Tempo e Musica

Jeanne Hersch

Tempo e Musica

Con un saluto di Czeslaw Milosz

   
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Sunto scheda

13 Gennaio 2012 - Il testo, intitolato Tempo e Musica, composto da Jeanne Hersch puoi trovarlo nella categoria Medicina alternativa e fa parte della sottocategoria Musica Terapia. Stampato da Baldini & Castoldi ed edito in data Settembre 2009, attualmente è "Disponibile in pronta consegna". Il titolo in questione ha un costo di € 13,00.

Dettagli

Tempo e musica raccoglie una serie di interventi scritti da Jeanne Hersch tra il 1981 e il 1990. Non si tratta solo di saggi, ma di intuizioni, spunti, brevi frammenti sul tempo e sulla musica, e sul legame che instaurano con la sfera delle emozioni. Come possiamo definire il tempo della musica? Come è possibile «sentire» a così tanti anni di distanza dalla sua composizione il Don Giovanni di Mozart, o una sinfonia?

Immaginiamo di essere a un concerto. Ci limitiamo ad ascoltare, senza agire, ma non per questo siamo passivi, anzi, diveniamo ricettivi e la musica suscita in noi una vita emotiva autonoma.

Nel presente – che è il tempo dell’ascolto – viviamo ciò che in essa non passa, poiché la musica suonata e ascoltata non può dissolversi nel passato, ma agisce nel presente.

Il suo tempo è un «presente eterno» che unisce l’essere e il non-essere del tempo: trascende il tempo di chi ascolta, come se quell’attimo in un certo senso si conservasse per sempre. La Hersch ci regala una straordinaria analisi sul tempo che è anche una riflessione sulla realtà che viviamo. Un’opera che getta una luce sul senso di un possibile incontro tra musica e filosofia.

«La musica suonata e ascoltata non potrà mai essere cancellata dal passato, qualunque cosa accada. Niente potrà cancellare questo fatto: la musica è stata suonata, voi l’avete ascoltata. Se un giorno la terra congelasse, oppure si riscaldasse eccessivamente, se gli uomini sparissero, anche allora, il tempo della musica vissuta si conserverebbe nel passato. Se sparisse, senza lasciare alcuna traccia, lo stesso tempo continuerebbe, misteriosamente, ad arricchire l’universo d’umanità.»

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