Autori Vari
Qual è la corretta definizione della felicità? E’ possibile realizzarla? E in che misura il piacere può renderci felici? Quale ruolo riveste la filosofia nella salute dell’anima? Da cosa nascono l’inquietudine o l’angoscia del vivere? Come ed entro quali limiti ci possiamo liberare dalle paure o da altre fonti di sofferenza?...
Sul tema della felicità in rapporto al piacere e al bene, sui significati diversi che questi concetti hanno assunto nel corso della storia del pensiero occidentale, il volume si sofferma e pone a confronto alcune posizioni fondamentali: da Aristotele ad Epicuro, da Schopenhauer e Kierkegaard ad Edith Stein.
Può la filosofia, in quanto pratica culturale, diventare vita? Può diventare cioè un esercizio quotidiano in cui l'individuo si interroga su alcune grandi questioni della propria esistenza, definisce i problemi e cerca di orientarsi nella ricerca di una posizione ragionata di fronte al mondo? Noi scommettiamo sul contributo che essa può dare – nella scuola come nell’intera società e nel mondo della cultura – all’elaborazione di nuovi valori di senso, di nuovi “significati” atti alla soluzione delle contraddizioni del tempo presente.
Se le analisi di Alessio Gadda, Antonio Ferro e Federica Giovannini, giovani laureati avviati alla ricerca, denotano la pratica rigorosa del metodo filosofico, quella di Paola Bruschi denota sicura competenza e notevole esperienza didattica.
Il testo poetico-filosofico di Donata Negrini e Monica Palma allude in forma poetica all’esperienza lacerante della contraddizione, del dolore e dell’angosciosa esigenza di felicità, della speranza di una conciliazione destinata però a rimanere irrisolta.
Annarosa Buttarelli – della Comunità filosofica “Diotima”e docente all’Università di Verona – partendo dall’analisi del pensiero di Edith Stein che ha fatto i conti in profondità col linguaggio della tradizione filosofica “classica”, suggerisce un nuovo percorso di ricerca: la felicità non può trovarsi su un piano meramente intellettuale, ma nel rapporto vivo con l’altro, ad opera dell’intuizione o di nuove forme di razionalità che nascano da veri incontri fondati sull’ascolto, sul rispetto e sull’apprezzamento del valore sostanziale dell’altro.