Estratto dal Libro
Ci interessiamo innanzitutto alla persona nella sua globalità.
Ci avviciniamo infatti al paziente dal punto di vista della malattia ma anche da quello della sua vita quotidiana. Questo approccio ci permette di esaminare le sue predisposizioni e debolezze; il paziente in effetti, a prescindere dalla patologia, può presentare un comportamento particolare.
Nei casi acuti certi segni ci autorizzano ad adattare il trattamento omeopatico e prevederne una conseguenza logica. L'analisi del terreno ci consente di comprendere le evoluzioni possibili a lungo termine dopo una malattia, facendo sempre riferimento al comportamento del paziente.
In questa piccola raccolta abbiamo voluto sottolineare che davanti ai piccoli malanni di tutti i giorni anche il paziente ha una responsabilità.
Se questi malanni persistono, ovviamente dovrà rivolgersi al medico, che formulerà una diagnosi ed eventualmente una terapia adatta alla patologia. Occorrerà tuttavia prendere in considerazione anche il paziente stesso.
Nel corso del libro abbiamo visto che il medico omeopata può interessarsi alla persona da varie angolazioni: modalità reattiva riferita alla meteorologia, abitudini alimentari, orari di aggravamento o di miglioramento riferiti al riposo o al movimento, sonno, risveglio in un momento preciso, intolleranze. Sono stati inoltre presi in considerazione altri fattori: natura delle secrezioni (trasparenti, viscose, con croste) sete o mancanza di sete, ritenzione idrica. Non bisogna dimenticare l'indispensabile drenaggio, che mobilizza gli emuntori (fegato, reni, pelle ecc.).
Non dimenticate in nessun caso, nemmeno quando avrete trovato il rimedio adatto a uno stato acuto, che siete soggetti unici, specifici: il medico omeopata è dunque l'unico in grado di aiutarvi a identificare il rimedio di base.
Quello che va bene per voi, perché "voi valete"...