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Anteprima - Le Quattro Rivelazioni di Alberto...

Leggi in anteprima l'introduzione al libro Le Quattro Rivelazioni, La via dei Custodi della Terra.

Anteprima - Le Quattro Rivelazioni di Alberto Villoldo

Per millenni le società segrete degli uomini e delle donne di medicina nativo-americani hanno accuratamente protetto i loro insegnamenti di saggezza, agendo da guardiani della natura. Questi “Custodi della Terra” sono esistiti in molte nazioni sotto varie denominazioni; nelle Ande e in Amazzonia, ad esempio, erano conosciuti come i “Laika”. 

Nel 1950 un gruppo di Laika dalle alte Ande si recò a un raduno annuale di sciamani che si svolgeva ai piedi di una delle montagne sacre. I nativi del luogo nell’osservare i poncho indossati dai Laika riconobbero immediatamente i segni distintivi dell’alto sacerdozio sciamanico. Si resero dunque conto che avevano di fronte un gruppo di guaritori e guaritrici che tutti ormai ritenevano scomparsi fin dai tempi della conquista spagnola. Quegli alti sacerdoti dello sciamanesimo, ben sapendo che l’umanità era sull’orlo di un vasto sommovimento, erano infine riemersi dal loro isolamento per offrire a tutti gli esseri umani la conoscenza che ci avrebbe sostenuti attraverso i mutamenti epocali che stavamo per affrontare e che ci avrebbero aiutati ad alterare la nostra realtà e a dar vita a un mondo migliore. 

I Conquistadores e gli occultamenti 

I Custodi della Terra insegnano che tutto il creato, dalla Terra agli esseri umani, dalle balene alle pietre e perfino alle stelle, è fatto di vibrazione e di luce. Niente di ciò che percepiamo in quanto oggetto materiale e reale esiste, se non sotto forma di sogno che noi stessi proiettiamo sul mondo. Quel sogno rappresenta una storia e noi crediamo che sia vera… sebbene non lo sia. Le pratiche e i saperi dei Custodi della Terra ci insegnano a riscrivere le storie della nostra vita, a fare ciò che gli sciamani chiamano “porre in essere il mondo attraverso il sogno”. 

Questi inestimabili insegnamenti, conosciuti come le quattro rivelazioni, sono stati tenuti nascosti per un ottimo motivo. Con l’arrivo dei Conquistadores (i pellegrini e i migranti europei che prima saccheggiarono e depredarono le Americhe e che successivamente vi si stabilirono), i Laika furono perseguitati senza sosta. Le donne in particolare, oltre a molti altri di loro, furono marchiate come streghe e maghe e furono imprigionate, torturate e uccise. Le conoscenze che i Laika possedevano erano considerate una minaccia talmente potente nei confronti della Chiesa cattolica che ancora oggi, a distanza di due secoli dalla chiusura dell’Inquisizione spagnola in qualunque altra parte del mondo, ne rimane aperta una sede a Lima, in Perù. L’Ufficio per lo Sradicamento delle Idolatrie è diretto dall’ordine domenicano che nel XV secolo dichiarò eretica Giovanna d’Arco e la condannò al rogo. 

I Laika si rendevano conto che questa conoscenza, incentrata sulla capacità degli esseri umani di manifestare i loro sogni nella realtà, è estremamente potente, e che gli individui privi di etica avrebbero potuto abusarne. Quindi tennero nascosto quel sapere non solo ai conquistatori, ma perfino alla maggior parte dei propri compaesani. 

Nonostante ciò, i Laika erano pronti a riconoscere che le quattro rivelazioni erano patrimonio di tutti, quindi, quando incontravano un bianco che non esibisse lo stato mentale arrogante e ostile del conquistatore, condividevano di buon grado i loro insegnamenti di saggezza. Per esempio, ben presto dopo la conquista presero a benvolere un prete cattolico, un gesuita di nome Padre Blas Valera, che era anche un mestizo (metà indio e metà spagnolo). 

