Torna su ▲
Avvento 2016
Idee Regalo

Lorenzo Acerra - Anteprima - Il Mal di Latte

Leggi in anteprima il 3° capitolo del Libro

Lorenzo Acerra - Anteprima - Il Mal di Latte

Capitolo 3

Caseina: le malattie croniche infiammatorie

Animali adulti messi a dieta di latte “fresco” del supermerca­to sviluppano artrite che può essere monitorata istologicamente (iperplasia sinoviale cellulare, infiammazione e infiltra­zione linfoplasmocitica), anche se sono completamente assenti anticorpi IgE o IgG alle proteine del latte [Panush 1990]. «Queste osservazioni» concludono i ricercatori, «possono fornire un importante modello di laboratorio per lo studio delle malattie infiammatorie dei legamenti». L’effetto artritogenico del consumo del normale latte commerciale è ben noto ai ricercatori [Goldlust 1981]. Secondo gli studi che ora andiamo a citare, bere 235-350 millilitri al giorno di latte pastorizzato costituisce un pic­colo, ma ripetuto stimolo antigenico a livello dell’assorbi­mento intestinale.

Coombs [1981] scrive:

Lesioni infiltrative sinoviali su conigli potevano essere indotte con il semplice espediente di far bere il latte commerciale, per un periodo di dodici settimane.

Le lesioni “inizio artrite reumatoide” si sviluppavano in 9 conigli su 25 (il 36%) anche in uno studio di Welsh [1985], se rano tenuti appunto per dodici settimane con un regime alimentare basato sul latte pastorizzato. Anche questa non era n’allergia IgE mediata, infatti non fu­rono trovati IgE al latte di mucca e sue proteine. I conigli che consumavano latte di mucca sviluppavano elevate concentra­zioni di cellule nucleate e un maggior livello di linfociti T nei lo­ro liquidi sinoviali rispetto ai conigli di controllo, in misura cor­relabile con la gravità delle lesioni istologiche [Welsh 1985]. E nell’essere umano? Cosa sappiamo? Molto successo dalla sospensione del latte ottengono pazienti che presen­tano evidenti sintomi gastrointestinali insieme con l’artri­te: entrambi i problemi migliorano con un regime di elimi­nazione del latte [Ratner 1985, Bengtsson 1996], Ma numerosi sono anche i rapporti di pazienti artritici sen­za sintomi gastrointestinali che ottengono miglioramenti eli­minando i prodotti caseari dall’alimentazione [Parke 1981, Panush 1983 e 1986, Haugen 1994, Kavanaghi 1995, Pelto­nen 1997, Schrander 1997, Holst-Jensen 1998, Fujita 1999, Hanninen 1999, Hafstrom 2001, McDougall 2002].

Altri autori di studi clinici, sono: Beri [1988], Carini [1985], Golding [1990], Hanglow [1985], Hanninen [2000], Kavanaghi [1995], Nenonen [1998], Ol­dham [1980], Rauma [1993], Schrander [1997], van de Laar [1992], Welsh [1986]. Autori di libri che hanno sottolineato il ruolo dei latticini nel­le artriti sono: George Eisman, Hannah Allen, Alec Burton, Viktoras Kulvinskas, Francis Pottenger, Herbert M. Shelton, N.L. Walker, Harvey e Marilyn Diamond, Frank Oski.

Scrive il dott. Daniel Twogood [1996]:

Nell’artrite sistemica o quando un certo numero di legamen­ti sono affetti, la causa non è fisica ma chimica. Di solito il problema è la caseina. Una volta vidi un paziente sessanta­cinquenne, Bob, che soffriva di rigidità al collo e mal di testa. Anche le sue mani erano irrigidite e doloranti. La sua vita era giocare a golf. Era molto motivato a guarire. Allora gli ordi­nai di eliminare del tutto latte e derivati. Lo fece e da allora Bob non ebbe più dolori o mal di testa, i problemi alle mani anch’essi spariti. Un altro caso, ancora: Joy, donna quaran­taduenne che aveva notato da sola che le ginocchia non era­no più doloranti se eliminava i latticini dall’alimentazione.

Pare che anche John Fitzgerald Kennedy abbia vissuto per oltre due decenni una condizione muscolo-scheletrale cronica dovu­ta ad un’intolleranza al latte non diagnosticata: i dolori e la non felice condizione fisica venivano tenuti nascosti con la sommi­nistrazione di cortisonici e mediante un busto [O’Donnell e Po­wers, nel libro Johnny, we hardly knew ye, 1992].

