La storia di Duncan Fairhurst mostra uno degli aspetti più odiosi dell'abuso tra le mura domestiche: fin da quando è piccolissimo subisce dal padre coercizioni umilianti, è obbligato a guardare materiale pornografico, è coinvolto in prestazioni sessuali. Il genitore, però, si trincera dietro menzogne e ricatti morali: "Papà ti vuole bene", "Tutti fanno così", "È il nostro segreto".
Il bimbo cresce incerto e confuso, finché a quattordici anni, sentendosi isolato e senza aiuto, Duncan tenta il suicidio. A quel punto le violenze cessano, ma lui sembra ormai votato all'autodistruzione. Solo grazie all'amore di una ragazza riuscirà a riemergere da un lungo periodo di disordine, droga e alcol, e a trovare la forza di trascinare il genitore davanti a un tribunale.