Padre Valera fu iniziato ai misteri dei Laika e scrisse quattro libri sui loro insegnamenti, ma sfortunatamente tre di quei tomi scomparvero misteriosamente durante l’Inquisizione (il quarto rimane ancora oggi a far parte di una collezione privata in Italia). Padre Valera sosteneva che gli Inca erano altrettanto civilizzati degli europei, poiché erano in grado di scrivere servendosi di un complesso sistema di stringhe colorate fornite di nodi, note come quipus. Quando l’ordine di Padre Valera scoprì cosa stava facendo, ne dispose l’incarcerazione per sei anni, fino alla sua morte. Perché i gesuiti chiusero la bocca a uno dei loro sacerdoti? Perché erano così impauriti dalla conoscenza che egli stava raccogliendo a beneficio di tutti? E ancora: perché proibirono l’ordinazione di qualunque altro mestizo o prete indigeno dopo che Padre Valera fu sospeso a divinis?

* * * * * 

Io sono stato un altro non-indio accolto fra i Laika, che mi hanno iniziato alla stirpe dei Custodi della Conoscenza in Amazzonia, presso la città inca di Cuzco. Tuttavia, non è mai stata mia intenzione entrare a far parte di tale stirpe; infatti, come medico antropologo mi interessava solo studiare le pratiche di guarigione degli sciamani. Ma fortuna o destino vollero che alla fine incontrassi il mio mentore, don Antonio. Era uno degli ultimi Laika viventi, mi prese sotto la sua protezione e mi istruì per quasi venticinque anni. Era un uomo dalle molte vite: durante il giorno era docente universitario, mentre di sera era un impareggiabile sciamano. Era nato in un villaggio di alta montagna e si serviva di strumenti e pratiche risalenti al XV secolo, tuttavia era pratico di metodiche in uso nel XXI secolo. Sebbene fosse un discendente degli Inca, mi disse che i Laika sono una stirpe molto più antica, caratterizzata da una cultura maschilista e militarista. Gli insegnamenti dei Laika risalivano a un periodo precedente, durante il quale l’aspetto femminile della divinità era riconosciuto. Una volta gli dissi che mi sentivo fortunato per averlo trovato e lui mi rispose: «Cosa ti fa pensare di essere tu ad aver trovato me, visto che la Chiesa non è riuscita a trovarci negli ultimi cinquecento anni?». 

Questo libro rappresenta il frutto del seme che don Antonio ha piantato in me; oggi, divenuto io stesso un Custode della Terra, condivido con voi un vastissimo mutamento che fu predetto dagli antichi, allo scopo di aiutarvi ad affrontare la fase evolutiva nella quale stiamo facendo il nostro ingresso. 

Homo luminoso 

Secondo le profezie dei Maya, degli Hopi e degli Inca, siamo giunti a un punto di svolta della storia umana. I Maya definirono l’anno 2012 come il culmine di un periodo di grandi fermenti e sconvolgimenti, in cui si assiste alla nascita di una nuova specie di essere umano. Stiamo per fare un salto quantico verso ciò in cui ci stiamo evolvendo, a partire dall’Homo sapiens per approdare all’Homo luminoso, e ciò vale a dire diventando esseri dotati della capacità di percepire la vibrazione e la luce di cui è costituito il mondo fisico a un livello molto più elevato. Per la prima volta tutta l’umanità sarà in grado di evolvere non tanto da una generazione all’altra, quanto durante la stessa generazione, il che contraddice le nostre credenze su come opera l’evoluzione. Faremo dunque un salto quantico a livello biologico nell’arco della nostra vita attuale; inoltre, i tratti fisici, emotivi e spirituali che acquisiremo verranno trasmessi ai nostri figli e nipoti. 

Se vi sembra difficile da credere, tenete conto del fatto che voi create una nuova copia del vostro corpo ogni otto mesi circa, poiché le vostre cellule si rinnovano. Seguendo le quattro rivelazioni contenute in questo libro e mettendo in atto le pratiche che esse vi presentano, potrete manifestare un corpo fisico libero dalla tirannia dei geni che avete ereditato dai vostri genitori e dalle malattie cliniche che questi vi provocano. Ma, cosa ancor più importante, potrete svincolarvi dalle storie limitanti di tipo emotivo e spirituale che avete ereditato o alle quali avete creduto nel corso della vostra vita. 

Grazie alle scoperte della fisica quantistica siamo arrivati a comprendere che tutta la materia è abbondantemente costituita di luce. Ma i Laika sono a conoscenza della natura luminosa della realtà da millenni, sanno cioè che la vibrazione e la luce si possono organizzare in base a migliaia di fogge e forme diverse. In primo luogo, esiste una matrix di luce; successivamente, questa matrice dà luogo alla vita. Vibrazione e luce girano vorticosamente e si condensano intorno alla matrice luminosa dando vita, per esempio, a una balena, dopodiché le balene possono dar vita ad altre balene. 

