Data di acquisto: 15/02/2018
E’ il nuovo libro con cui Mauro Biglino continua a riproporre l’idea che i testi “sacri” sono stati tradotti e riscritti per avvalorare determinate tesi teologiche. Qui Biglino si propone di dimostrare che lo stesso termine Dio non è presente nella cultura ebraica del tempo e che il termine che utilizziamo è soltanto una trasposizione del theos greco. Quello che appare un tecnicismo eccessivo nella contrapposizione tra l’ebraico antico e la traduzione che ne è stata fatta, serve però al Biglino per avvalorare la sua principale affermazione e cioè che la Bibbia non parla di un Dio unico ma di diverse personalità ” che “stanno in alto” cioè occupano una posizione preminente all’interno della società di cui si tratta. Unica pecca del libro è l’eccessivo tecnicismo anche se era necessario a dimostrare la fondatezza dell’affermazione contenuta nel titolo. Un libro utile a chiunque voglia con “mente aperta” vedere ciò che la dottrina nasconde.