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Introduzione di "400 Anni d'Inganni"

Vera Bani presenta il primo libro sulla Nuova Cronologia: "400 anni d'Inganni" di A.Fomenko

Introduzione di "400 Anni d'Inganni"

Il libro, che ci accingiamo a presentare, è la prima opera edita in lingua italiana, dedicata alla Nuova Cronologia. Si tratta di una selezione di materiali, facenti parte dell’ampio progetto “Nuova Cronologia” (d’ora in avanti NC), un’ipotesi matematica applicata allo studio della storia, elaborata teoricamente e verificata sperimentalmente dal professor Anatolij Fomenko e dai suoi collaboratori, primo fra tutti Gleb Nosovskij. Più precisamente, sotto il titolo di 400 anni d’inganni abbiamo scelto di riunire una serie di capitoli (fondamentalmente tratti dall’omonimo 400 let obmana e da Istinu možno vyčislit’ [La verità si può calcolare; N.d.T.]), che ci sono sembrati i più adatti a introdurre i lettori italiani nel complesso contesto del progetto.

Avvertiamo fin d’ora che l’impatto con le ricerche e i risultati della NC provocherà in tutti i lettori un effetto “shock”.

Diversamente non potrebbe essere: le pagine che seguono demoliscono la cronologia e la storia familiari dall’età scolare, dimostrando che Cristo è nato in un’altra epoca, che l’età conosciuta come “antica” è in realtà quella medievale, che le piramidi, il Colosseo e gli altri famosi monumenti dell’antichità sono, in realtà, molto più giovani rispetto a ciò che abbiamo sempre creduto.

Percorrendo le tappe della ricerca che porta A.T. Fomenko e i suoi ad affermare, con cognizione di causa, che la storia e la cronologia attualmente adottate in realtà sono il prodotto di moltiplicate falsificazioni dei materiali storici e delle mistificazioni iniziate dai cronologisti del XVI-XVII secolo, Scaligero e Petavius, in seguito portate avanti dai loro seguaci, la prima reazione del lettore sarà probabilmente di difesa: la difesa, istintiva e comprensibile, che si mette in atto quando vengono attaccati le credenze tramandate da generazioni, i miti indiscussi, i solidi e autorevoli pilastri che sorreggono la base di una visione del mondo accettata e condivisa fin dall’infanzia.

Diversa, invece, potrà essere la reazione successiva: qualcuno potrà bollare il lavoro di Fomenko e dei suoi collaboratori quasi a priori, preferendo non inoltrarsi nella lettura; qualcun altro potrà condannarlo severamente, rifiutandosi fermamente di discostarsi dalla familiare visione della storia appresa fin dai banchi di scuola, rivissuta nei libri o nei film e magari approfondita in studi accademici successivi; qualcun altro ancora si sentirà in diritto di deriderlo o giudicare le sue ricerche un’avventura insensata, un virtuosismo da matematici fine a se stesso.

Sono certa, tuttavia, che il lettore aperto e imparziale, indugiando nella lettura dei testi della NC e pur anche serbando un atteggiamento diffidente e scettico nei confronti dei risultati esorbitanti cui essa perviene, indubbiamente “difficili da digerire”, non potrà non restare affascinato dai metodi appositamente elaborati per lo studio della cronologia; dalla scelta e dalla quantità dei documenti e delle informazioni presentati al fine di suffragare queste ipotesi matematiche; dall’entità e dall’originalità del lavoro degli studiosi e, in generale, dal loro coraggioso approccio.

