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Introduzione - Meglio Nudi che Inquinati - Libro

Leggi un estratto dal libro di Anna Maria e Brian Clement "Meglio Nudi che Inquinati"

Introduzione - Meglio Nudi che Inquinati - Libro

I materiali sintetici soppiantano quelli naturali

Nel corso del ventesimo secolo, i materiali sintetici hanno sostituito i prodotti naturali praticamente in tutti gli ambiti della vita. In nessun altro settore, con la possibile eccezione dei cosmetici, questa tendenza è stata più spiccata come in quello dell'industria tessile e dell'abbigliamento.

Il rayon, immesso sul mercato nel 1924, fu la prima fibra tessile artificiale, anche se alcune varianti di questo composto chimico a base di legno che comprendeva l'acetato di cellulosa erano state impiegate già nel secolo precedente. Ma la primissima fibra completamente sintetica fu il nylon - sintetizzato dalla molecola del toluene - la cui comparsa nel 1939 rese la produzione in serie dei paracadute usati nella seconda guerra mondiale un'alternativa meno costosa alla seta. In quello stesso anno venne realizzato il vinyon, un cloruro di polivinile, per legare fibre non tessute. Il chimico della Du Pont Wallace Hume Carothers, generalmente considerato l'inventore del nylon, probabilmente merita anche il titolo di padre dell'industria tessile sintetica.

Dopo la creazione del nylon, che trovò la sua maggiore applicazione nelle calze femminili (collant), furono sviluppate e introdotte nella moda corrente varie altre fibre sintetiche:

  • Acrilica e modacrilica nel 1950. Queste fibre "lava e indossa", che spesso sostituiscono la lana nei maglioni, vennero considerate un progresso rivoluzionario e un grande risparmio di tempo per le massaie, specialmente quelle che lavavano gli indumenti a mano.
  • Poliestere nel 1953. Queste fibre "anti-grinza", derivate dallo xilene e dall'etilene, ridussero ulteriormente la produzione di vestiti di cotone, soprattutto i completi da uomo.
  • Elastan e olefina nel 1959. La prima, molto elastica, venne usata principalmente nella fabbricazione di abiti sportivi e costumi da bagno, mentre la seconda, ottenuta dalla scissione di molecole di petrolio in idrocarburi, in particolare etilene e polipropilene, fu impiegata per indumenti sportivi e biancheria intima termica.

La grande maggioranza degli articoli di abbigliamento prodotti oggi nel mondo - un'industria che fattura annualmente 7.000 miliardi di dollari - viene realizzata, o le loro fibre coltivate, usando sostanze chimiche sintetiche, molte delle quali tossiche per l'uomo. Un ulteriore pericolo per la salute e la sicurezza è rappresentato dal fatto che quasi tutti gli agenti pulenti utilizzati per lavare o asciugare i capi di vestiario contengono sostanze che possono provocare sintomi fisici nocivi.

Simili effetti dovrebbero essere particolarmente preoccupanti per i genitori con figli piccoli - che spesso mettono in bocca lembi di stoffa masticandoli e succhiandoli - perché i sistemi di disintossicazione dei loro corpi non sono ancora abbastanza sviluppati da eliminare rapidamente o completamente le sostanze chimiche presenti nei tessuti.

Secondo la rivista The Ecologist per trasformare le materie prime in indumenti - un processo che comporta candeggio, tintura, sgrassaggio, imbozzimatura e finissaggio dei tessuti - vengono impiegate circa ottomila sostanze chimiche.

Oggigiorno, gli abiti sintetici contengono normalmente tossine come la formaldeide, ritardanti di fiamma bromurati e perfluorurati come le fibre di teflon per conferire a pantaloni, gonne e altri capi di abbigliamento durabilità "no stiro" e "anti-grinza" (i composti perfluorurati sono classificati come agenti cancerogeni dall'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente). Le fibre vengono perfino trattate con insetticidi con il pretesto di tutelare la salute.

La moda attuale, di cui parleremo in dettaglio nel capitolo 7, lega nanoparticelle alle fibre tessili, nonostante l'accumularsi di prove scientifiche dei loro potenziali pericoli per la vita umana, animale e vegetale.