Anche il corpo umano ha una sua matrix luminosa: siamo racchiusi in un campo energetico luminoso (o LEF, Luminous Energy Field) che manifesta la forma e la salute del corpo. Il LEF organizza il corpo allo stesso modo in cui i campi energetici di una calamita fanno distribuire la limatura di ferro sulla superficie di una lastra di vetro. Proprio come nel caso delle balene, anche gli esseri umani possono dare la luce ad altri esseri umani, tuttavia un nuovo tipo di essere umano deve prendere origine a partire da una nuova matrice luminosa. Nell’arco dei millenni i Laika impararono ad accedere al modello biologico della luce e ad assistere lo Spirito nel disvelamento della creazione. Impararono anche a guarire la malattia e a creare stati di salute straordinari, oltre che a dar forma e dimensione ai loro destini personali, modificando il campo energetico luminoso. 

Possiamo concepire il campo energetico luminoso alla stregua di un software che dà istruzioni al DNA, dove quest’ultimo rappresenta l’hardware che fabbrica il corpo. La padronanza delle rivelazioni ci permette di accedere alla versione più aggiornata del software, consentendo a ciascuno di noi di creare un nuovo corpo che invecchia, guarisce e muore diversamente. Senza la capacità di riprogrammare il campo energetico luminoso restiamo intrappolati nelle storie che abbiamo ereditato, e cioè invecchiamo, guariamo, viviamo e moriamo alla stessa maniera dei nostri genitori e dei nostri nonni, riproducendo le loro malattie a livello fisico e le loro sofferenze a livello emotivo. Le quattro rivelazioni contenute in queste pagine ci permettono di liberarci dalla tirannia dei nostri anatemi familiari, costituiti dalle storie che hanno perseguitato i nostri avi.

La padronanza delle rivelazioni ha perfino permesso ai Laika di creare nuova vita sulla Terra, per esempio facendo comparire una nuova specie di farfalla in Amazzonia. Ha consentito loro di trascinare gigantesche rocce lungo i fianchi delle montagne, come richiedeva la costruzione delle città inca in alto fra le nuvole. La Bibbia ci dice che la nostra fede può muovere le montagne, ma noi abbiamo dimenticato di avere la capacità di farlo. Le quattro rivelazioni ci insegnano che la prima montagna che dobbiamo spostare è proprio quella che blocca la percezione della nostra natura luminosa. 

Divenendo Homo luminoso rinunceremo alle vie dei conquistatori e respingeremo la teologia maschile che attribuisce valore al comando, al controllo e al dominio sulla natura, una teologia tale da giustificare lo sfruttamento dei fiumi e delle foreste terrestri, poiché sono concepiti solo in termini di risorse a disposizione del consumo umano. Al suo posto accoglieremo una mitologia più antica, andata perduta per molti esseri umani: una teologia al femminile, basata sulla cooperazione e la sostenibilità. 

Rivendicare l’aspetto femminile della divinità 

Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra»*.

Genesi 1:28 

Nelle tradizioni religiose che si rifanno a una divinità maschile il divino è visto come una forza che risiede nei cieli, lontano da noi. In Occidente siamo giunti a credere che per essere vicini a Dio si debba lavorare duramente al rapporto che si intrattiene con Lui, pregando e facendo sacrifici. Sentiamo di doverci guadagnare l’amore e l’attenzione del nostro Creatore, che ci ha cacciati dal paradiso per aver osato gustare il frutto della conoscenza del bene e del male. Secondo l’antica narrazione avremmo dovuto restare come bambini, e pertanto, assaporando il frutto che ci era stato proibito da Dio abbiamo dimostrato la nostra indipendenza, evocando la Sua ira e condannandoci a vivere una vita fatta di duro lavoro e sofferenza, alleviata soltanto dalla grazia divina. 

Tuttavia, secondo le teologie femminili, più antiche di questa, non siamo mai stati cacciati dal Giardino dell’Eden né separati da Dio. (Per esempio, gli Aborigeni australiani non sono stati cacciati dall’Eden, e nemmeno lo sono stati gli Africani subsahariani o gli Indiani d’America.) Al contrario, ci è stato donato il giardino affinché fossimo suoi protettori e custodi. Secondo queste credenze più antiche, la divinità infonde la sua forza vitale femminile nei semi che deponiamo nella terra ricca e fertile. Quanto a noi, esprimiamo quel potenziale espandendoci con la divinità mentre rechiamo i frutti che nutrono tutta l’umanità. I Laika, che si rifanno a quell’antica teologia femminile, direbbero: «Siamo qui non solo per coltivare il granturco, ma anche per coltivare degli dei». In altre parole, partecipiamo realmente alla cocreazione divina del nostro universo. Riconosciamo che tutto, nel nostro mondo, è sacro, noi inclusi, e che il nostro compito è quello di favorire la più piena espressione di quella divinità. 

Una teologia resa manifesta 

Nel corso della storia queste due teologie tanto dissimili hanno esercitato effetti molto diversi sul modo in cui gli esseri umani hanno interagito fra loro e col mondo. Per esempio, quando gli europei giunsero nelle Americhe, credevano di avere scoperto una terra vasta e spopolata, ricca di fiumi cristallini e di selvaggina, e pensavano che il divino avesse donato loro tanta abbondanza affinché ne facessero l’uso che ritenevano più opportuno. In verità, su quella terra erano stanziati più di cento milioni di nativi che vivevano in armonia con l’ambiente. I nativi si affidavano alle teologie femminili e confidavano che, finché fossero vissuti in pace con la terra, la Grande Madre avrebbe provveduto ai loro bisogni. 

I primi abitanti delle Americhe non avevano mai temuto di spostarsi su lunghe distanze, dall’Asia al Nord America, e infine al Sud America, poiché credevano che ovunque fossero andati avrebbero trovato abbondante cibo e riparo. Quindi divennero cacciatori e raccoglitori e impararono a coltivare la terra. I Custodi della Terra portarono con loro questi saperi migliaia di anni fa, durante la loro grande traversata dello Stretto di Bering e quando si stabilirono nelle Americhe, a partire dal punto più a nord dell’Alaska fino a all’estremo sud della Patagonia. La loro antica saggezza proveniva dai santuari posti fra le cime dell’Himalaya e fu portata nelle Americhe da quegli audaci viaggiatori. 

Quando, al sorgere delle prime città costruite sui villaggi, iniziò la comparsa delle teologie maschili, cominciò ad affermarsi il dominio di una nuova visione delle cose. Anziché farsi bastare le risorse disponibili, gli abitanti cominciarono ad attaccare i popoli vicini nella speranza di accaparrarsi più terre e ricchezze. Non erano più disposti ad accettare ciò che sarebbe stato sufficiente a sostenerli, poiché l’avidità aveva cominciato a prendere il sopravvento. Credevano che tutto il cibo del mondo appartenesse a loro, pensavano di essere in cima alla catena alimentare, anziché di esserne i custodi. 

Queste idee approdarono in Europa seimila anni fa, veicolate dai popoli indo-europei dell’Asia centrale. Essi ritenevano di essere investiti di un diritto divino nelle loro invasioni e conquiste (infatti, le spade che usavano per sbaragliare gli avversari in seguito sarebbero state capovolte per essere trasformate nella croce, che fu un simbolo delle Crociate). Gli invasori ritenevano di poter accampare un sacro diritto alle risorse, poiché adoravano il Dio “giusto”, e sostenevano perfino di onorare il loro Creatore uccidendo i nemici infedeli che rifiutavano di convertirsi al loro sistema di credenze. 

Gli europei migliorarono la tecnologia bellica a tal punto che nel XVI secolo, quando Francisco Pizarro e Hernán Cortés giunsero nel Nuovo Mondo, riuscirono a far crollare l’impero degli Inca e degli Aztechi con l’ausilio di soli quattrocento uomini provvisti di fucili, acciaio, cavalli… e germi. I Laika si rifugiarono sulle montagne, dove mantennero ben nascosta l’antica teologia femminile, sapendo che un giorno sarebbero dovuti ridiscendere a valle per ricordare alla gente l’esistenza di un antico stile di vita sostenibile. 

I devastanti risultati di questa mitologia al maschile oggi sono davanti agli occhi di tutti. La Terra sta subendo un rapido processo di deforestazione, le nostre acque sono inquinate, l’aria che respiriamo è contaminata e lo strato di terreno arabile terrestre è eroso. Il nostro clima sta subendo mutamenti a causa del riscaldamento globale, il che ha provocato il peggioramento dei fenomeni di siccità in Africa; gli uragani sono diventati più violenti, mentre ogni anno sulla Terra si stanno estinguendo da cento a mille volte più specie di piante e animali di quanto non accadesse cinquecento anni fa. 

Secondo i Laika in tempi remoti il nostro pianeta era un luogo tossico per gli esseri umani, ma la Madre Terra seppellì quelle tossine nel profondo delle sue viscere, affinché la superficie terrestre divenisse un accogliente paradiso verde-blu. In base alle loro antiche tradizioni, i conquistatori un giorno si sarebbero liberati di quei veleni, facendo diventare la Terra una landa desolata e nociva, mentre noi esseri umani saremmo stati incapaci di contenere tali sostanze tossiche. Sarebbe stato compito della Natura stessa riappropriarsi lentamente del proprio equilibrio. 

La scienza moderna ci conferma tale predizione. Duecentocinquanta milioni di anni fa l’atmosfera terrestre consisteva principalmente di anidride carbonica (CO2), sostanza letale per gli esseri umani. Poi, con la comparsa della vita vegetale, le piante cominciarono a convertire l’anidride carbonica in ossigeno. Questo fece sì che gran parte dell’anidride atmosferica restasse intrappolata nella vegetazione, la quale finì per decomporsi nel sottosuolo per poi dar luogo ai carburanti fossili, sepolti negli strati molto profondi della Terra. Oggi preleviamo quei combustibili fossili dai grandi pozzi sepolti nelle profondità terrestri e li bruciamo, rilasciando idrocarburi velenosi nell’atmosfera. Stiamo avviandoci a creare lo stesso tipo di ambiente che un tempo rendeva impossibile la sopravvivenza della maggior parte delle creature terrestri, ma stiamo facendo ben poco per capovolgere questa tragica situazione. Infatti, mentre il riscaldamento globale sta facendo sciogliere le calotte polari, molti non vedono l’ora di poter cominciare a estrarre il petrolio anche da quei luoghi. 

Fortunatamente esiste un movimento per riportare in auge le antiche usanze e gli antichi valori femminili. Per esempio, molti stanno opponendosi alla catena di comando piramidale che costituisce il perno centrale delle teologie maschili, rappresentata dall’aspettativa che si debba rispondere ai sacerdoti, che a loro volta rispondono agli alti sacerdoti, i quali rispondono ai papi, che rispondono a Dio. Molti rifiutano anche di accettare la credenza promulgata dagli scienziati secondo la quale tutto ciò che non può essere misurato, percepito e controllato mediante i cinque sensi umani non è né reale né vero. Queste persone non hanno più incertezze nell’animo e non sentono di dover riporre la loro fiducia nel dogma o nell’interpretazione che altri danno del sacro. Stanno cioè cominciando a cercare una guida all’interno di se stesse e della natura. 

Una conoscenza esperienziale 

Poi l’Eterno Iddio disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto a conoscenza del bene e dei male. Guardiamo ch’egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo». Perciò l’Eterno Iddio mandò via l’uomo dal giardino d’Eden, perché lavorasse la terra donde era stato tratto.

Genesi 3:22-23 

In una teologia al femminile il sentiero verso l’illuminazione riveste un carattere individuale. Ci si aspetta da noi che abbiamo fiducia nelle nostre esperienze, consapevolezze e interpretazioni. Sebbene i Laika diano altrettanto valore al sentiero della preghiera e della meditazione di quanto gliene assegna chi crede in una teologia al maschile, riconoscono anche l’esistenza di una terza via verso la spiritualità: la via della conoscenza diretta. I Laika non sono depositari di un grande mito riguardante la punizione inflitta da Dio agli esseri umani per aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Credono piuttosto che la conoscenza si debba acquisire, e che il nostro sbaglio sia stato proprio quello di non gustare una maggiore quantità di quel frutto! 

Nell’era dell’informazione non accogliamo la conoscenza che va al di là dei semplici fatti e della loro struttura logica. Siamo dotati di religioni e di innumerevoli devoti di diverse fedi, ma troppo spesso notiamo che l’essenza spirituale di quegli insegnamenti è andata perduta. Impariamo interpretazioni di altre interpretazioni delle grandi verità, e analizziamo e sezioniamo quei concetti, ma non ci viene certo in mente di recarci nel deserto per quaranta giorni, come fece Gesù, o di sederci a meditare sotto l’albero del Bodhi, come fece Buddha. È come passare il tempo a consultare centinaia di libri di cucina pieni di ricette complicate, discutendo nei minimi dettagli il valore nutrizionale di taluni alimenti e diete, ma senza mai assaggiare niente. Molti hanno perso la consapevolezza del valore che risiede nello sperimentare il sacro in prima persona… ma per nostra fortuna, seguire le pratiche delle quattro rivelazioni ci consente di fare proprio questo. 

