Stevia Rebaudiana: Pianta per la decrescita felice
Stevia rebaudiana, sinonimo Eupatorium rebaudianum (in guarano Kaà-Heè) viene scoperta dal naturalista italo-svizzero Antonio Bertoni già nel 1888. Gli ecologisti francesi hanno trasformato la Stevia in un simbolo politico ed ecologico in quanto Patrimonio mondiale per l'agricoltura.
Spontaneamente cresce in Brasile, Paraguay dove è stata utilizata per millenni dal popolo dei guarani, ma pare sia presente anche in Venezuela e Colombia e forse in Argentina.
L'uso della stevia come dolcificante alimentare è ammesso in diversi paesi del mondo quali Paraguay e Uruguay, Brasile, Argentina, Israele, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Cina, Taiwan, e Laos, E ora anche gli Stati Uniti si sono convertiti. E' il dolcificante del futuro, il Santo Graal per il mercato di bibite e alimenti light, a partire dal 18 dicembre 2008 la Food and Drug Adminìstratìon ha concesso l'autorizzazione all'uso della Stevia come edulcorante naturale. In Europa l'uso della Stevia è in fase di definizione, ostacolato però dagli interessi delle lobby dello zucchero.
1 ettaro di stevia corrisponde a 12 ettari di barbabietola
E' una pianta vorace, e come tutte le piante voraci molto facile da coltivare; datele un buon terriccio drenante, meglio che il PH non salga oltre 7, una buona concimatura e molta acqua; non farà altro che crescere con vigoria. La riproduzione è alla portata di tutti: non è necessario ricorrere alla semina, le talee radicano con facilità
La grande attenzione per questa pianta si deve alle sostanze contenute nelle sue foglie ricche di principi attivi: dulcoside, eterosidi, saponosidi, rebaudiosidi, steviosidi; il marcato sapore dolce è dovuto proprio agli ultimi due. Inoltre le sue foglie contengono calcio, fosforo, ferro, magnesio, potassio, sodio e zinco, vitamina A e C.
Steviosidi e rebaudiosidi non contengono calorie e non vengono metabolizzati.
Da 9 fino a 450 volte più dolce dello zucchero!
Si possono fare bevande con foglie sia fresche che secche, una sorta di tè, o semplicemente aggiungere qualche foglia al posto dello zucchero; tritate o intere possono guarnire macedonie o altri cibi che si voglia addolcire. Si possono ottenere anche soluzioni alcoliche, facendo successivamente evaporare con il calore l'alcool, concentrandole a piacere fino a raggiungere una consistenza sciropposa; in questo caso una goccia corrisponde più o meno a un cucchiaino di zucchero. I giapponesi, pionieri nella purificazione degli estratti della pianta, dagli Anni 70 fanno un largo consumo dei suoi derivati; non sono mai stati segnalati effetti collaterali, così pure nei paesi dell'America Latina, dove viene consumata diffusamente da 1500 anni.
In Italia, come in tutti gli stati dell'UE, attualmente i derivati della stevia non sono in vendita.
Spontaneamente cresce in Brasile, Paraguay dove è stata utilizata per millenni dal popolo dei guarani, ma pare sia presente anche in Venezuela e Colombia e forse in Argentina