Gli effetti nocivi sulla salute sono in aumento

L'intera storia delle fibre e degli indumenti sintetici riguarda appena sei decenni di produzione e uso. Il loro influsso sulle scelte di vestiario cominciò a farsi sentire realmente negli anni Sessanta, il che significa che le sostanze chimiche impiegate nella fabbricazione sono in contatto con la nostra pelle soltanto da mezzo secolo.

Considera cosa è successo alla salute umana nel mondo industrializzato durante questo periodo, quando gli abiti sintetici hanno cominciato a toccare la pelle dei consumatori. Non può essere una semplice coincidenza il fatto che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nei Paesi più avanzati avvenga quanto segue:

  • Circa un terzo delle coppie sposate sperimenta oggi problemi di fertilità.
  • Le malattie respiratorie sono aumentate del 160 per cento tra i bambini in età prescolare.
  • Le dermatiti da contatto e altre affezioni cutanee sono ormai ampiamente diffuse.
  • Il rischio di contrarre il cancro è aumentato al punto che nel corso di una vita media un uomo su due e una donna su tre svilupperanno questa malattia.
  • Se sei una donna, oggi hai una probabilità su otto di sviluppare il tumore della mammella. Per le donne in post-menopausa, negli ultimi tre decenni il tasso di cancro al seno è aumentato del 22 per cento.

La nostra esperienza con trecentomila persone che hanno visitato L'Hippocrates Health Institute nel corso degli anni avvalora queste statistiche. Da quando negli anni Settanta gli indumenti realizzati con fibre naturali hanno cominciato a essere sostituiti da quelli sintetici, abbiamo constatato un crescente numero di ospiti affetti da tumore della mammella, carcinoma della prostata e una serie di disturbi allergici. Questa tendenza si è accentuata con il passare del tempo e lo scomparire dei vestiti di fibre naturali dagli scaffali dei negozi. Per noi dell'Hippocrates è ormai evidente che l'aggiunta di abbigliamento chimico a problemi chimici già esistenti nel corpo causa malattie ancor più croniche e gravi.

Le fibre petrolchimiche artificiali soffocano la pelle, il nostro organo più esteso e sensibile, impedendole di respirare adeguatamente per rilasciare tossine.

La maggior parte delle persone non si rende conto che si tratta dell'organo eliminatorio più importante del corpo. In base ad alcune stime, rilasciamo quotidianamente quasi mezzo chilogrammo di tossine attraverso la cute, purché questa possa farlo in maniera naturale. Se ostacoliamo il rilascio di una qualsiasi percentuale di queste tossine, esse si accumulano nel grasso corporeo e negli organi trasformandosi in una bomba a orologeria innescata per esplodere sotto forma di qualche futura malattia.

Molti degli effetti sulla salute dovuti alle sostanze chimiche impiegate nella produzione di indumenti sintetici vengono documentati nelle riviste mediche, ma raramente tali studi ricevono l'attenzione dei media convenzionali.

Per fornire solo un esempio, le dermatiti da contatto e altre condizioni allergeniche causate dall'esposizione della pelle a questi tessuti "sono non soltanto più frequenti di quanto si ritenesse in passato", secondo uno studio del 2003 pubblicato in Dermatology Online, "ma anche in aumento". Ciò probabilmente ti giunge nuovo, perché questa ricerca, come tante altre relative alle conseguenze sulla salute dell'abbigliamento sintetico, non ha ricevuto l'attenzione che meritava a causa della "sindrome dei vestiti nuovi dell'imperatore", quel muro di silenzio e negazione che circonda l'industria manifatturiera della moda.

In Meglio nudi che inquinati apriremo una breccia in questo muro, rivelando i tanti modi in cui le fibre sintetiche, le sostanze chimiche aggiunte ai tessuti e i vestiti e le scarpe stretti creano seri problemi per la salute umana. Ecco solo alcune delle nostre scoperte:

  • Sono emerse prove mediche in base alle quali quanto più a lungo una donna indossa un reggiseno, specialmente se stretto, tanto maggiori sono le probabilità che sviluppi problemi, incluso il cancro della mammella.
  • Le fibre sintetiche presentano un rischio di ustioni talmente elevato che il corpo dei marines americani proibisce alle truppe in Iraq di indossare indumenti sintetici fuori delle basi militari.
  • Alcuni studi medici hanno accertato che le fibre sintetiche contribuiscono a provocare affaticamento muscolare e disturbi motori, il che per gli atleti in gara può fare la differenza tra vincere e perdere.
  • Altri studi hanno stabilito che le fibre sintetiche producono scariche elettrostatiche e, come risultato, indossare abiti e biancheria sintetici aderenti contribuisce all'infertilità maschile.
  • Nell'abbigliamento civile per attività all'aria aperta e nelle uniformi militari viene aggiunta permetrina, benché non siano stati mai condotti test sull'impatto a lungo termine di questo insetticida sulla salute umana. 
  • Nell'abbigliamento di marca vengono aggiunte nanoparticelle d'argento come agenti anti-odore, anti-grinza e antimacchia, anche se non pochi studi medici sollevano seri dubbi sulla loro sicurezza.

I fabbricanti di vestiario e perfino molti tossicologi preferiscono credere che assorbire piccole quantità di sostanze chimiche tossiche dai singoli indumenti non sia pericoloso. Tale argomento verrà trattato in vari modi nelle pagine di questo libro.

In primo luogo, nel corso della giornata media non assorbiamo singole sostanze chimiche sintetiche, ma siamo esposti a centinaia di esse in conseguenza dell'uso sulla nostra pelle di una vasta serie di prodotti che contengono ingredienti sintetici, in particolare quelli per la cura del corpo e i cosmetici. Molte delle stesse sostanze sono impiegate nell'abbigliamento sintetico. Ciò significa che ne assorbiamo ripetutamente minuscole dosi provenienti da fonti diverse che si accumulano dentro di noi fino a diventare potenzialmente dannose.

In secondo luogo, la razionalizzazione secondo cui "i livelli di tossine sono troppo bassi per risultare nocivi", come spesso affermano i rappresentanti dell'industria del vestiario sintetico, non tiene conto del ruolo delle sinergie chimiche e del loro impatto sulla salute. Benché alcune sostanze da sole possano non essere pericolose, quando quelle provenienti da molteplici fonti si combinano e interagiscono nel tuo corpo possono avere effetti imprevedibili e potenzialmente seri sulla salute.

Questi processi sinergici costituiscono il "buco nero" dell'ignoranza nei campi della tossicologia e della medicina preventiva.

Meglio Nudi che Inquinati

Meglio Nudi che Inquinati

Basandosi su numerosi studi medici, Meglio nudi che inquinati documenta l’impennata di problemi di salute che si è verificata di pari passo con la diffusione su scala mondiale delle fibre sintetiche, dimostra che gli indumenti che indossiamo possono farci ammalare, elenca gli additivi chimici da evitare nei tessuti e indica come vestirsi senza rischi per la salute.

  • Sostanze chimiche da cui stare in guardia quando si sceglie un capo di abbigliamento
  • Gli effetti nocivi delle fibre sintetiche sulla salute
  • Individuare i tessuti sintetici “mascherati” da tessuti naturali
  • I pericoli dei tessuti antibatterici, antimicrobici, antiodore, antimacchia ecc.
  • I vantaggi dei tessuti naturali biologici
  • Anche il bucato uccide: le sostanze tossiche nei detersivi
  • Il bucato ecologico e i suoi benefici per la salute
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Anna Maria ClementTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Anna Maria Clement

Anna Maria Clement e Brian Clement dirigono da oltre trent’anni il The Hippocrates Health Institute di West Palm Beach, in Florida, organizzazione no-profit che offre consulenza nutrizionale, cure naturali e non invasive, terapie antinvecchiamento e alimentazione sana, secondo un modello di salute olistica che ha contribuito a guarire migliaia di persone da malattie di fronte alle quali la scienza medica si era arresa.

Anna Maria e Brian tengono ogni anno conferenze in tutto il mondo su salute, guarigione e longevità, con platee da migliaia di persone.

 

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Brian Clement

Brian Clement e Anna Maria Clement dirigono da oltre trent’anni il The Hippocrates Health Institute di West Palm Beach, in Florida, organizzazione no-profit che offre consulenza nutrizionale, cure naturali e non invasive, terapie antinvecchiamento e alimentazione sana, secondo un modello di salute olistica che ha contribuito a guarire migliaia di persone da malattie di fronte alle quali la scienza medica si era arresa.

Anna Maria e Brian tengono ogni anno conferenze in tutto il mondo su salute, guarigione e longevità, con platee da migliaia di persone.