Data di acquisto: 02/05/2015
Orione, il cacciatore celeste, è la guida spirituale dell'iniziato ai misteri egizi. Dopo di lui, c'è il redivivo Osiride, speranza illimitata in un oltretomba in cui ci sia autentica pace per lo spirito e per l'anima. Lo scrittore, molto discusso e vituperato dai grigi guardiani della polverosa egittologia ufficiale, azzecca in pieno la simbologia terra-cielo esistente sulla sacra piana di Giza, illuminandoci sulla perfetta sovrapposizione tra la Cintura della costellazione di Orione e le piramidi attribuite erroneamente a Cheope, Chefren e Micherino. Ma c'è di più: i condotti della piramide di Cheope, malamente chiamati "di areazione" - come se i morti avessero davvero bisogno di aria e come se la Camera del Re fosse appunto una tomba che non è - fungono da canale di illuminazione interiore per l'anima del faraone e da successiva via di fuga dopo il suo trapasso. Indicherebbero, inoltre, una data stellare, così come la Sfinge, che riporterebbe indietro le lancette della storia della civiltà egizia.