Della storia di atopia cronica di Kennedy mi pare che ab­biamo già parlato. Il presidente non raramente beveva fi­no a un litro di latte al giorno. Ci sono numerosi aneddo­ti sul consumo sconsiderato che Kennedy faceva di gelati, frappè al latte e malto e cose simili. Risale ad un contemporaneo di Kennedy, il dott. William Deamer di San Francisco, la documentazione della fre­quente relazione causale tra sensibilizzazione alle proteine del latte bovino e i dolori muscolo-scheletrici, ma sfortu­natamente questi non fu tra i suoi medici.

Valutazioni per la diagnosi e test
«L’intolleranza al latte si manifesta spesso in quei soggetti che, da piccoli, hanno fatto fatica ad abituarsi al latte di mucca dopo lo svezzamento. Indagare nell’infanzia ci con­segna un indizio prezioso», scrivono i kousminiani Bondil e Kaplan, in Mangiare meglio (Tecniche Nuove, Milano 2001). Secondo il dottor Raphael Nogier, per identificare un’intol­leranza alimentare al latte ci si poggia sulla triade “presen­tazione del paziente”, “anamnesi” (quella recente, ma so­prattutto quella nell’infanzia) e “test di proliferazione dei linfociti”, e la dimostrazione culmina con “l’eliminazione dei latticini” e un miglioramento clinico.

Un esempio tratto da Questo latte che minaccia le donne (Nuova Ipsa Editore, Palermo 1994):
Ninon, quindicenne, estremamente indebolita, che lamen­tava delle emicranie, eccitabilità neuro-muscolare (spa­smofilia); un anno dopo l’altro i genitori consultavano specialisti e medici senza successi. Al primo sguardo notai che la sua pelle era pallida, quasi trasparente. Un buffetto con il dito sulla guancia della paziente comportava una ri­trazione del labbro superiore (segno di Chvosteck, per la spasmofilia). Sapendo che in questi casi l’intolleranza al latte diventa importante, mi affrettai perciò a prescriverle il test di proliferazione dei linfociti per le proteine del latte di mucca. L’Istituto Pasteur mi mandò i risultati dieci gior­ni dopo, e vidi che questa ragazza aveva un’ipersensibilità alle tre proteine del latte di mucca testate: caseina, alfa-lat­toalbumina e beta-lattoglobulina.

Circa un mese dopo la madre di Ninon mi telefonò e mi comunicò che sua figlia, in seguito al mio consiglio, aveva interrotto i latticini e non soffriva più di emicranie, e che non era più stanca. Mi rin­graziò e mi chiese una visita per se stessa. “Perché?”. “Per dolori al seno”. Le fissai un appuntamento per l’indomani, la interrogai e la esaminai per un’ora. Aveva 45 anni. La sua storia a questo punto il lettore può immaginarla da sé: allattata parzialmente fino a 3 mesi; otiti e angine da pic­cola, eczema a 6 mesi; a 20 anni comparsa dei dolori al se­no, da allora seguita come paziente con seni a rischio; ope­rata a 40 anni per un nodulo sospetto, ma benigno, al se­no destro. All’esame la sua pelle era sottile ed aveva il se­gno di Chvosteck (spasmofilia); le consigliai, come per la figlia, di fare il test di ipersensibilità alle proteine del latte di mucca. Alcuni giorni dopo il test rivelò una fortissima sensibilità alla caseina e alla beta-lattoglobulina.

La presentazione del paziente può veramente dare al medi­co l’ispirazione, la fatidica lampadina che si illumina, riguar­do all’intolleranza al latte dell’individuo che ha davanti. Nogier [La pelle]:

Innanzitutto, il bambino che tollera il latte di mucca ha una pelle fresca e rosata; il bambino che non lo tollera, invece, ha una pelle pallida, traslucida. Inoltre se si pizzica diventa ros­sa. Questo si chiama “desmografismo”, cioè una reazione anomala della pelle che diventa rossa al contatto. Al tatto, è una pelle troppo sottile, elastica e mantiene il segno (conser­va delle tracce rosse se viene pizzicata). L’elasticità la potre­te dimostrare tirando la pelle che si allunga notevolmente.

Se in dubbio, il medico traccerà una figura invisibile sul dorso del paziente con una punta smussata; nei secondi che seguono appaiono tratti rossi creati da una reazione anormale della pelle. Infine, i disturbi cutanei nel bambino che non tollera il lat­te sono quasi sempre costanti. «Tutto ciò», continua No­gier, «non aveva mai attirato la mia attenzione per alcuni anni, ma a forza di osservare pazienti intolleranti al latte non ho potuto che constatare questa evidenza».