Le quattro rivelazioni 

La conoscenza dei Laika consiste in quattro rivelazioni, ciascuna delle quali prevede quattro pratiche che ci consentono di andare oltre la semplice comprensione, portandoci a sperimentare dei cambiamenti di percezione, vale a dire aiutandoci a trasformare noi stessi e la nostra realtà. Le rivelazioni e le rispettive pratiche sono elencate qui di seguito. 

Prima rivelazione: la via dell’eroe Pratiche: il non giudizio, il non soffrire, il non attaccamento, la bellezza. 

Seconda rivelazione: la via del guerriero di luce Pratiche: la mancanza di paura, il non fare, la certezza, il non coinvolgimento. 

Terza rivelazione: la via del veggente Pratiche: la mente del principiante, il vivere con coerenza, la trasparenza, l’integrità. 

Quarta rivelazione: la via del saggio Pratiche: la padronanza del tempo, la padronanza delle proiezioni, il vuoto mentale, l’alchimia indigena. 

Ho appreso le quattro rivelazioni mentre mi trovavo sotto la tutela di don Antonio. Partimmo insieme dal lago Titicaca, il “mare sulla vetta del mondo”, procedendo attraverso l’Amazzonia e giungendo fino alle rovine dei regni desertici del Perù. Egli riteneva, come me, che i nuovi Custodi della Terra giungeranno dal territorio dell’aquila, vale a dire dall’America e dall’Europa. Ora è giunto il tempo di svelare completamente le rivelazioni. Credo che don Antonio mi abbia istruito per fare di me un ponte, capace di portare nel XXI secolo gli insegnamenti di saggezza degli antichi Laika. 

Negli ultimi venti anni ho insegnato ai miei studenti a servirsi delle rivelazioni a fini di guarigione personale e per aiutare gli altri operando sul modello luminoso del corpo fisico. Molti di loro hanno raggiunto risultati straordinari, guarendosi e trasformando le proprie vite e quelle degli altri. Le rivelazioni hanno consentito loro di diventare persone dotate di potere e di grazia, oltre che di percorrere il sentiero del servizio dei Custodi della Terra. 

Se desiderate cominciare a vivere diversamente la vostra vita e a percepire le vostre esperienze con occhi nuovi, è importante andare oltre la semplice comprensione delle rivelazioni e seguirne concretamente le pratiche. Questo vi permetterà di modificare il fulcro dell’architettura del vostro campo energetico luminoso. Se non seguirete le pratiche, le rivelazioni potranno darvi ispirazione, ma non sarete in grado di trasformare realmente voi stessi. Acquisire la padronanza delle pratiche energetiche annesse alle rivelazioni vi libererà dai confini della storia che la vostra cultura e i vostri geni hanno scritto per voi: il racconto di come vivrete la vostra vita, di come reagirete al mondo che vi circonda e di come morirete. Potete diventare i cantastorie della vostra vita personale, sfidando i vecchi concetti di causa ed effetto e le limitazioni temporali. 

Nei capitoli a seguire studierete i quattro livelli attraverso i quali la vibrazione e la luce creano tutta la vita: quello del serpente, del giaguaro, del colibrì e dell’aquila. Per di più, acquisirete strumenti concreti che vi aiuteranno a manifestare attraverso il sogno un mondo sano, ricco e gioioso per voi stessi, per i vostri cari e per ogni altra persona e creatura vivente. Questo farà di voi dei Custodi della Terra. 

 

Alberto VilloldoTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Alberto Villoldo, è un antropologo medico, discendente da una lunga stirpe di Custodi della Terra dell'Amazzonia e delle Ande. Villoldo è a capo della Four Winds Society, per la quale conduce corsi di formazione rivolti ad allievi residenti negli Stati Uniti d'America e in Europa, incentrati sulla pratica della medicina energetica e sul recupero dell'anima. è titolare di centri nel New England, in California, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e a Park City, nello Utah.

 

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