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Italia Usa e Getta — Libro

I nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari

Gianni Lannes


Remainder

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Descrizione

"Ogni frase, ogni elemento di questo libro è fondato anche su documenti classificati e riservati, senza tesi precostituite: solo così ha la sua efficacia. Senza illazioni ed imprecisioni. Ricostruire il come di ogni falsità e di ogni segreto, e dimostrarlo".
Gianni Lannes

I nostri mari sono stati usati come discarica di ordigni nucleari dello zio Sam, e mai bonificati.

Nella Penisola albergano centinaia di potenti ordigni (bombe, missili, mine) nucleari di proprietà degli Stati Uniti d'America. In caso di incidente, sabotaggio, bombardamento o altro, per l'Italia sarebbe la fine.

Nei mari del giardino d'Europa transitano, attraccano, sostano e giocano alla guerra unità a propulsione ed armamento nucleare.

L'Adriatico e il Tirreno sono stati trasformati segretamente dalle Forze Armate anglo-americane, in discariche di armi vietate dalle Convenzioni internazionali di Ginevra e di Parigi. In base ai resoconti dell'Alleanza atlantica, le stime istituzionali fanno riferimento a circa un milione di bombe eterogenee caricate con aggressivi chimici e nucleari.

Le radiazioni sono invisibili, ma tutti gli esseri viventi in natura ne risentono,
l'organismo umano si ammala e muore.

Abbiamo il diritto di sapere cosa stanno facendo alla flora e alla fauna,quali implicazioni ha tutto questo sulla catena alimentare e i delicati equilibri ecologici dei nostri mari.
Le conseguenze potrebbero essere drammaticamente irreversibili.

Indice

Introduzione

1 Stivale atomico 
2 Mediterraneo esplosivo
3 Nucleare tricolore 
4 Radiazioni belliche
5 Eldorado di guerra

Note

Mediterraneo esplosivo 

Fukushima? 
Peggio.

 Di Chernobyl galleggianti ne abbiamo almeno sei o sette, in navigazione nei mari italiani, e sovente effettuano soste urbane addirittura in dodici città. Ecco il giro dello Stivale: Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellamare di Stabia, Gaeta, Livorno, Napoli, La Maddalena, Taranto, Trieste, Venezia e La Spezia.

Non è uno scherzo. Immaginate una mezza dozzina e passa di centrali nucleari di vecchia generazione (modello Three Mile Island o Chernobyl) che, senza controllo ambientale, vanno a spasso per il Mediterraneo e di tanto in tanto approdano nei porti della Penisola; poi ipotizzate che queste centrali nucleari siano in continuo movimento, cariche di missili a testata atomica.

Non è fantascienza, accade realmente.

Secondo Greenpeace,

«da 8 a 22 reattori, a bordo di sottomarini e portaerei delle flotte militari di USA, Francia e Gran Bretagna, percorrono ogni giorno il Mediterraneo alla ricerca di nemici ormai immaginari, visitando periodicamente i porti italiani. Il rischio di incidenti al reattore in mare è elevatissimo»

Battono i mari d’Italia, attraversando i corridoi marittimi più trafficati come lo stretto di Messina e le Bocche di Bonifacio, senza disdegnare il Golfo di Venezia o quello di Trieste, incrociando petroliere, gasiere e navi con carichi pericolosi di natura chimica. Per le loro soste, scelgono le popolatissime baie ai piedi di due vulcani, l’Etna e il Vesuvio, accanto a depositi di carburante e munizioni, raffinerie e industrie a rischio di incidente rilevante (almeno in base alle Direttive Seveso).

Per continuare a leggere, clicca qui: > Mediterraneo esplosivo

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Marca Arianna Editrice
Collana Un'Altra Storia
Data pubblicazione Giugno 2014
Formato Libro - Pag 96 - 17x24
ISBN 8865880694
EAN 9788865880692
Lo trovi in Libreria: #Eventi da non dimenticare #Critica sociale
MCR-NR 80221

Gianni Lannes, dal 1987 svolge in Italia e all’estero il mestiere di giornalista e fotografo freelance. Ha lavorato nei settimanali “Avvenimenti”, “L’Espresso”, “Panorama”, “Famiglia Cristiana”, “Io Donna”, “D –... Leggi di più...

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