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Osho - Tanti condizionamenti... Che fare? - Vivi...

Anteprima del libretto interno del dvd "Vivi Felice" di Osho. Una piccola scelta di brani di Osho che affrontano la questione del condizionamento da prospettive diverse.

Osho - Tanti condizionamenti... Che fare? - Vivi Felice DVD

Tanti condizionamenti... Che fare?

È praticamente impossibile non ritrovarsi pieni di condizionamenti: la famiglia, la Chiesa, la scuola... la società in genere usano ogni mezzo per costringerci fin da piccoli a comportarci in accordo coi loro interessi in quanto istituzioni... e non coi nostri in quanto esseri umani. Ma cosa possiamo fare in realtà? Ecco una piccola scelta di brani di Osho che affrontano la questione da prospettive diverse: senza voler darci "ricette" definitive, di sicuro stimolano riflessioni importanti e soprattutto una utile, costante attenzione.

Cancella il programma! Io non insegno dei nuovi valori, un nuovo pacchetto di valori da mettere al posto di quelli vecchi.

Io vi dico di restare senza alcun sistema di valori preconcetti e di indagare da soli la realtà – qualsiasi cosa troverete, sarà la vostra verità.

Non c'è nessun bisogno di crederci: non appena l'avrete conosciuta, non vi porrete più il problema. Si crede solo nelle cose che non si conoscono. Quando si conoscono, si conoscono: il crederci è irrilevante.

Perciò non vi sto dando un altro insieme di credenze, un altro insieme di valori: quello che vi do è una certa tecnica che vi permette di distruggere tutti i condizionamenti. La tecnica in se stessa non è un condizionamento. Non può esserlo, perché non vi viene richiesto di crederci; vi viene chiesto di sperimentarla e, a meno che la vostra esperienza non la convalidi, non c'è bisogno di darle nessuna credibilità. Non è che dovete credere nel vivere totalmente, perché lo dico io. Io vi dico che io vivo totalmente e che questo è l'unico modo che ho trovato per vivere. Potete provare anche voi. Se vi succede di provare gioia, felicità e voglia di celebrare, allora sta a voi scegliere se continuare così o smettere.

La meditazione non è un condizionamento. È un decondizionamento, non è fatta per darti dei pensieri, dei ragionamenti o un'ideologia. Serve semplicemente a ripulire tutto e a renderti completamente vuoto. Come può essere un condizionamento?

La consapevolezza non può essere un condizionamento. Essa ti appartiene. L'hai portata con te quando sei nato. Nessuno può dartela, devi semplicemente buttare via tutte le schifezze che vi si sono attaccate.

Il mio sforzo è di darvi la vostra individualità. Non voglio che niente sia aggiunto a voi. Siete perfetti così come siete nati, è la società che vi trattiene nell'imperfezione. Voglio semplicemente che diventiate consapevoli della vostra perfezione, della vostra bellezza, della vostra gioia, di tutte le benedizioni che sono possibili per voi e che la società impedisce, condizionando la vostra mente. Non vi do nessun condizionamento. Se fosse stato possibile far diventare la gente più consapevole, mediante un condizionamento, le cose sarebbero state molto più semplici. Se un semplice condizionamento avesse potuto rendere la gente beata, quanto più facile sarebbe stato! Vi hanno fatto credere in menzogne totali – dio, profeti, salvatori, incarnazioni – ma nessuno è riuscito a condizionarvi alla beatitudine, alla spontaneità, alla totalità, per il semplice fatto che sono qualità che già avete – devono solo essere scoperte.

Se avete abbastanza coraggio da rendervi vuoti, vi ritroverete pieni di tutte le vostre qualità naturali, che sono di eccezionale bellezza e possiedono una caratteristica incomparabile: sono eterne. Una volta ritrovate, non si perderanno più.

