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11/2/2012 - Questo testo, dal titolo La Ragione dei Sentimenti, il cui ideatore è Paolo Crepet puoi trovarlo nella categoria Letture, approfondisce il tema Saggi e racconti. Stampato dalla casa editrice Einaudi in data Dicembre 2002 nei nostri magazzini è "Normalmente disponibile in 10 giorni". Il prezzo è pari a € 9,50.
Una storia appassionante che traccia i confini tra la necessità di trovare un senso al vivere e l'incapacità di provarci.
Due vite parallele, due uomini che raccontano la loro esistenza, un passato intessuto di vicende private e drammi collettivi, segni indelebili sulla pelle e dentro l'anima. L'uno ha combattuto l'acquiescenza rassegnata del padre, il conformismo dell'omertà dei piú. Conosce il carcere, l'umiliazione pianificata del campo di concentramento, ma coltiva con coraggio gli insegnamenti del suo primo, grande maestro, il nonno: uno scultore anarchico che gli ha trasmesso il culto dell'intelligenza, della libertà volta a progettare il futuro, a lasciare tracce dietro di sé. L'altro è un uomo che tenta di sottrarsi alla «sensazione di assoluta inutilità», a un mondo vuoto di affetti e di figure di riferimento. Un uomo che non riesce a toccare i sentimenti, ma solo a sfiorarli: l'amore come il dolore. Fugge da tutto, di fronte a lui tutto si consuma lentamente, ma non il suo appuntamento con l'unica vera passione: la scrittura, un libro, un capolavoro scritto in venti giorni. E poi quarant'anni di silenzio, affollato di fobie, di paure tremende che gli impediscono la vita.
Dall'edizione "Einaudi - I Coralli"
Un canto a due voci, due vite parallele. Due esistenze approdate in luoghi dell'anima lontani fra loro.
Due giovinezze vissute negli anni dell'odio. Due storie vicine nel tempo, lontane nei destini. In questo libro due uomini raccontano la loro esistenza, un passato remoto e prossimo tessuto di vicende private e drammi collettivi che hanno lasciato un segno indelebile sulla loro pelle, dentro la loro anima.
L'uno ha combattuto, giovanissimo, l'acquiescenza rassegnata del padre, il conformismo dell'omertà dei più. Conosce il carcere e le torture, l'umiliazione pianificata del campo di concentramento, dove vive il disfacimento della ragione ma trova anche lezioni di straordinaria dignità: la morte dell'amico e compagno di sfide, e poi di prigionia; l'architetto che sapeva incantare con la poesia perfino i moribondi. Uomini giusti, mai arresi, capaci di ripercorrere gli insegnamenti del suo primo, grande maestro, il nonno: uno scultore anarchico che gli ha trasmesso il culto dell'intelligenza, della libertà, della ricerca del "senso delle cose celato negli interstizi", per fare, progettare il futuro, lasciare tracce dietro di sé.
L'altro, un uomo che tenta di sottrarsi alla «sensazione di assoluta inutilità», alla misera vita di provincia, a un mondo vuoto di affetti e di figure di riferimento. Un uomo che non riesce a toccare i sentimenti, ma solo a sfiorarli: l'amore come il dolore. Vive la guerra «guardando» i feriti in un ospedale da campo. Fugge da tutto, per sempre. Tutto, di fronte a lui, si consuma lentamente, ma non il suo appuntamento con l'unica vera passione: la scrittura, un libro, un capolavoro scritto in venti giorni. Un lampo, un baleno. E poi quarant'anni di silenzio, affollato di fobie, di paure tremende che gli impediscono la vita.Due vite, due metafore. L'imperativo a fare, a provarci, il coraggio trovato nel dolore attraverso l'insegnamento creativo degli altri. Oppure l'essere annichiliti, il sentirsi superflui, il negarsi un senso del vivere. Due poli tra i quali ognuno può trovare la propria soggettiva «ragione» di esistere.