarci bene, il primo istante della vita dei miei figli è stato anche il primo istante della mia vita di papà, al loro fianco.
È proprio vero che, quando nasce un bambino, nascono due nuove persone: un uomo e una donna diventano madre e padre. In realtà, lo sono diventati già nove mesi prima, la loro mente ha cominciato a pensare, immaginare e fantasticare quel bambino che ora gli si palesa davanti in modo concreto: ma è proprio poterlo stringere, poterlo toccare e guardare negli occhi che dà inizio alla relazione genitore-figlio in modo definitivo. Essere lì con il nostro neonato tra le braccia ci rende definitivamente i suoi genitori, protagonisti di una relazione che durerà per sempre.
Gli amori possono finire, gli amici possono cambiare direzione: un figlio è invece per sempre nostro figlio, e noi saremo per sempre il suo papà e la sua mamma.
Per tutto l'arco della nostra esistenza costruiamo con lui la relazione più speciale che esista, la dimensione più creativa in cui un uomo e una donna possano trovarsi coinvolti. Creativa perché unica, diversa da tutte le altre, così intensa da obbligare la coppia genitoriale a generare un nuovo equilibrio relazionale e un nuovo modo di stare insieme all'interno del proprio nucleo familiare. Uomo e donna, infatti, devono affrontare il passaggio da due a tre, rinunciando in parte alle sicurezze e alle abitudini che hanno contraddistinto il loro percorso di vita fino a quel momento, aprendosi alle innovazioni e ai cambiamenti che dovranno integrare nel nuovo cammino che segue la nascita del loro bebé.
Far crescere un figlio significa permettergli di diventare chi è realmente, accompagnarlo lungo un sentiero che gli consenta di realizzare il proprio progetto di vita, di conoscersi e comprendersi a fondo così da trasformare il proprio potenziale in risorsa per la sua esistenza e per coloro che gli stanno accanto.