Data di acquisto: 19/04/2015
Libro un po’ filosofeggiante (e a tratti non così semplice) che guarda da una prospettiva inversa i classici manuali di self-help che sfornano svariate ricette psicologiche per la nostra felicità. Con ironici aneddoti, paradossi, storielle e riferimenti a famosi sociologi, commediografi, psicologi e filosofi, l’autore passa in rassegna le nostre più comune nevrosi, creazioni e illusioni mentali, vere e propri meccanismi perversi nel quale ci crogioliamo e quasi ci dispiace abbandonare, anche se ci procurano sofferenza e rovinano i rapporti. Di qui, ad es., il mantenersi arroccati al proprio punto di vista; rimanere attaccati al passato; crearsi inutili paranoie salutistiche e vedere coincidenze negative, pericoli o sospetti dove non ce ne sarebbe motivo…E poi tutti quei comportamenti e giochi linguistici cervellotici che si sviluppano regolarmente nella comunicazione interpersonale e che rovinano i rapporti, soprattutto familiari (tema cui W. ne ha fatto principale motivo di studio).