Nogier [1994]:
Anna Maria, trentaquattrenne, mi chiede una visita per una anoressia mentale. Nella sua vita ha sofferto di angi­ne a ripetizione. Mi segnala dolori al seno e l’orticaria quando si espone al sole. La sua pelle è elastica, sottile e pallida. Il test di proliferazione dei linfociti rivela una ipersensibilità alle tre proteine: caseina, beta-lattoglobu­lina e alfa-lattoalbumina. Durante i nostri incontri mi se­gnala che sua madre ha avuto un cancro al seno. Chiedo ad Anna Maria di convincerla a fare il test. Il test fatto sulla madre risulta anch’esso molto positivo alla caseina, alla beta-lattoglobulina e alla alfa- lattoalbumina.
Il caso di Armanda, 44 anni, riflette quello di molte malate. Mi ha chiesto una visita per delle emicranie devastanti che le impediscono di lavorare a tempo pieno. Ecco la sua storia: Armanda non è stata allattata al seno. Nell’infanzia non rie­sco a risalire ad alcun segno particolare, però dai 17 ai 30 an­ni soffre di: angine a ripetizione, ribelli ad ogni trattamento antibiotico; raffreddore da fieno; vomiti regolari; stitichezza ostinata; dolori addominali; inoltre si sente sempre “gelata”. A partire dai 35 anni compaiono emicranie spaventose: al­l’inizio una volta al mese, poi una volta a settimana. Prova ogni cura, invano. Il suo stato di salute si complica: compar­sa di una disfunzione nelle mestruazioni; aumento dell’inson­nia, seguita da una depressione nervosa; stanchezza perma­nente, “sono spossata”; dolori violenti ai seni. All’analisi Armanda presenta una pelle sottile ed elastica, e le pieghe attorno alla bocca. Il suo test di proliferazione dei linfociti si presenta molto positivo alla caseina, nega­tivo alla beta-lattoglobulina, negativo alla alfa-lattoalbu­mina. Alla fine dei quindici giorni, l’eliminazione dei latti­cini (ne prendeva molti) ha bloccato del tutto le emicranie e ha ridotto del 30% i dolori al seno.


Infine [sempre Nogier] uno dei possibili forti indici di so­spetto è che per qualche familiare stretto sia stata già sco­perta l’intolleranza al latte:
Nel gennaio del 1993, si presenta Rachele, ventenne, so­rella di Gaetano che aveva risolto un eczema gigante e asma con la sospensione di latte e derivati. La giovane mi chiede consiglio per una depressione seria sopraggiunta un mese prima: ha abbandonato gli studi e, senza un mo­tivo apparente, piange dalla mattina alla sera. Rachele non è stata allattata al seno, ha un segno di Chvosteck, che tradisce una spasmofilia. Pure a lei chiedo di elimina­re i latticini. Due mesi dopo è raggiante.


 

Lorenzo AcerraTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Lorenzo Acerra

Lorenzo Acerra, laureato in chimica industriale, attivista per quasi dieci anni nell'ambito delle intossicazioni da mercurio, relatore ai seminari della Società italiana di medicina funzionale (SIMF), è stato uno dei soci fondatori dell'Associazione per la difesa dalle otturazioni di mercurio (ADOM). Ha pubblicato vari libri di medicina naturale tra cui i best-seller Denti tossici e Magnesio (Macro Edizioni).

 

Speciali dello stesso autore

I vostri commenti - Scrivi un commento!

Nessun commento presente

Scrivi un commento!

Articoli correlatiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

eBook - Il Mal di Latte

Intolleranze, allergie e malattie da latte e latticini

Lorenzo Acerra

(2)
Disponibilità: Immediata

Download - Macro eBook - Gennaio 2011 - eBook - Salute

Il Mal di Latte è un testo unico nel suo genere, rappresenta una guida essenziale per tutti coloro che soffrono di intolleranze e allergie al latte e ai latticini. La competenza e l’autorevolezza di Lorenzo Acerra... scheda dettagliata

Il Mal di Latte

Intolleranze,allergie e malattie da latte e latticini

Lorenzo Acerra

(9)
€ 6,45 € 12,90 (-50%)
Avvertimi quando disponibileRichiesto da 123 visitatori
Fuori Catalogo

Libro - Macro Edizioni - Dicembre 2008 - Intolleranze Alimentari

La competenza e l’autorevolezza di Lorenzo Acerra per quanto riguarda gli studi di medicina naturale sono indiscusse e questo libro ne è una prova: unico nel suo genere,  "Il mal di latte" rappresenta una guida essenziale... scheda dettagliata

Possiamo aiutarti?

assistenza clienti

I nostri operatori sono a tua disposizione per assisterti.

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI