Data di acquisto: 30/01/2013
Nulla di nuovo rispetto alle precedenti pubblicazioni di Zeland. Molti riferimenti a questi due volumi li potete gia' trovare in Transurfing vivo. Zeland ripete in parte cio' che aveva espresso nei primi tre libri e lo elabora aggiungendovi alcuni concetti come l'amalgama dello specchio e l'arbitro della realta', non andando pero' molto oltre a quello che gia' aveva asserito precedentemente. Spesso ricade in quelli che io ritengo essere speculazioni infondate e nella faciloneria pensando che la felicita' si trovi quando il mondo segue le nostre proiezioni mentali assidue.Il suo continuo sforzo nel voler cambiare la realta' e nel voler evitare la sofferenza e' indice di un'estremo lavoro mentale e di una poca integrazione col presente e, con se', dell'essere, della vita. Una continua ricerca, la sua, di un qualcosa che al momento non c'e', un inseguimento di un ideale creato dalla propria mente. La vera felicita' , pero', e' gia' qui, proprio sotto i nostri occhi ed e' gia' pronta, perfetta cosi' com'e'.