Disimpara a essere innaturale

L'intento dei gruppi di terapia non è assolutamente quello di portare i partecipanti a raggiungere il loro sé naturale. Il vero scopo di tali gruppi è di portarvi al punto dove potrete scoprire da soli la vostra mancanza di naturalezza. Nessuno può portarvi al vostro profondo essere originale; non può esserci nessun metodo, nessuna tecnica, nessun accorgimento che possa portarvi al vostro essere originale, il sé naturale – perché, qualsiasi cosa facciate, vi porterà a essere sempre più innaturali. Allora, qual è lo scopo di un gruppo terapeutico? Semplicemente quello di rendervi consapevoli degli schemi innaturali che avete sviluppato nel vostro essere. Non fa altro che aiutarvi a vedere quanto la vostra vita non segua la vostra vera natura. Questo è tutto. Il fatto stesso di vederlo, comincia a togliere spessore alla cosa. I comportamenti innaturali richiedono un controllo costante. Quando vi sarete resi conto che una cosa è innaturale, si allenta la presa. La mano si apre da sola. Il gruppo non è uno strumento per farvi aprire la mano. Serve solo a farvi vedere che quello che state facendo non è naturale. Proprio nel fatto di vederlo sta la possibilità della trasformazione.

Questa rivoluzione si attua con la responsabilità, responsabilità individuale. Tu sei in grado di trasformarti, di abbandonare quei vecchi schemi. Non sono tuoi per destino. Ma se li accetti come se fossero il tuo destino, essi lo diventano. È solo questione di sostenerli o di lasciarli andare.

La società ha fatto molto per importeli, i genitori anche e così la scuola, i preti – tutti hanno fatto il loro lavoro. Ma comunque la responsabilità ultima resta in mano tua. Ecco perché la terapia di gruppo è un processo difficile, duro. Perché vuoi sottrarti? Perché hai sempre pensato di essere assolutamente giusto e buono: gli altri ti hanno fatto del male.

Nessuno è responsabile, all'infuori di te. Questa è una delle verità più dure da accettare. Ma non appena l'avrai accettata, vedrai che ti porterà una grande libertà, creerà un grande spazio, perché assieme a questa verità immediatamente si apre un'altra possibilità: "Se il responsabile sono io, allora io posso cambiare. Se la responsabilità non è mia, come posso cambiare? Se è una cosa che faccio a me stesso, farà anche male il realizzarlo, però apre una nuova possibilità: che io posso anche smettere di farmi male, posso smettere di essere infelice".

Il processo del gruppo di terapia non è fatto per renderti naturale, è fatto per renderti consapevole della tua mancanza di naturalezza, della tua falsità. Nessuno può renderti naturale: l'ha già fatto l'esistenza. Il problema non è imparare a essere naturali, il problema è come disimparare l'innaturale.

La consapevolezza... ti trasforma

Osho, di recente in molti discorsi hai detto che non vi è nessun problema, che i nostri problemi non sono reali. Sono stato educato in una famiglia cattolica, molto repressiva, e ho vissuto per ventun anni in un sistema educativo altrettanto assurdo e repressivo. Vuoi dire che la corazza caratteriale, tutti i condizionamenti, le repressioni subite... non esistono, quindi possono sparire immediatamente, in questo istante?

È una domanda molto importante. Importante perché rivela due diversi atteggiamenti nei confronti della realtà interna dell'uomo.

L'atteggiamento occidentale pondera il problema, ne ricerca le cause, ne sviluppa la storia dalla genesi, per sradicare il problema alle origini, e decondizionare la mente, oppure ricondizionarla... questo è l'atteggiamento occidentale. La psicoanalisi si orienta verso i ricordi, questo è il suo terreno di lavoro. Penetra la tua infanzia, il tuo passato, per scoprire dove è sorto il problema. Forse cinquant'anni fa, quand'eri ancora bambino, avevi dei problemi di relazione con tua madre, la psicanalisi si spinge fino a questo punto! Cinquant'anni! È una storia senza fine. Inutile rivangarla, perché rivelerà milioni di problemi. Il problema non sarà più isolato! Se ti metti a studiarli uno per uno... ti serviranno milioni di esistenze per risolvere i problemi di una vita.

Lasciamelo ripetere: per risolvere i problemi di una vita, dovrai rinascere un'infinità i volte. È praticamente impossibile, non è affatto realistico. E nelle migliaia di vite che ti serviranno per risolvere i problemi di una esistenza, nasceranno ovviamente altri problemi... andrai avanti all'infinito. Finirai per smarrirti inesorabilmente nei problemi. È un'assurdità!

