Torna su ▲

Il parto

Il parto


«Il fatto che la donna partorisca in casa è una decisione politica, l’asserzione della sua determinazione a riappropriarsi dell’esperienza del parto. Partorire in casa può significare cambiare la società»
Sheila Kitzinger


Quali sono le implicazioni sociali del parto naturale e del parto in casa? In che modo, la società occidentale è arrivata alla totale medicalizzazione del parto e alla messa a punto di una tecnologia della nascita che ha escluso la figura femminile e il suo innato sapere (la donna, l’ostetrica, la futura madre) dalla scena del parto? Polina Zlotnik – ostetrica e autrice, con Silvia Sandri, del dvd Il Primo Sguardo (Macro Edizioni, 2007) – risponde alle nostre domande parlandoci di consapevolezza, autonomia, libertà, magia e amore.

 


Vorrei iniziare con una domanda personale. Dopo aver visto il dvd Il Primo Sguardo, che tu e Silvia Sandri avete realizzato, ho pensato che fare l’ostetrica ed assistere le donne al parto in casa debba essere una professione eticamente ed esteticamente stupenda. Come ti sei ritrovata ostetrica?


È vero, è un mestiere bellissimo. Mi permette di stare a contatto con il cambiamento, con la trasformazione. A contatto con la donna che diventa madre, col bambino che nasce, con la famiglia che lo accoglie. Mi permette di accompagnare questo cambiamento, di facilitarlo, di renderlo possibile. Di stare nella semplicità e nella complessità. Per me è un grande privilegio.

Ma credo, anche, che le donne abbiano bisogno delle ostetriche. Hanno bisogno di risposte operative alle loro esigenze di autonomia, di libertà di scelta, di protagonismo. Hanno bisogno di una professionista seria e preparata che le accompagni nella loro avventura di mettere al mondo, le aiuti a riscoprire le potenzialità e le risorse del loro corpo in trasformazione, le competenze del loro bambino. Una professionista che consideri la nascita non come un evento potenzialmente patologico, ma come l'espressione di salute sessuale ed affettiva della donna e della coppia. Che sia un punto di riferimento per tutti i dubbi, le paure, le crisi di crescita. Che conosca e sostenga la fisiologia, che possa curare e risanare la nascita.



Ad un certo punto della storia, poco meno di 40 anni fa, è diventato praticamente inconcepibile partorire in maniera naturale. Che cos’è il parto medicalizzato e in che modo è nata la macchina del parto?

Non solo il parto ma tutto quello che è “umano” sta diventando inconcepibile. Ci stiamo allontanando sempre più dalla vera essenza delle cose, e lo stato in cui versa oggi la nascita in Italia, con quasi il 40% di bambini che vendono messi al mondo con i taglio cesareo, lo dimostra.
Le donne hanno delegato la loro competenza nel partorire al medico, alla tecnologia, all'ospedale. Le ostetriche hanno delegato la loro professionalità, manualità, sapere antico e hanno perso la loro autonomia professionale. La paura, l'ignoranza, l'abuso della tecnologia hanno dato un notevole contributo, ma la colpa più grossa io la attribuisco alla sete di potere e di denaro. Sulla nascita è facile lucrare. È facile guadagnare. È il circolo vizioso del aumento dell’ignoranza, della paura, della delega del potere e della perdita di competenza che partorisce la macchina del parto, aprendo le porte al lucro e ai facili guadagni. Una macchina sempre più grossolana che calpesta tutto quello che c'è di bello, di intimo, di sacro e di umano nella nascita.



Nel libretto che accompagna la visione de Il Primo Sguardo, una donna, Silvia, racconta la sua esperienza di parto in ospedale. Dopo il parto il bambino le viene tolto:

«Volevo il mio bambino ma non avevo il coraggio di andarlo a reclamare. Dopo mezz’ora mi sono alzata, erano le tre del mattino. Ho iniziato a passeggiare su e giù per il corridoio, ho provato a lasciare il reparto e affacciarmi alla nursery ma non c’era nessuno a cui chiedere e avevo la sensazione che, se avessi citofonato, mi avrebbero solo sgridato. Mi sono seduta su una poltroncina in una saletta per l’allattamento e mi sono lasciata scorrere addosso sensazioni ed emozioni. Finalmente ho iniziato a vedere i carrellini con i bambini tutti in fila a mi sono messa vicino al letto, trepidante per l’attesa. Ho aspettato parecchio ma non è arrivato nessuno, e quindi sono andata a chiedere.
“Signora” – mi ha risposto l’infermiera come se fossi una mezza deficiente – “Suo figlio sta sotto la lampada! È nato da poche ore! Glielo porteremo a tempo debito”.
Non ce n’è stato bisogno perché, quando è arrivato mio marito, abbiamo deciso di firmare la cartella e andare via. Alle nove io e mio figlio siamo saliti in macchina e non siamo più dovuti stare ai comodi di nessuno».

Silvia alla fine riesce a riprendere il controllo della situazione e decide cosa vuole veramente per sé e per il suo bambino. Eppure mantenersi forti, salde e sicure di fronte al potere medico è spesso difficile. Quali motivi ci possono essere alla base della delega a un medico del proprio corpo e delle proprie emozioni?


Prima di tutto l'ignoranza, nel senso di ignorare, non sapere, non conoscere. Non sapere che la madre riesce a scaldare il proprio bambino meglio della culla termica, che è vitale attaccare il bambino al seno nella prima ora di vita, che è più sicuro partorire naturalmente. E tante altre cose ancora, che oramai la ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato.
Poi c'è il particolare stato emotivo in cui si trova la donna appena ha partorito il suo bambino. Anche lei è appena nata madre. È una madre neonata che ha bisogno di guida, di sostegno, di aiuto a fare da sé. Ed è molto aperta verso l'esterno proprio perché deve inserire un bambino nella sua vita, deve allargare i propri confini per contenerlo. E allora crede a tutto quello che le viene detto, delega perché non sa di sapere e ha molto paura di sbagliare.
Noi operatori non dobbiamo approfittare di questo stato fisiologico. Il nostro ruolo è aiutarla a fare da sé, renderla competente nel suo ruolo materno.

 

 

ATTENZIONE! l'INTERVISTA E' STATA TAGLIATA. POTRAI LEGGERE L'INTERVISTA COMPLETA SUL CONSAPEVOLE N.14 - CLICCA QUI

 

Articoli correlatiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Il Primo Sguardo - DVD

Come accogliere il bambino nelle ore dopo la nascita

Polina Zlotnik, Silvia Sandri, Marshall Klaus

Remainder
€ 6,75 € 13,50 (-50%)
Avvertimi quando disponibileRichiesto da 16 visitatori
Fuori Catalogo

DVD - Macrovideo - Settembre 2007 - Monografie e documentari

Le prime ore di vita hanno un'importanza assoluta per la salute del neonato e i vantaggi di una accoglienza adeguata vengono riscontrati anche a distanza di anni.Il Prof. Marshall Klaus, neonatologo di fama internazionale e... scheda dettagliata

 

Macrolibrarsi Assistenza Chat

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI