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Aggiornato in data 11/2/2012 - Questo testo, che si intitola No Globul, realizzato da David Lubrano, fa parte della categoria Attualità e temi sociali, approfondisce il tema Critica e denuncia al sistema sanitario. Prodotto dalla casa editrice Rizzoli e distribuito in data Settembre 2009, è attualmente "Disponibile in pronta consegna". Il prezzo è di € 17,00.
”I medici non possono conoscere tutte le malattie. Devi avere culo e beccarne uno che conosce la tua o, almeno, si ricorda di averla letta su qualche manuale all’università. Altrimenti rischi di essere curato per una malattia che non è manco la tua”.
"Sembra che in Italia il Gabibbo faccia più paura di un avvocato".
"Proverbio livornese: “Più che morì ‘un si pole”.
"In alcuni periodi della mia vita mi sono vestito da alternativo: anfibio al piede e orecchino al lobo. Sembravo un no global, ma ero un no globul. Però partiamo dall’inizio…"
David Lubrano si guadagna da vivere regalando risate. Livornese tagliente, nel 1992 viene reclutato a Striscia la notizia. Per una crudele beffa del destino, proprio in quell’anno, vissuto nella galassia rutilante e ridanciana di Antonio Ricci, comincia la sua odissea tragica. Malori inspiegabili, esami clinici sballati, medici che si lanciano in ipotesi disparate. E superficiali. Dopo un tour per ospedali, arriva la diagnosi: David è affetto da Emoglobinuria Parossistica Notturna (EPN). Con questo nome non sembra una cosa seria, eppure è una patologia del sangue grave e rara, talmente rara da essere definita “orfana”.
In altre parole, una malattia su cui non s’investe un soldo in ricerca perché “ce l’hanno solo quattro stronzi”.
No globul è il racconto tragicomico di oltre dieci anni di calvario: tragico perché ripercorre le esperienze di un uomo che vede la morte in faccia e descrive ambienti squallidi e dolenti, ma anche comico perché David non perde mai il suo spirito e, con penna affilatissima, mette in luce gli aspetti ridicoli e grotteschi in ogni situazione, come nella guerra fra malati per un albero porta-flebo o nella prassi ospedaliera, spesso indelicatamente disinvolta, del clistere. Con una finissima e talvolta scomoda analisi psicologica di pazienti, medici e parenti, e con una critica corrosiva della sanità italiana, questo è un libro importante che emozionerà tutti, anche chi per sua fortuna non ha mai messo piede in ospedale. E, malgrado le premesse, è a lieto fine.