Data di acquisto: 24/07/2012
(continua da precedente recensione) fino alla senso di perdita di quella Alterità - che è l'altra faccia del Divino, preziosa consegna della tradizione ebraico-cristiana, (contro cui è purtroppo diventato di moda fare il tiro al bersaglio), e che ci da il dono, come espresso dal grande Martin Buber, di avere anche un "Tu" a cui rivolgerci, pena la totale solitudine con il nostro grande potere ritrovato (l'Io Sono che con noi si identifica). Ma questo Io Sono rimane pur sempre anche "l'Altro da sé", dal sé di ciascuno di noi. Questo è a mio avviso il limite della metafisica di Neville. Egli rimane il grande maestro della divina immaginazione presente in noi, ma consiglio di affiancarne la lettura, rimanendo sempre in questo ambito di fede potenziante dell'uomo, con i libri di Saint Germain e di Florence Scovel Shinn.