Anatolij Timofeevič Fomenko, membro dell’Accademia russa delle Scienze, stimato professore della Facoltà di Matematica meccanica dell’Università statale di Mosca, autore di una trentina di manuali e testi di matematica, topologia e statistica (tradotti in varie lingue e raccomandati anche nelle facoltà italiane di fisica e matematica) oltre che dei tanti libri dedicati alla NC, nell’intraprendere a suo tempo, questa colossale revisione della cronologia e della storia convenzionali, non si era posto il fine di rendersi famoso con trovate sensazionali, né di provocare o sfidare la comunità degli storici, osando invadere il loro campo per sottoporlo a una severa investigazione attraverso metodi matematici.
Non è stato mosso da alcun fine “campanilistico” (matematici contro storici), né pubblicitario, e meno che mai commerciale.
Anzi: considerando la posizione affermata che questo studioso occupa da molto tempo nel contesto accademico matematico russo, si è più indotti a supporre che l’esporsi in un campo “non di competenza professionale”, con una teoria assolutamente rivoluzionaria e in aperto contrasto con la linea vigente, comportasse più un forte rischio per la sua autorità accademica che non i presupposti per eventuali benefici derivanti da un’abile manovra autopromozionale, come potrebbe sembrare, in apparenza, l’idea della NC.

Il mirato interesse per la storia e la cronologia nacque in Fomenko quasi per caso negli anni Settanta del secolo scorso, quando egli, analizzando la ricerca dell’astronomo americano Robert Newton sulle antiche eclissi di luna e restando incuriosito dalla soluzione incongruente di un punto oscuro nel calcolo del parametro lunare D’’, fu indotto a indagare sulla correttezza delle datazioni astronomiche e, in seguito, sulla possibilità di applicare, a questo fine, dei metodi matematici allo studio di manoscritti antichi.
Allora si trattava di un problema di carattere puramente matematico, che presentava in questo stretto contesto un preciso interesse. Nessuno, il professor Fomenko compreso, si aspettava che la risoluzione di questo problema potesse sortire un’interpretazione della storia del mondo antico e del Medioevo in aperto contrasto con le opinioni correnti degli storici.

Procedendo nella ricerca e dubitando in maniera via via crescente dell’esattezza della cronologia universale invalsa, Anatolij Fomenko, stimolato dal tentativo di trovare conferma dei sensazionali risultati ottenuti applicando la sua ipotesi matematica a un primo settore d’indagine (l’interpretazione di una datazione astronomica), decise di estendere la sua ricerca ad altri materiali storici (datati a un’epoca anteriore al secolo X e fino al XVII secolo). Così manoscritti originali, copie di cronache e annali, monumenti di architettura, incisioni, affreschi, mosaici, icone, pietre tombali, carte geografiche, cammei, monete, tappeti, smalti ecc. furono sottoposti a un’analisi incrociata sulla base di una serie di metodi statistico-matematici (vedi capitolo 3), appositamente elaborati da Fomenko e dai suoi collaboratori:

  • metodo dei massimi locali;
  • metodo del riconoscimento e della datazione delle dinastie dei regnanti, principio delle piccole alterazioni dinastiche;
  • principio dello smorzamento delle frequenze, metodo dell’allineamento dei testi storici nel tempo;
  • principio della duplicazione delle frequenze e metodo dell’individuazione e della datazione dei duplicati;
  • metodo dei moduli-codice (altresì detto metodo della “biografia formalizzata” di re, regnanti, capi militari, capi religiosi ecc.);
  • metodo del corretto allineamento cronologico e della datazione delle antiche carte geografiche;
  • metodo astronomico (della datazione degli zodiaci).

Tali metodi si rivelarono validi e attendibili: lo studio incrociato con questi su una gran varietà di documenti e materiali permise ai matematici guidati da A. Fomenko di scoprire le intonacature e “le incrostazioni” superflue aggiuntesi nel tempo, di dare una risposta logica e coerente a certi enigmi del passato, di motivare e smussare certe contraddizioni incomprensibili agli storici, e consentì, in generale, non di smentire la realtà degli eventi, ma di rivederne la datazione, non di negare l’esistenza di certi personaggi, ma di ristabilirne l’esatta biografia e posizione nella storia.

Le stupefacenti conclusioni cui pervennero gli studiosi, passando al vaglio massicce quantità di materiali storici (soprattutto scritti, cronache e annali) alla luce dei loro procedimenti matematici indipendenti, cioè non basati sulle dubbie datazioni precedenti né su quelle ottenute dai metodi classici, imprecisi (dendrologico, al radiocarbonio, dello strato sedimentario, comparativo, numismatico ecc. di cui analizzano dettagliatamente i motivi d’imprecisione) si possono sintetizzare nel modo seguente:

1. constatazione dell’inesattezza della cronologia attualmente adottata. La cronologia universalmente seguita, sostengono gli Autori, è inesatta. Più precisamente essa risulta essere il prodotto di una serie d’innesti cronologici, registrazioni ripetute di stessi eventi (duplicati) nonché calcoli, su basi errate, di eventi successivi. L’asse cronologico attualmente assunto (versione scaligeriana) risulta, in altre parole, “invecchiato”, allungato come minimo di un migliaio d’anni (vedi capitolo 4).

2. La conseguenza pratica di tale constatazione fu la stesura della Carta Cronologica Globale (tracciata su un rotolo di carta di 19 m), uno schema che abbraccia tutte le epoche storiche (eventi, personaggi, aree geografiche) dal 4000 a.C. al 1800 d.C., secondo la datazione convenzionale scaligeriana, e mette in rilievo gli innesti e i duplicati sommatisi nel tempo (vedi capitolo 4).

3. La proposta costruttiva fu l’elaborazione, sullo sfondo della Carta Cronologica Globale, della NC, ovvero di un asse cronologico “snellito” e ripulito dai duplicati, dagli innesti e dalle falsificazioni, apportate dai cronologisti scaligeriani. La NC è dunque, più chiaramente, una ricostruzione degli eventi storici fondata su basi scientifiche indipendenti, o anche, come preferiscono chiamarla gli Autori, un’ipotesi fondata su indiscutibili basi matematiche ma nondimeno flessibile, suscettibile di ritocchi ed eventuali revisioni a seconda delle scoperte archeologiche o storiche che potranno essere fatte.

Quanto premesso lascia facilmente intuire che la NC si connoti come una teoria piuttosto “scomoda” e spinosa, se non addirittura pericolosa. In Russia non a caso ha dato origine a un’accesa polemica con aspri interventi critici, che gli Autori non hanno mancato di ospitare nel sito ufficiale del progetto (www.chronologia.org. in lingua russa e www.nuovacronologia.it in italiano; vedi anche più avanti: “La ’Nuova Cronologia’ di Fomenko-Nosovski: storia del progetto, delle controversie che ha innescato, delle prospettive che ha aperto”).

Nel 2009 della questione NC dovette addirittura occuparsi l’allora presidente della Russia Dmitrij Medvedev che, sollecitato dal governatore della regione di Novgorod, Sergej Mitin, “offeso” dalle ipotesi di Fomenko-Nosovskij rispetto alla reale storia della sua città, risolse abilmente e diplomaticamente il contrasto affermando:

«[...] personalmente non sono contrario alle rappresentazioni innovatrici o avanguardistiche della storia. Non solo, ma ritengo che a volte nel pensiero paradossale si celi un determinato senso.
Ma certo questo non deve diventare un manuale di studio.
Ci sono eventi che è necessario, secondo me, recepire come canone [...]»

Del resto, se il fronte dei nemici si è presentato da subito numeroso e agguerrito, raccogliendo nelle sue file storici, archeologi, linguisti, politici, religiosi, insegnanti e lettori ordinari, stabile e crescente è risultato essere anche lo schieramento dei sostenitori (spesso di formazione scientifico-matematica: persino il campione del mondo di scacchi G. Kasparov!) ragion per cui in Russia i numerosissimi libri divulgativi del progetto NC, grazie anche alla loro esposizione accessibile e chiara, sono diventati negli ultimi anni dei best-seller, pubblicati da case editrici leader e raccolti anche in una grande opera in sette volumi (la prima edizione, per i tipi della RIMIS, è del 2003, la seconda, a cura della AST, è uscita nel 2010). Alcuni temi della NC sono stati inoltre proposti in 24 DVD (vedi “Bibliografia”). Grazie all’intervento dello scrittore A. Zinov’ev, l’opera in sette tomi è stata pubblicata anche in inglese dall’editore Delamere (vedi “Bibliografia”).

In generale, l’unica parte complessa del progetto riguarda l’illustrazione dei metodi matematici.

Nella selezione delle pagine per il pubblico italiano, abbiamo deciso d’includere alcuni capitoli strettamente matematici per tre motivi fondamentali:

  • per rendere la piattaforma del progetto in tutto il suo spessore;
  • per dimostrare al grande pubblico che le affermazioni degli Autori sono il frutto di una scrupolosa e lunga verifica sperimentale effettuata su centinaia di fonti a partire da tecniche oggettive e indiscutibili;
  • e infine per soddisfare la curiosità dei lettori appassionati di matematica, per i quali sarà sicuramente d’interesse seguire il processo di applicazione di metodi matematici su materiali così insoliti.

Lasciando a questi ultimi lettori il piacere d’indugiare nei grafici, negli schemi e nell’approfondimento di dettagli matematici (vedi capitolo 3, “I metodi matematico-statistici”), consigliamo agli altri di “prendere semplicemente atto” della loro esistenza o di farne una conoscenza sommaria, tramite la breve descrizione (non matematica) di uno di essi: «il metodo del riconoscimento e della datazione delle dinastie dei regnanti».

Mettendo a punto questa tecnica, Fomenko e i suoi colleghi matematici hanno ragionato nel modo seguente: supponiamo che sia stato rinvenuto un manoscritto relativo alla storia di una dinastia di regnanti con l’indicazione delle durate dei regni di ciascun regnante. Il quesito che si pone è il seguente: la dinastia presa in esame è nuova, cioè sconosciuta prima di allora e quindi necessita di una datazione o si tratta di una delle dinastie già note ma descritta in termini non comuni (per esempio con variazioni nel nome dei regnanti)? Spesso infatti una stessa concreta dinastia veniva nominata o descritta in vari documenti e da cronisti diversi, e l’importanza di tale dinastia o di alcuni dei suoi membri poteva variare a seconda del punto di vista del cronista.
Al di là di queste interpretazioni soggettive, si possono tuttavia individuare, nelle fonti, degli elementi invarianti, delle costanti, meno dipendenti dalla personale simpatia o antipatia degli annalisti rispetto all’oggetto della loro cronaca.

A questo gruppo di fatti più o meno “invarianti” si riferisce, ad esempio, la durata del regno del re. Di solito non c’erano cause particolari che potevano indurre il cronista ad alterare in modo significativo e intenzionale questo dato. Tuttavia gli annalisti si trovavano spesso di fronte alla difficoltà di calcolare correttamente la durata di un regno.
Queste difficoltà naturali, dovute all’incompletezza delle informazioni, al travisamento dei documenti ecc, facevano però sì che a volte uno stesso evento venisse riportato in termini diversi. Queste incongruenze si trovano spesso nel calcolo della cronologia dei faraoni: si confrontino, come esempio, le tavole cronologiche di H. Brugsch e quelle di J. Blair (vedi nel dettaglio capitolo 3.2.1.).

Poteva quindi accadere che un cronista, descrivendo una dinastia reale, calcolasse la durata del regno dei re a seconda delle sue capacità e possibilità, ottenendo di conseguenza una certa sequenza di numeri dove ogni numero rappresentava, pur con qualche errore, la durata del governo di un re. Un altro cronista, descrivendo la stessa dinastia reale, poteva attribuire ai governi degli stessi re altre durate; non solo, ma poteva distorcere i nomi dei sovrani a causa dell’imprecisione della traduzione nella sua lingua o a causa dell’uso frequente di soprannomi, col risultato che si poteva venire a creare un’altra dinastia.
Così, per esempio, una concreta dinastia M., nelle descrizioni riportate in annali diversi da cronisti diversi, poteva sdoppiarsi e dare origine a dinastie “immaginarie”, a “duplicati” venutisi a formare per errore d’interpretazione di un calcolo o diversità di denominazione di uno stesso personaggio storico.

Gli Autori della NC propongono di utilizzare le sequenze di numeri, indicanti la durata dei regni di ogni re, per individuare, nelle dinastie, i “duplicati”, ovverossia quelle dinastie immaginarie, erroneamente attribuite dai vari cronisti a certe epoche storiche o a certi Paesi, e a volte allineate negli annali in successione, una dopo l’altra, nonostante in realtà esse siano la descrizione di un’unica concreta dinastia.

Misteriose coincidenze, ovvero incongruenze, si possono cogliere a occhio nudo. Si tratta davvero di una coincidenza o piuttosto di un “duplicato”?

Per rispondere a questa domanda gli Autori si avvalgono della statistica matematica, una scienza che si occupa del calcolo delle probabilità di esistenza di tali coincidenze. Grazie all’utilizzo degli strumenti della statistica matematica, Fomenko e i suoi collaboratori sono stati in grado di distinguere, con sicurezza, le dinastie autentiche dai loro duplicati. Nello specifico, il calcolo alla base del grafico (riportato in fig. 4.19, per esempio) ha dimostrato che la probabilità di coincidenze casuali è piuttosto bassa (il grafico menzionato è praticamente simmetrico).

Anche ai testi non contenenti descrizioni dinastiche si possono applicare i metodi matematici.

In questo caso, gli Autori della NC ragionano nel modo seguente: supponiamo che sia stato rinvenuto un testo, per esempio un annale sconosciuto che riporti la descrizione di eventi ignoti e avvenuti in un ampio arco di tempo e contenga anche datazioni ottenute secondo un calcolo sconosciuto. La valutazione tipica considera che le date degli eventi descritti nel manoscritto siano state fissate a partire da un evento locale più importante, la fondazione di una città o l’ascesa al trono di un certo re, per fare solo degli esempi.

Ciò premesso, si pone la questione di come ristabilire le date assolute degli eventi descritti nell’antico documento. Per esempio, come calcolare la data giuliana della fondazione di una città, fondazione presa come punto di partenza per il calcolo degli eventi successivi che ci interessano. Ovviamente, se alcuni degli eventi descritti in una determinata cronaca sono già a noi noti attraverso altre cronache, ciò permette di “legarli” in una linea moderna del tempo. Ma se questa identificazione risultasse impossibile, il problema della datazione si complica.

Potrebbe anche darsi che gli eventi descritti siano di fatto noti ma in una determinata descrizione non vengano riconosciuti come tali, essendo la cronaca scritta in un’altra lingua e avendo il cronista usato nomi, soprannomi, denominazioni geografiche completamente diverse ecc. Certo, se gli annali contenessero informazioni quantitative (invarianti), indipendenti dalle caratteristiche dell’uso linguistico e uguali per tutti gli annali, descriventi gli stessi eventi, tali caratteristiche (invarianti) potrebbero essere utilizzate per confrontare la cronaca sconosciuta con quelle conosciute e ciò permetterebbe di riconoscere determinati eventi e posizionarli nel tempo.

A questo proposito gli Autori della NC suggeriscono di utilizzare, come elementi invarianti, i dati seguenti: il numero di pagine di un annale, dedicate all’uno o all’altro episodio; il numero di citazioni di un determinato anno in una determinata cronaca; il numero di menzioni di un concreto personaggio nel capitolo della cronaca dedicato all’uno o all’altro anno e analoghi dati quantitativi.

I metodi matematici elaborati dagli Autori, sfruttando questi dati, hanno permesso loro d’individuare i testi che descrivono lo stesso episodio storico, anche se i nomi propri dei personaggi, i nomi geografici e le date di tali fonti a prima vista non sembrano legati tra di loro (vedi i grafici inseriti nel capitolo 3 “I metodi matematico-statistici”).

Con l’aiuto di queste tecniche, dunque, è stata studiata e analizzata la maggior parte delle fonti storiche disponibili ed è stato estrapolato un primo fatto importante: l’applicazione di tutti i metodi di datazione elaborati su uno stesso campione di studio dà gli stessi risultati.

Il culmine di questa ricerca è stata la constatazione che il manuale classico di Storia antica, attualmente adottato, figura essere un annale composto da quattro parti praticamente identiche, “incollate” e disposte in successione, e che l’asse cronologico comunemente seguito ospita in realtà tre grandi slittamenti, di 330, 1050 e 1800 anni.

Questo sarebbe la conseguenza dell’attività dei cronologisti Scaligero e Petavius, vissuti a cavallo dei secoli XVI e XVII, che, erroneamente e/o intenzionalmente, “invecchiarono” la storia, facendo risalire alla Storia antica degli eventi di fatto avvenuti nel Medioevo (vedi capitoli 1 e 4). Secondo Fomenko e i suoi collaboratori, dunque, la storia descritta nei manoscritti giunti fino a noi e che noi consideriamo antichi, di fatto si è svolta in tempi molto più recenti, nei secoli X e XI d.C.

“L’epoca antica è dunque il Medioevo?”, si sono chiesti gli Autori. Al fine di convalidare questa ipotesi, apparentemente stravagante, gli artefici della NC hanno condotto una scrupolosa ricerca su documenti, testimonianze e manufatti giunti fino a noi. Nei loro libri, discutono dettagliatamente sui “secoli bui” della storia, sulla misteriosa rinascita della “Antichità” nell’Europa medievale, avanzano dei paralleli tra la Grecia “antica” e medievale e parlano delle città che venivano chiamate Roma (vedi capitolo 4).

Si viene a scoprire così che esistono non pochi fatti che la cronologia ufficialmente adottata oggi non è in grado di spiegare o che spiega con argomenti assai poco convincenti. Allo stesso tempo, questi fatti si conformano bene all’interpretazione degli eventi proposta dalla NC.

Curiosa, a questo proposito, l’osservazione degli Autori rispetto all’ambiguità dell’interpretazione delle date che s’incontrano nelle incisioni e nei disegni di epoca medievale.

Gli artisti di questa epoca spesso registravano la data delle loro creazioni nel modo seguente: i.595, j548, cioè scrivevano all’inizio le lettere “i” o “j”, separandole a volte dalle cifre con un punto (Iesus-Jesus). In una delle opere di Albrecht Dürer è indicata la data: “i.524”. Dal punto di vista della storia ufficiale questo tipo di scrittura corrisponde alla data 1524 dalla nascita di Gesù Cristo: “i” o “j” sarebbero, infatti, l’iniziale del nome di Cristo. Ma non sarebbe più logico trattare la data “i.524”, come 524 anni da Cristo? Cioè pensare che Dürer ritenesse che Cristo fosse nato non nel 1524 ma 524 anni prima della creazione del suo lavoro? Tale interpretazione è assurda dal punto di vista della cronologia ufficiale (cioè di matrice scaligeriana), tuttavia s’inscrive bene nell’ipotesi della NC che rileva, rispetto all’asse cronologico ufficiale, uno slittamento di 1054 anni (vedi capitolo 4).

Fomenko e la sua équipe riportano numerosi esempi che, interpretati alla luce della NC, “scagionano” dall’accusa di falsificazione alcuni documenti antichi, come per esempio i “Privilegi” dati dagli “antichi” imperatori Cesare e Nerone alla casa ducale austriaca medievale. Gli storici moderni scartano semplicemente questi documenti ritenendoli dei falsi e ciò solo in ragione del fatto che essi non s’inscrivono nella cronologia attualmente accettata (scaligeriana).

