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In Riva all'Acqua - 2 Volumi - Libro

Luo Guanzhong, Shi Nai'an




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Descrizione


Un romanzo che parla della Cina, che attraversa i secoli e appassiona per le storie che sembrano non avere tempo!

Per questo romanzo degli editori inventarono il tema e arruolarono scrittori per sceneggiarlo; misero all'opera abilità letterarie che andavano dall'ottimo al mediocre, e sfornarono diverse versioni, alcune con molti episodi corti, altre con un minor numero di episodi ma più lunghi.

Il tema era questo: la Cina è governata da funzionari incapaci e corrotti, perciò ai bravi cinesi non resta che darsi al brigantaggio. Nel rifugio in riva alle paludi dei Monti Liang si raccoglie una tale banda di fuorilegge scatenati che l'Imperatore non riesce a sconfiggere, ed è costretto ad affidarle la sicurezza del Paese. I briganti così diventano "giubbe rosse" governative, in funzione antisommossa e antinvasione, e svolgono con successo missioni a piacere.

L'ultimo a mettere le mani nella gestazione del romanzo fu un genio letterario, anziché mercantile: Jin Shengtan di Suzhou. Riscrisse la prima parte del libro (più di metà) che narra le vicende personali dei briganti raccolti nelle paludi, e ne fece un vivissimo quadro della Cina degli uomini. Smantellò l'esercizio commerciale, tagliando il resto con l'accetta.

Lo Shuihu, In Riva all'Acqua prese l'aspetto di un gran torso di romanzo incompiuto, ma ospite naturale dell'area alta della narrativa mondiale.

Del resto le circostanze non davano scelta: da un giorno all'altro, le avventure da giubbe rosse erano divenute un giocattolo rotto di pessimo gusto. Nel 1644, mentre Jin pubblicava la sua versione accorciata, un'enorme banda di briganti veri s'impadronì di Pechino e costrinse al suicidio l'ultimo imperatore Ming. Sopraggiunsero i Manciù, si sbarazzarono dei briganti, occuparono il trono vacante e se lo tennero fino al 1912, quando l'impero si dissolse.

La cura dimagrante giovò al futuro del libro. Da quel momento lo Shuihu, In Riva all'Acqua s'identificò con la versione di Jin.

Il governo Manciù lo considerò un'apologia del brigantaggio, e attese con comodo l'occasione di decapitare Jin sul patibolo, per reato di mala creanza. Finché durò l'Impero, il libro fu vietato tante volte e in tanti modi da rendere chiaro che la sua presa sul pubblico perdurava.

In quella veste viaggiò nei paesi asiatici e alla fine sbarcò in Occidente. Ancora oggi si trovano in commercio in Germania e in Italia I Briganti, riduzione/adattamento di Franz Kuhn, e negli Stati Uniti la traduzione un po' enfatica di Pearl Buck dal titolo All Men are Brothers.

Nei decenni successivi alla caduta dell'Impero, la pietà filologica in cerca delle antiche radici popolari, che la cultura mandarina aveva trascurato, disseppellì le versioni precedenti a quella canonica di Jin.

Quando il presidente Mao scoperse che là dentro c'era altro che una storia di "precursori della rivoluzione popolare" (come si era valutato in un primo tempo), fece distruggere il voluminoso materiale preparato per pubblicare una grande versione a fumetti, comprensiva delle imprese delle giubbe rosse. Alle edizioni dotte fece premettere il suo giudizio: «In Riva all'Acqua ha un solo punto forte: sa descrivere come ci si arrende. Educa a rovescio, spiegando al popolo i ragionamenti dei vigliacchi che tradiscono la rivoluzione».

L'edizione popolare, in un visibilio di milioni di copie, dovette aspettare il 1981, quando il Timoniere fu ben morto e imbalsamato.

Questa è l'edizione integrale della versione di Jin Shengtan e della ricostruzione del testo originale trecentesco, inventata dal grande sinologo Jacques Dars, in attesa di un'improbabile edizione critica. Ovviamente l'organismo romanzesco è arbitrario, ma fra le traduzioni occidentali più recenti ci è sembrato lo sforzo meglio riuscito di offrire un'immagine – sia del capolavoro, sia del resto – in un libro da leggere, anziché in un tedioso dossier fra accademico e commerciale.

Il volume è diviso in 92 capitoli; diversi apparati di note, glossari, cartine e identificativi dei "nomi dei briganti"dei loro "soprannomi" aiutano il lettore a muoversi agevolmente all'interno di una delle storie più affascinanti, di certo la più "verace", che il popolo cinese abbia
mai rappresentato.

EditoreLuni Editrice - Matteo Luteriani
Data pubblicazioneGiugno 2015
FormatoLibro - Pag 1492 in 2 volumi - 15x23
ISBN8879844404
EAN9788879844406
Lo trovi in#Tradizioni orientali
MCR-NR 9788879844406

Luo Guanzhong, nato a Luo Ben (cinese 1330 – 1400), è stato uno scrittore cinese accreditato come principale autore del Romanzo dei Tre Regni e curatore del romanzo I Briganti, due dei più venerati poemi epici della letteratura cinese, oltre che due dei Quattro grandi romanzi classici. Leggi di più...

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