Federica Battistelli, Laura Lanni, Lorenza Sebasti
Vuoi regalare questo articolo? Scopri come!
Hai bisogno di aiuto? Clicca qui per parlare con noi!
Modificato in data 11/02/2012 - Il prodotto, dal nome l'Arte Come Re-esistenza, il cui ideatore è Federica Battistelli, Laura Lanni, Lorenza Sebasti puoi trovarlo in Attualità e temi sociali e più precisamente nella sottocategoria Attualità. Realizzato da Emi - Editrice Missionaria Italiana in data Settembre 2009, è in stato di "Disponibile in pronta consegna". Il prezzo è attualmente pari a Euro 12,00.
Nel fiume di notizie quotidiane e negoziati di pace moribondi, ben pochi sembrano conoscere le bellezze della comunità palestinese e la vitalità creativa della produzione musicale, artistica e letteraria.
Eppure, leggendo questo libro, si scopre che in Cisgiordania, nella Gaza "fondamentalista" e nella Gerusalemme araba il talento abbonda: il violinista internazionale Ramzi Abu Radwan che lavora con i bambini dei campi profughi di Ramallah, i registi e gli attori del Teatro dell'Oppresso Ashtar, Zakariya Zubeidi e i ragazzi del teatro della Libertà di Jenin e mille altri ancora.
Cos'è l'arte per la Palestina? È resistenza ed esistenza al tempo stesso. L'arte racchiude l'identità e la creatività di un popolo che ha deciso di non farsi annullare dalla storia per abbattere lo stereotipo di "violento", "fanatico" e "terrorista" che gli è stato cucito addosso.
Un libro di interviste, un documento su teatro, musica e circo come luogo di analisi e sperimentazione all’interno del conflitto palestinese.
Dall’introduzione delle autrici:
Questo lavoro nasce da un incontro. Dalla nostra vita come volontarie in servizio civile per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII all’interno dei Territori Occupati Palestinesi.
(...)
Oggi la società palestinese è ferita e scoraggiata. Conflitto e violenza iniziano all'interno delle stesse famiglie, sulle strade, e si riflettono sulla situazione nazionale. L'occupazione israeliana ha peggiorato le condizioni di vita e instillato il seme del sospetto in seno alle comunità e alle famiglie.
E come spesso accade quando politica e media falliscono nell'analizzare la società e nel rappresentarla, nel comprenderne e comunicarne i bisogni più intimi, l'arte ci viene in aiuto. In un contesto come quello palestinese, in cui tutto è permeato e influenzato dalla politica, l’arte svolge il ruolo di rappresentare la realtà e trasmetterne problemi e complessità con una sensibilità estranea alla politica ufficiale.
Oltre che essere un'allegoria della vita e un canale di comunicazione, l'arte è in Palestina luogo di analisi, sperimentazione e progettazione.