Gli avvenimenti biblici, le piramidi, Troia, l’origine e la caduta di Roma, la nascita e la crocefissione di Cristo, la Sacra Sindone, Pompei, Costantinopoli, le Crociate, la Riforma, tutti i grandi eventi vengono confrontati, calcolati, letti, interpretati e ricostruiti in questa ipotesi sconvolgente e affascinante che il professor Fomenko e i suoi collaboratori hanno elaborato nel corso di molti anni di ricerca. O meglio continuato: perché, come ci fanno sapere gli stessi, prima di loro, a lanciarsi in quest’avventura ci furono altri studiosi eminenti, sir Isaac Newton compreso (vedi capitolo 1).

Spinti dall’intenzione di offrire una spiegazione alle tante incongruenze emergenti nello studio della storia e della cronologia, questi scienziati del passato avevano intrapreso una revisione della versione storico-cronologica imperante (scaligeriana), ma, per mancanza di mezzi d’informazione ed elaborazione, erano giunti a parziali conclusioni. Sono queste conclusioni che riescono a portare a termine e a inserire in un quadro unitario il professor Fomenko e i suoi assistenti, grazie al loro profondo interesse scientifico, alla loro straordinaria curiosità, alla loro abilità, alle possibilità offerte dalle tecnologie informatiche moderne e sicuramente grazie al loro coraggio di ricerca della verità al di là di un quadro apparentemente solido ma colmo di fatti insicuri.

La conoscenza, senza pregiudizio, del percorso e delle conclusioni della NC, porterà inevitabilmente a cambiare il modo di vedere la realtà circostante. Dopo questa lettura i monumenti dell’“Antichità”, le grandi personalità del passato, i reperti dei musei, le città d’arte, i manuali di storia, le tavole sinottiche, le guide turistiche non potranno più essere osservati e fruiti allo stesso modo: il tarlo del dubbio, in modo più o meno sommesso, comunque si farà sentire. D’altro canto, più consapevole diventerà l’utilizzo dei documenti storici, sia del passato che del presente.

Concludo, riportando una citazione che, pur riferendosi a un campo completamente diverso da quello qui esposto, mi sembra che colga piuttosto bene, la sostanza del lavoro di Fomenko e dei suoi. A suo tempo, Carl Gustav Jung, ricordando l’attività di alcuni studiosi che avevano riabilitato la credenza negli spiriti, così si espresse:

«[...] persino se l’attendibilità delle loro osservazioni può essere messa in forse, se li si può accusare di aver errato o di essersi ingannati, tuttavia questi ricercatori hanno acquistato l’imperituro merito morale di aver gettato tutto il peso della loro autorità e del loro grande prestigio scientifico in questa impresa destinata a far luce nelle tenebre, superando ogni timore e ogni considerazione di ordine personale [...]»

E questo vale senz’altro anche per i nostri matematici, con la differenza che l’attendibilità statistico-matematica delle loro osservazioni è quanto di più inattaccabile essi presentino.

Vera Bani

 

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Fomenko Anatolji

Anatolij T. Fomenko, membro dell’Accademia russa delle Scienze, stimato professore della facoltà di matematica meccanica dell’Università statale di Mosca, autore di una trentina di manuali e testi di matematica, topologia e statistica (tradotti in varie lingue e raccomandati anche nelle facoltà italiane di fisica e matematica) oltre che dei tanti libri dedicati alla “Nuova Cronologia”.

Nell’intraprendere, a suo tempo, questa colossale revisione della cronologia e della storia convenzionali, non si era posto il fine di rendersi famoso con trovate sensazionali, nè di provocare e sfidare la comunità degli storici, osando invadere il loro campo per sottoporlo a una severa investigazione con metodi matematici.

 

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