Questo libro parla di guarigione.
Scopri come la malattia fisica sia in realtà una “benattia”, un alleato prezioso in grado di guidarci, una volta compreso appieno, verso una guarigione più profonda e non limitata al sintomo.
Dopo l’enorme successo di Sticazzi – La suprema via della leggerezza, A. Pietrangeli torna, con la verve che lo contraddistingue, per guidarci in un affascinante viaggio dentro noi stessi e scoprire come “farmagia”, ovvero come riconoscere le proprie ferite, accettarle con amore e accedere alla fase più divertente della vita, quella della manifestazione dei propri desideri più puri e realizzativi che donano quella vita leggera alla quale abbiamo sempre aspirato.
Per percorrere la suprema via della guarigione, occorre Farmagia – sì, proprio con la G – cambiando prospettiva e iniziando a comprendere che la malattia fisica è in realtà un alleato prezioso che ci guida sempre verso la nostra guarigione più profonda.
Quando ci riallineiamo con il nostro benessere e smettiamo di maltrattarci, ci accorgiamo infatti che attraverso il messaggio del sintomo il fisico ci indica quali sono le cattive abitudini emozionali che possiamo finalmente lasciar andare.
Dopo il dolore, la paura, l’ansia e la povertà, l’essere umano è pronto a evolvere attraverso la gioia, il benessere, l’abbondanza e la gratitudine. Basta sceglierlo. Viviamo in una nuova magica era, pronta a donarci tutto questo e molto di più, non appena troviamo il coraggio di darci amore, cura e attenzioni ed esplodiamo di amore per noi stessi e per il nostro vissuto.
Saper ascoltare il proprio corpo è un grande potere di guarigione che stiamo lentamente imparando, senza più bisogno di intermediari per tradurre i messaggi salvifici che ci offre la “benattia”, ma anzi apprendendo a riconoscere e come usare i quattro aiuti – delle vere “bacchette magiche” – che tutti quanti abbiamo a disposizione.
Non è farmacia, è farmagia
Stiamo vivendo in un'epoca straordinaria. Non so tu, ma io sento che il Regno dei Cieli non è lontano, non mi sta aspettando da nessuna parte.
Il Regno dei Cieli è qui e ora, ed è tutto dentro di me. La vita non è un viaggio, perché un viaggio finisce... la vita invece non finirà mai. Più lascio spazio a questa consapevolezza, più mi rendo conto di avere il timone della mia vita ben saldo tra le mani.
Credo che chiunque si lasci andare a questo nuovo sentire possa sperimentarlo. Ho tanti amici che condividono questo stesso cammino in cui tutti meritiamo guarigione, benessere, abbondanza e felicità.
Il mio corpo cambia di momento in momento, vivo in un rinnovamento incessante di me stesso e sprono chiunque a fare altrettanto, perché la morte del nostro vecchio mondo è, in estrema sintesi, solo la morte delle nostre paure. Meglio accelerare questo processo.
Mi rendo sempre più conto che nelle scelte di accettazione e gratitudine guarisco e accadono miracoli, mentre quando scivolo nella negatività il sintomo si riaffaccia, come un guardiano alleato che mi spinge a fare più attenzione. Anche questo è un processo miracoloso, pur se al negativo, e mi ricorda che creo tutto io.
La malattia è una magia che si manifesta sul corpo proprio per dirmi dove porre l'attenzione. E il corpo, in questo gioco, diventa una mappa. Quanti sono i dottori che ti dicono che il corpo è una mappa?
Io ti dico che il corpo è una mappa. E non sono il solo. Tutti quelli che iniziano a esplorarne le potenzialità arrivano a un tipo di consapevolezza che va ben oltre il sapere accademico.
Ci si ammala perché ci si tratta male da soli e non si sanno gestire le emozioni che i rapporti con gli altri ci provocano. Ti ammali da solo, capisci?
Non perché ci sia qualcun altro che ti tratta male, ma perché sei tu che non sai amarti. Le pressioni che senti nelle relazioni con gli altri (la colpa, la vergogna, le responsabilità, la gelosia, il possesso e così via) ti provocano delle emozioni scomode che poi lavorano in automatico e alla lunga il danno si compie.
Questo processo non avviene perché il corpo è tuo nemico e neanche perché casualmente una cellula impazzisce. Avviene soltanto perché non sai ancora amarti.
Non metti in circolo Amore per te. La buona notizia è che sei qui proprio per imparare a farlo. Amare il cammino, amare la vita, amare il vissuto e gli ambienti in cui la vita ti fa stare.
Amare i politici del tuo paese, amare il partner che ti ha tradito, amare i dottori ottusi, gli zingari, i diversi. Amare tutti i presunti nemici. Quando comprendi il giochetto duale del pianeta Terra, scopri che l'altro ti porta sempre un pezzo del tuo puzzle e il corpo ringrazia.
Si tratta di un'opera dedicata alla guarigione profonda, che propone una diversa lettura della malattia e del sintomo, visti come nostri alleati e forieri di un messaggio salvifico da parte del nostro corpo.
Pietrangeli parla infatti di "benattia". Si tratta dell'approfondimento di uno dei capitoli del libro Sticazzi (Lo Sticazzi e la malattia) e stile e struttura sono similari: il tono è fresco, leggero e canzonatorio e nel libro ci sono anche numerose vignette. L'argomento è ovviamente più impegnativo, trattando di malattia e guarigione, ma l'approccio è "inclusivo" (non si parla male della medicina tradizionale, al più la si affianca) e lo stile semplice e divertente.
I contenuti sono decisamente utili, sia sul piano teorico (offrono numerosi spunti di riflessione, lo dico per esperienza diretta!) che su quello pratico (ci sono numerose indicazioni che possono essere tradotte in esercizi e cambi di comportamento).
«Si pensa che il sintomo sia un male, una disgrazia. Io ti dico invece che ogni sintomo in realtà è un bene: è il tuo corpo che si protegge da te e dalle tue maldestre scelte emozionali. Per guarire quel dolore da cui spesso cerchiamo di sottrarci e curare la ferita emozionale è necessario assumere una medicina specifica che ho scoperto essere il talento. E il talento è riscoprire l’Amore in azione attraverso di te. Non è farmacia, è far magia!».
- Andrea Pietrangeli -