Il Pianeta Rosso

Francis Rocard

Il Pianeta Rosso

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Descrizione di Il Pianeta Rosso

Da "sempre" Marte affascina e aiuta a capire l'universo: è la sua particolare orbita che permise a Keplero di decifrare il movimento dei pianeti. È su Marte che gli uomini hanno immaginato vie extraterrestri ed è su Marte che a tutt'oggi dei robot cercano tracce di vita che ci aiuterebbero a comprendere l'apparizione degli esseri viventi nell'universo.

Quest'opera ci immerge prima di tutto nella storia della lunga relazione tra Marte e i terrestri. Poi descrive l'epopea delle missioni marziane con i loro successi e insuccessi in un racconto che vuole far capire meglio come vengono concepiti questi straordinari progetti spaziali. Di recente Mars Express e i rover della NASA ci hanno trasmesso informazioni fondamentali sulla storia del pianeta e in particolare su quell'epoca remota in cui l'ambiente era probabilmente favorevole all'apparizione della vita.

Tutte queste missioni pongono le basi per un futuro più lontano che, probabilmente, vedrà un uomo calpestare il suolo del pianeta rosso.

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Gianni


Pagg.47: parlando della missione Mariner 9 del 1971-1972, Rocard dice che “La risoluzione al suolo era da 1 a 3 km (…)”. Si tratta di una falsità, poiché la Mariner 9 ottenne immagini con risoluzioni fino a 37 metri per pixel, in ciò eguagliando la missione Viking. Pagg.233,234,235: nell’appendice dedicata alla faccenda della “Face on Mars”, il Rocard sostiene che le riprese della “Face on Mars”, effettuate nel 1976 dalla sonda Viking 1, sono ad “alta risoluzione”, poi afferma che delle immagini successive, sempre ad “alta risoluzione” (sonda Mars Global Surveyor) avrebbero vanificato quanto ripreso in precedenza. Ciò non può succedere perché un’immagine ad alta risoluzione, ripresa in seguito con una rilevazione con maggiori elementi di qualità, deve rappresentare l’immagine precedente con un maggior numero di particolari. Infine è da ricordare che la sonda Mars Odyssey, nel 2004, ridefinì in due riprese la Face on Mars ripresa nel 1976. Ma né di questo né d’altro, il Rocard sembra essere a conoscenza.

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