Data di acquisto: 16/01/2024
A una prima lettura questo quaderno del Lavoro su di sé potrebbe apparire inconsistente: brevi stralci di dialoghi tra maestro e allievo, tra nonna e nipote, e qualche pagina di riflessioni poetiche, per lo più tratti da opere precedenti dell'autrice, lasciano più domande che risposte. Sarà la seconda lettura, e poi la terza, la quarta e così via, a rivelare l'insondabile profondità esistenziale del messaggio racchiuso in queste parole, confezionate come pizzi e merletti in un pomeriggio di nuvole e sole. Parole che tentano di catturare l'essenza del gesto compiuto con consapevolezza, la cura dello sguardo, una luce interiore che risana dalla testa al cuore, la potenza del quotidiano vissuto con sacra semplicità e la forza riparatrice della natura. E così, ad ogni lettura ci si ritrova padroni del proprio tempo, capaci di dare un senso all'ineffabile che, grazie al gesto che cura, non fa più così paura. L'autrice devolve in beneficenza i proventi del libro, un motivo in più per gustarne ogni riga.