L'Oriente parte da una prospettiva radicalmente diversa. Innanzitutto afferma che nessun problema è serio. Nel momento in cui sostieni che nessun problema è serio, vedrai che il novantanove per cento del problema scompare, la tua visione cambia in modo radicale. L'Oriente afferma come seconda cosa: il problema esiste perché tu sei identificato col problema stesso. Non ha niente a che fare col passato, niente a che vedere con la tua storia. Sei identificato – questo è il vero problema. Ed è anche la chiave per risolvere tutti i problemi.

Mettiamo il caso che tu sia una persona collerica. Se vai da uno psicoanalista, ti dirà: "Torna al tuo passato... come è nata questa collera? Quali situazioni hanno sviluppato questo condizionamento fino a creare nella mente questo comportamento? Dobbiamo ripulirti da tutti questi condizionamenti, dobbiamo estirparli dal tuo essere. Dobbiamo chiarire a fondo il tuo passato".

Se invece vai da un mistico orientale, ti dirà: "Tu pensi di essere la collera, ti senti identificato con la tua collera – in questo sbagli. La prossima volta che ti capita di arrabbiarti, rimani a guardare, sii semplicemente un testimone. Non identificarti con la collera. Non dire: 'Sono arrabbiato'. Limitati a guardare cosa succede, osserva come se fosse uno spettacolo televisivo. Guarda te stesso come se osservassi qualcun altro...".

Tu sei pura consapevolezza. Quando le nubi dell'ira ti circondano, limitati a osservarle e rimani attento, in modo da non identificarti. La soluzione consiste nel non identificarsi con il problema. Una volta che l'hai imparato... non importa quanti problemi hai – perché la chiave, la stessa chiave, potrà funzionare per ogni altra situazione. Infatti funziona con la collera, con l'avidità, con il sesso; funziona con tutte le infinite proiezioni della mente.

Mi hai chiesto: "Di recente in molti discorsi hai detto che non vi è nessun problema, che i nostri problemi non sono reali. Sono stato educato in una famiglia cattolica, molto repressiva..."

In questo momento puoi liberarti dal tuo cattolicesimo. Adesso, ti dico! Non devi affatto rivisitare il tuo passato e disfare quanto i tuoi genitori e la società e i preti e la chiesa ti hanno fatto. Sarebbe un'inutile perdita di tempo, di questo prezioso momento presente. Hai permesso che distruggessero parecchi anni della tua vita, ora non farebbero che distruggere il tuo presente. Puoi venirne fuori semplicemente, come un serpente scivola fuori dalla sua vecchia pelle.

"Vuoi dire che la corazza caratteriale, tutti i condizionamenti, le repressioni subite non esistono?".

No, esistono. Ma esistono solo nella tua mente o nel tuo corpo. La consapevolezza non ne porta traccia, perché la consapevolezza non può essere condizionata. La consapevolezza rimane sempre libera! La libertà è la sua qualità intrinseca, la libertà è la sua natura.

Questa è la bellezza della consapevolezza: può uscire intatta da qualunque cosa. Non esistono barriere, non vi sono limiti che la contengano. Un attimo fa eri inglese – ora hai capito l'assurdità di ogni nazionalismo – e in un attimo non lo sei più. Non voglio dire che cambierai colore di pelle – sarà sempre bianca – ma ora non sei più identificato con l'appartenere alla razza bianca, e non sei più contro la razza nera. Hai capito la stupidità di questo gioco. Non voglio dire che quando ti accorgi di non essere inglese dimenticherai la tua lingua, no. Sarà sempre presente nella tua memoria, ma la tua consapevolezza se ne è separata, ora la tua consapevolezza risiede su una vetta e osserva la valle sottostante.

L'intera metodologia orientale può essere ridotta a una parola: essere un testimone. E l'intera metodologia occidentale può essere ridotta a un solo fenomeno: l'analisi. Analizzando continui a ruotare intorno alle cose.

Invece, se sei un testimone, esci semplicemente da questo circolo vizioso.

 

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