Crateri infuocati e foreste incontaminate, isole perdute e popoli primitivi, fiumi e scogli leggendari, ghiacciai, savane e deserti sconfinati, paradisi nascosti. E poi, animali preistorici, leoni e coccodrilli, orsi e serpenti.
I racconti di Walter Bonatti ci riportano al suo fianco, nei suoi fantastici viaggi ai confini della Terra. Le sue sembrano cronache di un altro secolo e di un altro mondo… e lo sono. Ma riescono ancora a raccontarci la meraviglia della scoperta e a risvegliare, oltre alla nostalgia, anche la voglia di cercare, incontrare, conoscere.
Perché, come insegna Bonatti, «il bello dell’avventura è sognarla», e il viaggio è sempre anche alla scoperta di noi stessi.
Introduzione e cronologia a cura di Angelo Ponta
Estratto dal libro
A 35 anni, sentendo la necessità di allargare gli orizzonti, trasferii il mio alpinismo estremo, con tutte le sue componenti psicologiche, dalla verticalità delle altitudini all'ampiezza del mondo orizzontale, altrettanto intenso e assai più ampio.
Così, dopo le alte montagne, un mondo vastissimo mi attendeva. Avevo dunque cominciato a muovermi tra una natura diversa, ma non per questo meno ricca di emozioni, meraviglie, genuinità: nelle terre più remote, ardue e strane del pianeta.
In quelle severe solitudini ho vissuto paure e speranze, sconforti ed esaltazioni. Vi ho ascoltato gli assoluti silenzi, gli uragani, ho respirato i miasmi dei vulcani, gli umori delle giungle. La ricerca di questi ultimi frammenti di mondo intatto mi ha condotto in un viaggio a ritroso nel tempo, a contatto con l’anima selvaggia del pianeta.