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Il Miele di Manuka: un allarmismo ingiustificato

La Redazione di Macrolibrarsi
Un team di esperti per promuovere la salute a 360 gradi

In data 26 Agosto La Repubblica ha pubblicato un articolo sul Miele di Manuka, rendendosi involontariamente protagonista dell'ennesimo episodio di disinformazione.

Infatti il miele di Manuka, prodotto solo in Nuova Zelanda, viene utilizzato in tutto il mondo per le sue straordinarie proprietà:

- supporta l'intero apparato digerente
- accelera la guarigione e la cicatrizzazione delle ferite
- allevia acne, dermatiti, eczemi, psoriasi e altre patologie della pelle
- contrasta malattie orali e oftalmiche

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STUDI SCIENTIFICI >

Tuttavia su La Repubblica si sottolinea esclusivamente come il Miele di Manuka sia oggetto di una frode alimentare, con conseguente indagine internazionale in corso: in Nuova Zelanda vengono prodotte ogni anno 1700 tonnellate di Miele di Manuka e in Gran Bretagna ne vengono vendute.. 1800!
Se poi andiamo a vedere le vendite in tutto il mondo scopriamo che vengono commerciate ogni anno oltre 10.000 tonnellate di Miele di Manuka.

I numeri non mentono: c'è Miele non proveniente dalla Nuova Zelanda, ma da altre fonti, che viene venduto come Miele di Manuka originale. Eppure con la sua imprecisione La Repubblica ha creato infondato allarmismo in Italia, e fra i nostri clienti.

Vediamo da dove nasce il disguido: La Repubblica ha ripreso e modificato un articolo sull'argomento, originariamente apparso in Nuova Zelanda e quindi scritto in Inglese. Peccato che nelle modifiche siano stati omessi alcuni importanti dettagli.

Per esempio nell'articolo originale è presente anche un'intervista a Kerry McPaul, amministratore delegato della Manuka Health (il nostro fornitore) che dice "Dal 2008 abbiamo etichettato i nostri prodotti con il loro contenuto di MGO che offre ai consumatori una garanzia il miele che stanno acquistando è il composto chiave responsabile per la sua qualità antibatterica" (traduzione dall'articolo originale con Google Translate)

Significa che il nostro fornitore ha presente già da tempo l'esigenza di tutelare il Miele originale di Manuka da eventuali frodi (come quella in corso) e si è attivato da tempo proponendo agli organi preposti l'adozione per tutti della sigla MGO come sigla ufficiale.
Ma questo è stato omesso nell'articolo presente sul giornale La Repubblica.

Non solo, La Repubblica non spiega come evitare contraffazioni.

Vediamolo assieme: il Miele di Manuka è caratterizzato dalla sigla MGO, che sta per Methylglyoxal ossia per il preciso composto che conferisce al miele di Manuka le sue straordinarie proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antibiotiche. Questo è uno Standard di misurazione scientifico.

Le contraffazioni solitamente riportano la sigla UMF cioè Unique Manuka Factor: tale sigla viene apposta anche su Miele non prodotto in Nuova Zelanda (ma, per esempio, negli USA) e quindi privo di proprietà antibatteriche.

Pertanto per essere certi che il vostro miele di Manuka abbia proprietà antibatteriche, e quindi sia autentico e originale Miele di Manuka neozelandese, dovete verificare che sia presente la sigla MGO

Il Miele di Manuka Health
riporta sempre la sigla MGO

> Vai all'articolo di La Repubblica
> Vai all'articolo originale su Waikato Times

Aggiornamento del 29/08/2013

La Repubblica ha pubblicato una rettificazione dell'articolo, in cui si conferma che il Miele di Manuka originale è quello con la sigla MGO.
> Vai alla rettificazione


Ultimi 2 commenti su Il Miele di Manuka: un allarmismo ingiustificato

Recensioni dei clienti

Baristo B.

Recensione del 13/03/2026

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 13/03/2026


Si capisce molto bene da questo articolo come una parola travista e mal riportata possa creare un caso dove non c'è, o forse era semplicemente fatto appositamente per creare uno scoop dove alla fine si sono solo fatti una brutta figura. Grazie per tutte le spiegazioni e i link.

Gilda M.

Recensione del 22/02/2026

Valutazione: 5 / 5

Data di acquisto: 22/02/2026


Oltre ad essere disinformato chi ha scritto l'articolo su La Repubblica è anche un ignorante e come sempre si creano allarmismi ingiustificati. In pratica è un caso come succede per il Made in Italy nel resto del mondo, copiato e venduto per tale.

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